NBA Temi della notte

Ecco perché Steph Curry è il signore del clutch time

Qual è il miglior giocatore a cui affidare il pallone nei momenti cruciali delle partite? Steph Curry, senza se e senza ma. A dirlo sono i numeri, che parlano di un giocatore in grado di tirare con il 57.1% dal campo (12/21), il 55.6% da tre (5/9) e il 95.7% dalla lunetta (22/23) nei 2 minuti finali delle partite in cui il divario tra le squadre è di massimo 5 punti. Ma soprattutto, è il miglior giocatore per plus/minus nel clutch time (+3.4 di media) e quello più vincente (12-1 il record in tali situazioni).

Stanotte è andata in scena l’attesissima sfida tra Warriors e Thunder, che non ha affatto deluso le attese ed ha regalato tanti spunti di riflessione interessanti. Dopo una grande partenza (0-9), OKC si è illusa subito, salvo poi finire già a -20 nel corso del secondo quarto. Nella ripresa, però, KD e compagni hanno avuto una splendida reazione e sono riusciti a rimettere in equilibrio la partita, arrivando fino al -1 (105-104) a 2’25’’.

A questo punto, Curry ha deciso che poteva anche bastare così: nelle due azioni offensive seguenti di Golden State, il #30 ha prima battuto Westbrook dal palleggio ed ha poi ribaltato perfettamente il lato per la tripla di Thompson del +6. E non è finita qui, perché nell’ultimo minuto ha segnato altri 4 punti (2 proprio in faccia a Durant per scrivere definitivamente la parola fine sul match) ed ha smazzato un assist alla sua maniera per il punto esclamativo di Iguodala.

Grazie a questo successo, i Warriors hanno eguagliato il miglior record di sempre dopo 50 partite (46-4), fatto registrare nel 1966-67 dai Sixers di un certo Wilt Chamberlain. Ed hanno fatto ciò con una delle loro peggiori prestazioni offensive di questa stagione: non avevano mai tirato con il 26.9% da tre davanti al proprio pubblico, così come la percentuale di assist (50%) è stata la più bassa di quest’anno. Allo stesso tempo, Curry ha sì tirato con un season-low dell‘11.1% da oltre l’arco (1/9), ma è stato comunque bravo a rimanere mentalmente dentro la partita ed ha trovato altri modi per essere determinante: i suoi nove canestri da due sono un season-high, così come gli otto arrivati attaccando il ferro nel solo secondo tempo.