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Dai ganci di Kareem alle triple di Steph: Curry è davvero inarrestabile?

steph curry

Stavolta, gli Splash Brothers non avevano alcuna intenzione di prendere sottogamba la sfida con i Blazers, dato che l’ultima volta che li avevano affrontati avevano rimediato una sconfitta memorabile (-32), subendo anche lo smacco dei 51 punti di Damian Lillard. Il quale, prima di stanotte, aveva messo a referto una media irreale di 40.5 punti nelle quattro partite contro John Wall, Kyle Lowry, Isaiah Thomas e Steph Curry, ovvero quattro delle point guard più competitive dell’intera lega. Alla Oracle Arena, però, il leader di Portland non è andato oltre i 17 punti con 5/18 dal campo, mentre Curry e Thompson hanno messo in piedi un vero e proprio spettacolo, combinando la bellezza di 71 punti con 26/45 al tiro e soprattutto 15 triple. Se Klay è stato il miglior marcatore con 37 punti, Steph non è stato da meno con 34 punti (13/23 dal campo, 7/14 da oltre l’arco) e diverse giocate come al solito spettacolari, a partire da un crossover alla sua maniera che ha mandato completamente in tilt Lillard. Insomma, con Damian adesso è 1-1 e palla al centro: ci si incontrerà nuovamente il 3 aprile, sempre alla Oracle Arena, che i Warriors hanno mantenuto inviolata in tutte le 29 partite giocate finora in questa regular season.

Fatta eccezione per i 41 punti con 7 triple firmati lunedì contro i Magic, nelle ultime uscite Curry era stato meno efficiente del solito (18 con 1/10 nel ko con i Lakers, 12 con 3/9 nel successo sui Jazz). Tra l’altro, contro Utah ha rischiato di subire la stoppata di Rudy Gobert mentre tentava una conclusione dalla lunga distanza: niente di strano, capita a tutti, direte voi. E invece no: non è chiaro se il lungo francese abbia davvero intralciato direttamente la traiettoria del tiro di Steph, fatto sta che a referto non gli è stata assegnata la stoppata e quindi Curry può vantarsi del fatto che ancora nessuno sia riuscito a bloccare un suo tentativo da oltre l’arco in tutta la stagione.

Prima che questo marziano con il #30 decidesse di rivoluzionare il modo di giocare la pallacanestro, lo “skyhook” di Kareem Abdul-Jabbar è sempre stato considerato il tiro più inarrestabile che esista. Kareem era un artista del gancio, lo eseguiva con una perfezione tecnica senza eguali che, unita alla sua imponente stazza fisica, lo rendeva un’arma devastante e spesso instoppabile, anche perché era in grado di farlo sia con la destra che con la sinistra, oltre che da distanze notevoli. Non a caso Pat Riley, uno che quando parla non lo fa mai per dire banalità, una volta ha definito lo “skyhook” di Abdul-Jabbar “la singola arma più devastante nella storia della pallacanestro”.

In questo preciso momento, però, Curry sta cambiando la concezione del tiro da tre punti: la stoppata su questo tipo di giocata non è molto comune, ma è comunque assurdo che uno che ha finora tentato 676 triple non ne abbia subita neanche una. Tra i giocatori NBA che tirano di più da oltre l’arco, c’è Klay Thompson che è stato stoppato quattro volte, Damian Lillard cinque e James Harden sei. L’ultima tripla di Curry bloccata da un difensore risale ufficialmente al 18 marzo 2015: in quell’occasione, fu chiuso nell’angolo con i 24 secondi che stavano per scadere e DeMarre Carroll colse al volo l’opportunità. Da allora, Steph ha tentato 803 conclusioni dalla lunga distanza, diventando mano a mano sempre più immarcabile: il problema non è solo il fatto che abbia una rapidità nel rilasciare il pallone e un equilibrio assolutamente fuori dal comune, ma è anche il fatto che sia un giocatore completamente imprevedibile, con un repertorio così vasto che spesso manda in confusione i difensori.