Finals NBA – Spurs eroici, ma James è di un altro pianeta: gli Heat centrano il repeat!

Chi si aspettava degli Spurs completamente sulle ginocchia ed incapaci di giocarsela fino alla fine, si è dovuto ricredere: San Antonio e Miami hanno dato vita ad un match giocato sempre sul filo dell’equilibrio che ha avuto poco da invidiare a quello epico di sole due notti fa. Gara 7 è stata la degna conclusione delle Finals NBA: alla fine a festeggiare sono stati gli Heat, che hanno così centrato il primo repeat della loro storia.

LA SVOLTA DELLA PARTITA – Non potevamo chiedere partita migliore per chiudere questa finale. Entrambe le squadre si sono risposte colpo su colpo, arrivando a giocare gli attimi decisivi punto a punto. A 3’ dal termine gli Heat hanno provato a spaccare la partita con una bomba di Battier ed un layup di Wade, ma un gioco da tre punti di Duncan ed una gran tripla di Leonard sono valsi il -2 (90-88). Nei seguenti 90 secondi, gli Spurs hanno prima sprecato l’opportunità di sorpassare da oltre l’arco e poi si sono divorati anche il pareggio, con due errori incredibili di Duncan, che costeranno carissimo a San Antonio: nell’azione seguente, infatti, James ha firmato il jumper del +4 con 28’’ sul cronometro, Ginobili ha perso il pallone e gli Heat dalla lunetta hanno scritto la parola fine sul match.

LEBRON JAMES MVP – Dopo una serie in cui gli Spurs sono riusciti spesso e volentieri a limitarlo, o quantomeno a metterlo in difficoltà, stasera James ha badato meno a far girare la squadra e più a mettersi in ritmo: la scelta ha pagato, perché LeBron ha segnato la bellezza di 37 punti (5/10 da tre, 7/13 da due), tra cui il decisivo canestro a 30’’ dal termine, tutt’altro che facile, visto che davanti a lui c’era Kawhi Leonard. Per lui anche 12 rimbalzi, 4 assist e 2 recuperi: quando riesce a segnare con questa continuità, per gli avversari diventa durissima.

LA SERATA DI GLORIA DI BATTIER – Per quanto possa essere un campione, il solo LeBron James non sarebbe bastato contro il collettivo degli Spurs. In suo soccorso non solo è venuto il solito Dwyane Wade, autore di 23 punti e 10 rimbalzi, ma anche il tanto discusso Shane Battier: dopo essere stato a lungo dimenticato in panchina nel corso della serie, Spoelstra decide di dargli fiducia nella partita più importante e lui non la tradisce. Tira con 6/8 da oltre l’arco e sopperisce all’1/13 complessivo di Miller, Chalmers e Allen.

QUELLA DA INCUBO DI GREEN – Dopo aver disputato le prime cinque gare da vero MVP delle Finals, gli Heat non lo hanno più mollato nemmeno per un secondo. Danny ci ha messo del suo, probabilmente ha sentito troppo la pressione derivante dalle tante attenzioni che aveva conquistato, ed è venuto a mancare proprio in gara 7: in 36’, solo 5 punti con un pessimo 1/12 dal campo (1/6 da tre).

BIG THREE DEGLI SPURS SENZA BENZINA – Probabilmente nessuno avrebbe meritato questo titolo più degli Spurs: nonostante l’età, i Big Three hanno dato anima e corpo in questa gara 7, ma purtroppo la stanchezza li ha traditi nei momenti fondamentali. Dei due errori di Duncan che sono costati ne abbiamo già parlato, Ginobili è stato croce e delizia con 18 punti, ma anche 4 perse, di cui quella decisiva nei secondi finali, mentre Parker non è riuscito ad incidere come avrebbe voluto a causa di quel maledetto problema, che lo ha costretto a giocare gran parte della serie su una gamba sola. Per loro si tratta della prima Finals NBA persa da quando si sono uniti a San Antonio.