Chris Bosh il risolutore: è il giocatore più clutch degli Heat

Ok, avete letto il titolo ed a molti di voi vi sarà salita una gran voglia di insultarmi per aver scritto una vaccata. Ma proviamo ad analizzare la situazione dei fatti ed a capire perché possiamo considerare Bosh il giocatore più clutch degli Heat dei Big Three o, volendo allargare il discorso ad Allen, dei Fab Four. Partiamo da quanto accaduto questa notte: gli Heat sono riusciti a sventare nel finale il pericolo di andare sotto per 2-0 nella serie, conquistando un fondamentale successo per 98-96.

Dopo un primo quarto difficile, LeBron James ha fatto la voce grossa e, pur dando vita ad un attacco troppo fermo, è riuscito a tenere sempre viva la sua squadra, fino a quando non ha inferto la zampata decisiva sul match. Ma, per onor del vero, c’è da dire che le giocate decisive nel finale non le ha firmate lui, né Wade, né Allen, bensì Chris Bosh. Quest’ultimo ha messo a referto 18 punti, 3 rimbalzi e 2 assist, ma nell’ultimo minuto ha realizzato una tripla di capitale importanza, che ha dato agli Heat due lunghezze di vantaggio, rivelatesi poi determinanti. James ha dimostrato una leadership ed un carattere importante, creando a Bosh lo stesso buon tiro che aveva sbagliato poco prima: l’ex Raptors non ha sciupato la seconda occasione ed ha aperto la strada verso il successo.

Mica è finita qui! Dopo l’errore dalla media di Ginobili, Popovich ha deciso di non fare fallo a 28 secondi dal termine, ma di difendere per provare ad avere l’ultimo tiro per il pareggio. Bosh, però, aveva altri piani: dopo aver ricevuto il pallone dietro l’arco, lo ha messo per terra e si è lanciato in un’ottima penetrazione, culminata con lo scarico perfetto per Wade, che ha segnato il più facile dei canestri per scrivere l’1-1 nella serie. Non è un caso che nel post-partita Erik Spoelstra abbia lungamente lodato il suo lungo, definendolo il giocatore più determinante della squadra. Ovviamente questa dichiarazione va contestualizzata nell’ottica che James e Wade sono due fenomeni acclarati, tutti sanno cosa sono in grado di fare, ma in partite del genere il contributo di uno come Bosh diventa fondamentale per portare a casa il successo. Anche se le statistiche di gara 2 potrebbero far pensare il contrario: il suo plus/minus è fortemente negativo (-11), ma questo non cancella il fatto che abbia giocato una partita solida e costante.

Torniamo alla questione principale, ovvero andiamo a vedere perché possiamo considerare Chris il giocatore più clutch di questi Heat. Ripercorriamo brevemente alcune tappe della sua stagione: il primo dicembre ha segnato 13 punti consecutivi, tra cui tre triple, per aiutare Miami a rimontare i Bobcats nell’ultimo quarto e ad estendere la striscia positiva a 10 vittorie; poco più tardi in quel mese ha infilato la bomba della vittoria contro Portland; ai primi di gennaio ha costretto gli Hawks all’overtime, sempre con una conclusione da oltre l’arco. Da quel game-winner con i Blazers in poi, Bosh statisticamente è stato il miglior clutch player della squadra. Sì, più di LeBron, Wade o Allen: con 10 secondi o meno sul cronometro e con gli Heat che hanno bisogno di una game-winner o di un game-tying, le statistiche mostrano che Chris è il giocatore più consistente.

Se allarghiamo la situazione a quando la partita a 5’ dal termine vede un distacco massimo di 5 punti tra le due squadre, emerge che Bosh in questa regular season ha tirato con il 53.7% dal campo, ma soprattutto con il 56% da oltre l’arco (14/25). Per quanto riguarda i playoffs, invece, in tali circostanze, includendo anche gara 2, Chris è andato 4/10 da tre punti, per un 40% eccellente, in considerazione che in questi casi il livello di intensità e di attenzione è altissimo rispetto alla regular.

Grazie a quella sua bomba che dal -1 ha spostato l’inerzia in favore degli Heat, quest’ultimi hanno evitato di tornare a casa sul 2-0, che avrebbe avuto il sapore di una serie fortemente segnata dopo le prime due gare. Adesso ovviamente Miami ha bisogno che continui a rendere su questi standard elevati, ma che soprattutto si faccia trovare pronto quando più conta: presumendo che LeBron continuerà a giocare in questa maniera, salvo ulteriori problemi fisici, considerando che Wade non ha ancora trovato una sua dimensione in questa serie e che la panchina è di livello nettamente inferiore rispetto a quella avversaria, è obbligatorio per gli Heat che Bosh svolga, e bene, quello che ha fatto in questa gara 2, soprattutto nei finali di partita.