NBA Temi della notte

Esiste qualche record che questi Warriors non riusciranno a riscrivere?

Nella nottata Golden State si è sbarazzata anche dei Mavs con un perentorio 127-107 (qui i tabellini e gli highlights) tra le mura amiche dell’ORACLE Arena, aumentando così i propri record e andando sempre più alla caccia di alcune migliori prestazioni all-time di squadra.

Almeno 120 punti  e 30 assist – Nelle ultime 5 uscite (rispettivamente contro Cavs, Bulls, Pacers, Spurs e Mavericks) Golden State ha segnato almeno 120 punti a partita, con un minimo di 120 contro San Antonio e un high di 132 contro i Cavs di LeBron; era dal febbraio 1993 che in NBA una squadra non riusciva a segnare almeno 120 punti in cinque partite consecutive (allora toccò ai Suns del 62-20 stagionale e delle Finals perse 4-2 contro i Bulls). Non solo, perché in ognuno di questi 5 match Curry & co. hanno messo a referto almeno 30 assist, impresa che non riusciva a una squadra dalla stagione ’94/’95: allora furono i Magic di coach Brian Hill, che chiusero la stagione con un record di 57-25 e furono la squadra a realizzare più punti di media (quasi 111), perdendo però le Finals contro gli Houston Rockets (secco 4-0 peraltro).

40 vittorie consecutive in casa – Dal match contro Chicago del 27 gennaio 2015, i Warriors non hanno più perso, arrivando così a collezionare 40 W casalinghe consecutive compresa la vittoria di ieri contro i Mavericks, andando così a pareggiare la seconda prestazione all-time in questa speciale classifica. A 40 vittorie casalinghe consecutive, infatti, arrivarono anche gli Orland Magic tra 1994 e 1996, che però nello stesso lasso di tempo dovettero accontentarsi della seconda piazza poiché i Bulls arrivarono a 44, record all-time che i Warriors sembrano voler andare a ritoccare verso l’alto. La cosa imbarazzante è le vittorie, specialmente in questa stagione, arrivano con gran parte del quintetto titolare seduto in panchina durante l’ultimo quarto, a testimonianza di come ai ragazzi di coach Kerr bastino 36′ per mettere al sicuro la vittoria, qualunque sia l’avversario ultimamente. Parlando poi di vittorie casalinghe, segnalo che Golden State ha iniziato la stagione con 22-0 in casa e mancano tre vittorie per raggiungere gli Spurs di questa stagione, a meno che la squadra di Pop non allunghi la striscia di 25 vittorie casalinghe consecutive da inizio stagione (numeri fatti registrare anche da Bulls e Magic nel ’95/’96, dai Blazers ’77/’78 e dai Capitols ’46/’47).

117 match in cui Steph realizza almeno una tripla – Altro numero impressionante, con Curry che va a caccia del record di Kyle Korver (127 partite con almeno una bomba a bersaglio); peccato soltanto che, nel match contro i Mavs, Curry chiuda la serie di 36 partite consecutive in cui aveva realizzato almeno una tripla nel primo tempo di gioco. Se non vi bastasse, sappiate che da quando esiste il tiro da 3 punti, Curry è il giocatore a mettere a referto più triple a partita (3.1 di media e 44.3% in carriera) nella storia della NBA. Al secondo posto? Manco a dirlo, Klay Thompson con 2.6 e 42.0% in carriera finora da 3 punti).

Caccia ai Bulls ’95/’96 – Dopo aver riscritto così tanti record di squadra e individuali, quello che forse più stuzzica Curry e compagni è il miglior record di un team in una singola Regular Season: ebbene, come sapete quel record appartiene ai Bulls che, nella stagione 1995-1996, chiusero con 72 vittorie e solamente 10 sconfitte. Considerando che ieri i Warriors hanno giocato la 46° partita stagionale e che sono 42-4 finora, sembrano avere tutte le carte in regola per detronizzare la squadra di Chicago da un record storico; infatti, allo stesso punto della stagione, i Bulls erano 41-5.