Finals NBA – James solo sull’isola! Leonard lo cancella, Green e Neal cecchini ed è 2-1 Spurs

Dopo il -19 rimediato nella seconda uscita all’American Airlines Arena, ci si aspettava una reazione degli Spurs, che puntualmente è arrivata: San Antonio ha imposto il suo gioco fin dalla palla a due, ha costretto LeBron James ad una delle sue peggiori serate in carriera ed ha trovato in Danny Green, Kawhi Leonard e Gary Neal gli insoliti “Big Three” che hanno dominato l’incontro. Il risultato finale di 116-77 fa malissimo agli Heat, che però non hanno il tempo per leccarsi le ferite: tra due giorni si torna in campo e la truppa di coach Spoelstra dovrà assolutamente vincere per non vedere scappare la serie sul 3-1.

LA SVOLTA DELLA PARTITA – Dopo un primo tempo fatto di continui strappi, San Antonio nella ripresa ha espresso un basket eccezionale su entrambi i lati del campo: ha concesso solo due triple ad un impressionante Mike Miller (chiuderà con 15 punti e 5/5 da oltre l’arco) ed ha trovato in Kawhi Leonard il dominatore assoluto del match, grazie al quale è i texani sono scappati sul +21 con 2’54’’ da giocare nel quarto. James ha avuto una reazione d’orgoglio segnando 8 punti in fila, ma in apertura dell’ultima frazione due triple pazzesche di Neal ed un paio di giocate di Green hanno scritto la parola fine sul match con larghissimo anticipo.

LE CHIAVI DELLA PARTITA – Sono semplicissime: difesa e triple. Gli Spurs hanno mostrato una gran difesa di squadra, sfidando a tiri dai 5-6 metri gli avversari, pur di non permettergli di guadagnare il pitturato, da dove in gara 2 gli Heat hanno sempre buttato la palla fuori dall’arco per tiri puliti. In attacco San Antonio è stata una vera e propria gioia per gli occhi: spaziature perfette, giocatori che si trovano a memoria e passaggi illuminanti di Parker e Ginobili sono i motivi per cui i texani hanno tirato con uno strepitoso 16/32 da oltre l’arco.

LE SERATE PERFETTE DI GREEN E NEAL – Da Danny Green ce la si può anche aspettare una grande prestazione, sulla scia di quanto di buono fatto nelle precedenti uscite: il prodotto di North Carolina ha bombardato la retina avversaria con 27 punti (top scorer del match), frutto di un pazzesco 7/9 da oltre l’arco. Il protagonista che non ti aspetti, invece, è Gary Neal: l’ex Treviso si è conquistato tanti minuti sul parquet grazie al coraggio di prendersi tanti tiri (17, solo James ne ha presi 4 in più), alcuni anche forzati, mettendoli sempre nei momenti importanti. Per lui 24 punti con 6/10 da tre in appena 25’ di gioco.

IL DOMINIO DI LEONARD – Gioca con una maturità ed un’intelligenza impressionante, poi vai a vedere la carta d’identità, scopri che non ha ancora 22 anni e rimani semplicemente a bocca aperta. In difesa ha reso la vita impossibile al giocatore più forte della NBA, costringendolo a 0/5 nel momento cruciale dell’incontro. Con quelle braccia infinite è arrivato praticamente dappertutto, onnipresente su entrambi i lati del campo. Ha chiuso con 14 punti, 12 rimbalzi, 4 recuperi e +29 di plus/minus.

JAMES SOLO SULL’ISOLA – Nel terzo quarto LeBron ha rivissuto quella sensazione di solitudine fin troppo familiare che provava spesso nei playoff ai tempi dei Cavaliers. Mentre gli Spurs scavavano il solco, tutta Miami sperava che arrivasse James a risolvere tutto: ma senza un supporting cast all’altezza, ed in particolare con le altre due stelle (Wade e Bosh) a guardare, ha potuto poco contro l’ottimamente organizzata difesa di San Antonio. LeBron ha chiuso con 15 punti (7/21 dal campo), 11 rimbalzi e 5 assist e -32 di plus/minus in 39’ di gioco, ma ha poco da rimproverarsi: a basket si gioca in 5 vs 5.