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“Ciao mamma guarda come mi diverto”: la rivoluzione di Steph Curry

Siamo tutti testimoni di una nuova era per la pallacanestro, che presto potrebbe dividersi in avanti Curry e dopo Curry. Prima di Steph, ci sono stati tanti, tantissimi grandi giocatori a livello tecnico, tattico, caratteriale, che hanno cambiato a loro modo il gioco e hanno lasciato un segno indelebile. Ma mai nessuno che è andato anche lontanamente vicino dall’essere quello che è oggi il #30 dei Warriors. Siamo dei privilegiati, perché abbiamo la fortuna di vedere la storia che viene scritta in diretta, ma soprattutto le convenzioni legate alla pallacanestro che crollano una dopo l’altra.

Nelle ultime tre partite, giocate tutte in trasferta, Steph ha segnato rispettivamente 42 punti (a Miami), 51 (ad Orlando con 10 triple) e 46 (a OKC con 12 triple): in particolare, stanotte ha eguagliato il record di canestri da tre in una singola partita (12) ed ha migliorato il precedente record di triple in una stagione (288), che tra l’altro già apparteneva a lui. Ma non è tutto, perché è anche diventato il primo giocatore nella storia NBA a segnare almeno 10 volte da oltre l’arco in due partite consecutive.

Se negli ultimi due anni Curry ha visto il suo appeal e il suo rispetto all’interno della NBA crescere a dismisura, quello che ha realizzato nell’ultima settimana ha impressionato chiunque, persino uno come LeBron James (che su Twitter ha scritto “mai visto uno come lui nella storia del gioco”), perché non c’è mai stato qualcuno in grado di spingersi oltre le convenzioni cestistiche come sta facendo Steph. Il quale, volendo semplificare al massimo, sta segnando canestri che non dovrebbero essere nella natura delle cose: quando mai un tiro da centrocampo è stato un buon tiro? Nel caso di Curry invece lo è, e ne ha dato conferma stanotte, dato che ha deciso l’overtime sul campo dei Thunder con un canestro da distanza siderale.

La semplicità e la convinzione con cui prende conclusioni del genere rendono Steph unico nel suo genere. A volte ci induce a pensare che sia completamente matto per tirare da qualsiasi posizione del campo, tra l’altro con una facilità e una rapidità di esecuzione impressionante, ma forse siamo noi ad essere ancora troppo legati ad un’idea standard di pallacanestro. In questo momento, Curry è “una libidine, una rivoluzione”, volendo utilizzare le parole del mitico Jovanotti, perché è qualcosa che ancora si fa fatica a comprendere, ma che allo stesso tempo non si può fare a meno di ammirare.

Tra l’altro, sarebbe sbagliatissimo ridurre Steph a “showman”, perché è uno che innanzitutto vince le partite: stanotte negli ultimi 8 minuti della partita, tra ultimo quarto ed overtime, ha segnato 26 punti in combo con Klay Thompson (8/10 dal campo, 6/7 da oltre l’arco), 4 in più di quelli realizzati dagli interi Thunder nello stesso arco di tempo. Insomma, attualmente Curry non è solo il giocatore più rivoluzionario ed entusiasmante della NBA, ma anche quello più decisivo. E ciò potrebbe presto portarlo ad accrescere a dismisura la sua bacheca di trofei.