Come si ferma Tony Parker? Spurs ad un passo dalle finali di Conference

I San Antonio Spurs sono ad un passo dalla loro terza finale di Conference consecutiva. Nella Western Conference, sono stati i Los Angeles Lakers (2008-2010) a riuscirci per ultimi. La difesa di Portland non riesce a reggere i ritmi dell’attacco avversario e la differenza tra le due compagini viene fuori enormemente quando gli allenatori inseriscono qualche giocatore dalla panchina. Le riserve dei Blazers, infatti, non sembrano essere all’altezza di questo palcoscenico, soprattutto quando – come in questa gara 3 – Mo Williams è fuori per infortunio. Una chiave dell’incontro – la panchina – l’abbiamo già citata, ma ce n’è un’altra ovvia: Tony Parker. Gli Spurs, per la terza volta in questa serie, hanno segnato almeno 60 punti nel primo tempo.

COME SI FERMA TONY PARKER? – Un compito ingrato e impossibile quando il franco-belga è in serata. E, come al solito quando si arriva ai Playoffs, sta capitando spesso. La scelta condivisa dalla maggior parte delle avversarie degli Spurs è quella di lasciare spazio a Parker dalla media sul pick and roll per evitare passaggi all’interno dell’area o conclusioni al ferro dello stesso giocatore degli Spurs, che è tra i migliori esterni della lega per punti nel pitturato. Il problema è che questa tattica paga a fasi alterne e, quando Parker trova presto il feeling con la retina, anche il tiro dalla media diventa un layup per lui. È successo in gara 3 ed è il motivo per cui gli Spurs, ancora una volta, sono riusciti a scappare nel primo tempo. Ha segnato 29 punti con 12/20 dal campo e addirittura 2/3 dall’arco. In questi Playoffs, sta tirando con il 43.7% dalla media distanza (38/87).

COME SI FERMA IL SUPPORTING CAST? – I problemi, per i Blazers, non si limitano però al solo Tony Parker. E si estendono anche oltre Tim Duncan e Manu Ginobili. Portland non sta riuscendo, in generale, a difendere contro una squadra che ha così tanti giocatori di livello e così tante soluzioni nel playbook. Tutti i giocatori degli Spurs sanno farsi trovare pronti per una conclusione qualora la situazione lo richieda. L’azione più bella della partita è probabilmente la tripla di Mills dall’angolo sinistro – il suo preferito – nel terzo periodo, preceduta da uno spettacolare scarico di Boris Diaw. Gli Spurs sono anche questi: il lungo che inventa per un canestro del playmaker. Marco Belinelli si è fermato a 5 punti con 2/5 dal campo.

QUALI RISPOSTE PER PORTLAND? – I Blazers sono ad un passo dall’eliminazione e il dato storico dice che nessuna squadra ha mai vinto una serie dopo essere stata sotto per 3-0. La splendida stagione della squadra, però, meriterebbe forse la vittoria della bandiera per far esultare, ancora una volta, il pubblico di casa. Stotts, per regalare ai tifosi di Portland un successo sugli Spurs, deve riuscire a motivare al massimo i suoi titolari, perché è con loro che Portland si gioca quasi tutta la partita. Dorell Wright può segnare qualche canestro, ma è l’unico attaccante con punti nelle mani ad uscire dalla panchina dei Blazers, se Mo Williams non dovesse rientrare in gara 4. Aldridge (21 punti, 9/23 dal campo) e Lillard (21 punti, 7/21 al tiro), le due grandi stelle della squadra, devono riuscire a tirare con percentuali migliori per tenere i Blazers in partita.