Giudici per un giorno: la redazione di MY-Basket dice la sua sul primo turno di playoff

La Regular Season NBA è finita. Al via i playoff sabato, con Toronto – Brooklyn all’Air Canada Center. Come andranno le serie? La redazione di MY–Basket.it dice la sua e, tramite i suoi otto giudici, proverà ad ipotizzare l’esito dei primi otto appuntamenti della postseason.

EASTERN CONFERENCE

  1. Indiana – Atlanta

La giuria dice: 4 – 1 Pacers (3 voti). Altri voti: 4 – 2 Pacers (2 voti), 4 -1 Pacers (2 voti), 4 – 0 Pacers (1 voto).

Che Indiana sia stata in crisi, nell’ultimo periodo, non lo mette in dubbio nessuno. La sfida con Atlanta si pone molto interessante. Dal lato tecnico, l’assenza di Al Horford pesa e non poco per i Falchi della Georgia, soprattutto contro i super-equipaggiati Pacers, pur privi di Bynum. Evan Turner è ai secondi playoff in carriera, questa volta come leader della panchina. Dal lato di carattere, però, è Atlanta a dire la sua, soprattutto perché in regular season entrambe le squadre hanno vinto due volte. Di sicuro Paul Millsap ci tiene a dare il massimo, soprattutto dopo due anni lontano dalla post season. Quindi, caro Paul George, sei avvisato!

  1. Miami – Charlotte

La giuria dice: 4 – 0 Heat (5 voti). Altri voti: 4 – 1 Heat (3 voti).

Entrambi i team non sono pesantissimi sottocanestro, il che ci dovrebbe dare una serie ad alto punteggio e azioni acrobatiche. Tuttavia, Charlotte ha dalla sua un Al Jefferson in più, che se ai livelli di Marzo potrebbe obbligare Spoelstra a far rodare Birdman o, meglio Oden, al fine di aiutare Chris Bosh. Kemba Walker è sicuramente meglio di Chalmers e Cole come play, tuttavia, ci sarebbero anche il 6 e il 3, oltre che le ginocchia sane di quest’ultimo. Un cappotto, come in regular season?

  1. Toronto – Brooklyn

La giuria dice: 4 – 2 Nets (4 voti). Altri voti: 4 – 1 Nets (1 voto), 4 – 3 Raptors (1 voto), 4 -3 Nets (2 voti).

Sul lato esperienza, Brooklyn ha il vantaggio dalla sua. Tuttavia, gli scontri stagionali dicono 2 pari. La gioventù di DeRozan e soci, l’atletismo di Valanciunas e Lowry ispirato potrebbero far tribolare i bianconeri. Prokhorov vuole il titolo, ma il suo parere non conta. Per Kidd, conta portare la squadra al prossimo step. E Garnett potrebbe tornare quello del 2010 da un momento all’altro… saranno loro ad aprire le danze, alle 19 di sabato.

  1. Chicago – Washington

La giuria dice: 4 – 1 Bulls (4 voti). Altri voti: 4 – 2 Bulls (3 voti), 4 -3 Bulls (1 voto).

Certo, Derrick Rose vs. John Wall sarebbe stato più affascinante. Tuttavia, si tratta comunque di una sfida ad alto atletismo. I Bulls più forti in area, senza dubbio. I Wizards scatenati nelle retrovie, altrettanto chiaro. Wall e Beal non ci tengono a chiudere i loro primi playoff senza averne portata a casa almeno una. E una l’hanno già vinta contro i loro futuri avversari. Da tenere sott’occhio Gortat vs. Noah, duello in area tutto europeo.

WESTERN CONFERENCE 

  1. San Antonio – Dallas

La giuria dice: 4 – 2 Spurs (3 voti). Altri voti: 4 – 1 Spurs, 4 – 0 Spurs (entrambi 2 voti).

2001, 2003, 2006, 2009, 2010, 2014. Gli ultimi tre, tutti al primo turno. Il derby texano ormai vede Dirk vs. Tim. Mavericks in buona forma e affamati di vittorie, ma quelli lì sono a livelli alieni e lo hanno insegnato anche ai futuri avversari, con il cappotto in regular. 2006 vs. 2014. Gli unici due europei, dopo Peja Stojakovic, a vincere il tiro da tre punti di Febbraio. Ora, sono uno contro l’altro. Marco ha l’occasione della vita per rendersi pedina fondamentale nei playoff. Se lo ricordano bene i Nets, ai quali ha fatto “un mazzo così” l’anno scorso (in senso più letterale, che figurato).

  1. Oklahoma City – Memphis

La giuria dice: 4 – 3 Thunder (3 voti). Altri voti: 4 – 0 Thunder, 4 – 2 Thunder, 4 – 1 Thunder (tutti 1 voto), 4 – 2 Grizzlies, 4 -3 Grizzlies (entrambi 1 voto).

Pareri divergenti dei giudici su questa serie. Durant è lui, ma dall’altra parte Randolph e Gasol fanno paura. A contrastarli ci prova Adams, già playoff ready a parere di chi scrive, ma a parte Perkins e Ibaka, poco altro sotto canestro. Importante sarà capire l’impatto difensivo che avrà Caron Butler, chiamato a contenere Lee e soprattutto Conley. Memphis gioca per beffare ancora i suoi avversari, ma KD starà cantando Baglioni: “dolce capire che non son più solo”. La rivincita è pronta, aiutata dal 3–1 ottenuto nelle scorse quattro sfide dirette. Oklahoma City si riscatta di due pagine del suo passato: la semifinale dell’anno scorso e la vendetta contro Mike Miller, inarrestabile cecchino in gara 5 di Finale 2012.

  1. Los Angeles Clippers – Golden State

La giuria dice: 4 – 3 Clippers (4 voti). Altri voti: 4 – 2 Clippers (2 voti), 4 – 3 Warriors (2 voti).

Sulla carta, la serie più bella tra le otto. 2–2 da novembre a oggi. Poco da commentare: due grandi allenatori, due ottime squadre, due play unici, panchine molto profonde per entrambe. Si scalda l’atmosfera (come se già facesse freddo, in California) grazie a Klay Thompson: “Come può un giocatore così grosso e forte, simulare così tanto?”. Blake Griffin non deve averla presa benissimo… Bogut non ci sarà: campo libero per DeAndre Jordan.

  1. Houston – Portland

La giuria dice: 4 – 2 Rockets (3 voti). Altri voti: 4 – 3 Rockets, 4 – 1 Rockets (entrambi 1 voto), 4 – 2 Blazers  (2 voti), 4 – 3 Blazers (1 voto).

Per i primi playoff dei Blazers dal 2011, va anche bene. Il Barba fa paura e Howard è grande e grosso, ma Lillard ha tre marce in più rispetto a Beverly (sempre che non rompa il ginocchio anche a lui) e, in generale, la panchina di Portland è forse meglio equipaggiata di quella avversaria. Speriamo sia un’altra serie combattuta. Thomas Robinson ha trovato la sua dimensione come uomo dalla panchina in un team da playoff e si ritrova alla sua seconda postseason, proprio contro i Rockets nei quali militò l’anno scorso. Varrà il 3-1 di Houston, o i colpi di scena non mancheranno?

E voi che ne dite? Chi la spunta, per arrivare in semifinale?