Corey Brewer, la profezia di Noah ed i 51 punti che lo consacrano nell’olimpo della NBA

Corey Brewer è reduce dalla miglior partita della sua vita, aiutando i Timbewolves a battere i Rockets per 112-110 con la bellezza di 51 punti. Grazie a questa pazzesca prestazione individuale, l’ala piccola uscita da Florida ha eguagliato il record di franchigia stabilito da Kevin Love ed ha pure aggiunto 6 recuperi. Sapete negli ultimi 25 anni quali sono stati i giocatori a far registrare un una singola partita almeno 50 punti più 6 palle recuperate? Michael Jordan, Rick Barry, Allen Iverson e… Corey Brewer.

Sembra uno scherzo, e di quelli veramente assurdi ed impensabili, ma invece è tutto reale: uno che ha segnato 50 punti complessivi nelle ultime 4 partite e che viaggia in carriera con 9.9 di media, ha veramente realizzato 51 punti in una partita sola. Chi ha avuto la fortuna di vedere la storia compiersi in diretta, non riusciva assolutamente a credere ai propri occhi. Nella storia della NBA, solo cinque dei giocatori che sono stati in grado di realizzare almeno 50 punti in un singolo incontro avevano una media in carriera più bassa di Corey: si tratta di Walt Wesley, Terrence Ross, Tracy Murray, Tony Delk. Brewer ha tirato con un ottimo 19/30 dal campo e con 11/15 dalla lunetta, mentre da oltre l’arco non è andato benissimo (2/6).

Ieri sera è stato chiesto a LeBron James un commento sull’impresa dell’ala di Minnesota, e la stella degli Heat ha reagito probabilmente come hanno fatto gli appassionati di tutto il mondo alla notizia: “Hai saputo di Cory Brewer?” “No, perché?” “Ha segnato 51 punti stanotte” “Aspetta un momento, chi?!?”- Sapete chi è l’unico che credeva che l’ala dei T-Wolves fosse in grado di una simile impresa? Joakim Noah. Giustamente non poteva che essere un personaggio stravagante.

Qualche tempo fa, alla stella dei Bulls era stato chiesto il suo personale “Mount Rushmore”, e questi sono stati i suoi nomi: Kareem Abdul-Jabbar, Dirk Nowitzki, Michael Jordan, Magic Johnson e Corey Brewer. Allora non era chiaro se con quest’ultimo nome Noah voleva solo prendere in giro la tendenza del momento, oppure perché realmente credeva che il suo ex compagno di college avesse il talento per essere accostato ai mostri sacri della NBA. Fatto sta che, dopo sette anni di carriera passati a 9.9 punti, 3.0 rimbalzi e 1.6 assist di media, Brewer è uscito dall’anonimato e si è regalato una notte da sogno che è entrata di diritto nella storia della lega.