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Dopo Jordan e Kobe, c’è solo Wade: l’ultima impresa di un immenso Dwyane

Senza Luol Deng, Michael Beasley, Shabazz Napier, Hassan Whiteside e Chris Andersen e con Udonis Haslem in piedi per miracolo a causa di problemi ad entrambe le caviglie, gli Heat hanno trovato un modo per conquistare un successo di un’importanza vitale in ottica playoffs. E lo hanno fatto ovviamente affidandosi a Dwyane Wade, uno che a fine carriera altro che statua, merita direttamente l’intitolazione dell’intera arena di Miami. Stiamo parlando di un fuoriclasse avanti con gli anni che non ha più nulla da dimostrare, eppure è ancora lì, a giocare un giorno dopo aver subito un drenaggio al proprio ginocchio sinistro, solo per amore della canotta che indossa.

Nel caso qualcuno se lo fosse dimenticato, Wade ancora una volta a ricordato a tutti che è una delle migliori guardie della storia NBA: ha segnato 40 punti, ma soprattutto 19 nell’ultimo quarto, guidando così gli Heat al successo per 109-102 sui Pistons e rafforzando il settimo posto nella Eastern Conference, che comporterebbe una sfida pazzesca al primo turno con i Cavaliers di LeBron James. Tra l’altro, proprio ieri ricorreva un anniversario molto speciale per Dwyane: esattamente 12 anni fa, metteva a referto 29 punti, 11 rimbalzi e 11 assist in una delle più incredibili prestazioni individuali nella storia del Torneo NCAA, consentendo alla sua Marquette di approdare alle Final Four a discapito di Kentucky. L’allora allenatore degli Heat, Pat Riley, guardò in diretta quella partita e si innamorò follemente di quello che è poi diventato il simbolo di un’intera franchigia.

Tornando alla partita con i Pistons, questa è stata caratterizzata anche da un aspetto piuttosto singolare: Wade ha segnato 40 punti senza neanche un canestro da tre punti (tra l’altro ne ha tentato solo 1 e ha chiuso con 14/27 dal campo). Questo è un dato piuttosto singolare, soprattutto in un’era in cui il tiro dalla lunga distanza si predilige sempre di più. Infatti, Dwyane è diventato la seconda guardia dal ritiro di Michael Jordan ad aver messo a referto 40 punti senza triple dopo i 33 anni: la prima è stata ovviamente Kobe Bryant, ed è come un cerchio che si chiude, perché negli ultimi 30 anni è difficile indicare guardie più forti, decisive e vincenti di loro.