Finals NBA – Wade si ricorda come si vince: prova di forza degli Heat ed è 2-2

Dopo l’umiliante -36 rimediato solo due giorni fa, i “Big Three” hanno messo a zittire tutti i critici, sfoderando una prestazione maiuscola, grazie alla quale gli Heat si sono imposti nettamente per 93-109. LeBron James è tornato sui suoi standard, facendo registrare una doppia-doppia da 33 punti e 11 assist; Dwyane Wade ha segnato i canestri decisivi, chiudendo a quota 32; mentre Chris Bosh ha messo a referto un ottimo ventello, condito da 13 rimbalzi: in tre hanno segnato 85 dei 109 punti finali di Miami. Adesso le squadre sono sul 2-2 ma, anche se gara 5 si disputerà ancora all’AT&T Center, questa vittoria potrebbe aver girato psicologicamente la serie in favore di Miami per com’è maturata.

LA SVOLTA DELLA PARTITA – Dopo un inizio favorevole agli Spurs, gli Heat hanno alzato l’intensità difensiva, mandando fuori giri l’attacco avversario, ed hanno ritrovato la devastante transizione offensiva. San Antonio comunque è rimasta attaccata all’incontro fino all’inizio dell’ultimo quarto, poi sul 79-84 è arrivata la svolta: dopo aver messo a referto 14 punti nel primo tempo, Wade ha mostrato di saper essere ancora una superstar di assoluto livello, segnando 8 punti in fila e servendo un assist a Bosh per il +11 a 7’ dal termine. Poco più tardi lo stesso Wade, in collaborazione con James, ha assestato il colpo del ko agli Spurs, chiudendo la partita con largo anticipo.

BENTORNATO DWAYNE – 32 punti, 6 rimbalzi, 4 assist, 6 recuperi ed una stoppata: sono queste le cifre di Wade, tornato a brillare dopo tre prove a dir poco incolori. Gara 4 è stata la chiara conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che il titolo non si vince affidandosi solo a James, ma c’è bisogno anche di Dwyane e Bosh. La guardia degli Heat ha preso fiducia grazie ad una difesa molto aggressiva, tradotta poi in canestri pesantissimi dall’altro lato del campo.

MANU, DOVE SEI? – Se Wade ne mette 32 e Ginobili invece si ferma a 5 punti in 25’ con -22 di plus/minus, per gli Spurs diventa quasi impossibile vincere. Manu stanotte è sembrato la brutta copia del giocatore che abbiamo imparato ad amare: sulle gambe, confusionario, pasticcione. Con Parker a mezzo servizio, nel secondo tempo ci si aspettava ben altro da lui: la spiegazione della sua pessima prestazione fosse va ricercata nel semplice fatto che sta invecchiando.

IL DUO FRANCESE NON BASTA – Se gli Spurs sono rimasti a galla nel primo tempo, il merito è tutto di Tony Parker e di Boris Diaw. Il primo è stato a dir poco eroico, mettendo a referto 14 punti e 6 assist, mentre il secondo ha ricucito lo strappo dal -9 con 7 punti in soli 3’ di gioco. Il lungo forse avrebbe meritato più minuti, a discapito di un Tiago Splitter a dir poco improponibile, che è sembrato giocare con gli Heat più che con gli Spurs.