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Diventerai una star: le prime impressioni su Karl-Anthony Towns

C’è tanto lavoro da fare, ma c’è anche il potenziale per poter essere “The Next Big Thing”. Stiamo parlando di Karl-Anthony Towns, che nella Summer League di Las Vegas sta ben impressionando gli addetti ai lavori, ma soprattutto sta mandando chiari messaggi ai Timberwolves: mi avete scelto al Draft con la n.1 e ripagherò la vostra fiducia, perché so di valerla. Statisticamente parlando, sarebbe poco sensato fare una valutazione del prodotto di Kentucky, perché i punti, la percentuale dal campo, i falli commessi, ecc. ecc. lasciano il tempo che trovano in una competizione estiva come quella di Las Vegas.

Quest’ultima, però, consente di farsi un’idea più specifica del singolo giocatore: nel caso di Towns, innanzitutto è impossibile non notare la sua grande versatilità. Stiamo parlando di uno che potrebbe scendere in campo in tre diversi ruoli, che è affidabile quando ha un tiro aperto, che sa battere il difensore dal post o attaccando il ferro, che è in grado di difendere sul post, ma soprattutto che sa scivolare bene per tenere avversari più rapidi di lui e che può essere importante in aiuto sul lato debole.

Insomma, siamo dinanzi a un ragazzo di 19 anni con un bagaglio tecnico, fisico e atletico molto importante e anche una certa propensione al lavoro: non a caso, è stato fin da subito entusiasta dell’opportunità di lavorare con Kevin Garnett, uno che con la sua ventennale esperienza può insegnargli davvero tanto sul come diventare una stella della NBA.

Dal punto di vista offensivo, ciò che più ha impressionato di Towns è il fatto di saper leggere molto bene il gioco e soprattutto le situazioni in cui viene raddoppiato, tenendo sempre la testa alta e mostrando anche una certa pazienza in attesa della linea di passaggio migliore: a Las Vegas si è distinto per alcuni assist di pregevole fattura. Dal punto di vista difensivo, invece, è da apprezzare particolarmente il fatto che Towns, nonostante abbia solo 19 anni, sappia usare molto bene il suo corpo e soprattutto non caschi nell’errore di abbassare le braccia sull’attaccante.

Ovviamente la strada da fare per Karl-Anthony è ancora lunga: il jumper deve essere sviluppato ulteriormente, va affinato il suo gioco in post, ma per essere un rookie con una sola stagione di NCAA alle spalle è davvero molto interessante in prospettiva, tanto che può tranquillamente arrivare ad essere un lungo determinante su entrambi i lati del campo, sulla scia di DeMarcus Cousins, volendo fare un paragone attuale.