Ha vinto il basket, James s’inchina agli Spurs: 6 numeri da conoscere su gara-5

La vendetta è servita. All’AT&T Center gli Spurs hanno disputato una partita carica di significati e piena di emozioni, riuscendo ad imporsi per 104-87 sugli Heat ed a conquistare il loro quinto titolo negli ultimi 15 anni, ovvero nell’era Popovich-Duncan. A dispetto di quello che può far pensare il risultato finale, per San Antonio non è stata di certo una passeggiata, perché Miami, o meglio LeBron James, ha dato tutto quello che aveva in avvio per indirizzare la partita. Ma i compagni non lo hanno seguito, lui ha finito la benzina e dall’altro lato gli speroni in missione hanno lentamente, ma inesorabilmente preso in controllo del gioco, ricucito lo strappo, sorpassato e poi piazzato l’allungo decisivo, rendendo l’ultimo quarto quasi tutto un garbage time. Andiamo a vedere i 6 numeri che meglio raccontano questa gara 5. 

4 – Come il numero di serie delle Finals negli ultimi 10 anni che sono state decise in 5 o meno gare. LeBron James è stato coinvolto in tre di queste e ne è uscito perdente per due volte, entrambe contro gli Spurs (nel 2007 con i Cavaliers e stanotte con gli Heat). Nel 2012, invece, era stato il Prescelto a vincere il titolo in 5 gare contro i Thunder di Durant e Westbrook. 

3 – Come le prestazioni consecutive da almeno 20 punti di Kawhi Leonard, che a 22 anni ha vinto meritatamente, quanto sorprendentemente il premio di MVP delle Finals. Solo Magic Johnson e Tim Duncan c’erano riusciti in età ancora più tenera di quella del gioiellino degli Spurs. Stanotte, Leonard ha messo la sua firma sulla vittoria con 22 punti (7/10 dal campo, 3/4 da oltre l’arco), 10 rimbalzi, 2 assist, 1 recupero ed 1 stoppata. Ma soprattutto nelle ultime tre gare, è stato sempre decisivo mettendo a referto in media 23.7 punti e 9.3 rimbalzi, con un’impressionante 68.6% al tiro. Ancora più mostruoso, se pensate che in tutta la regular season 2013-14, Kawhi aveva segnato 20 o più punti solo in tre circostanze. 

20 – Come i punti realizzati dagli Heat nel corso della striscia che dal +16 li ha visti perdere totalmente il controllo dell’incontro. Dopo una gran partenza, culminata con il 22-6 al 7’, nei successivi 23 minuti Miami è riuscita a segnare solo 20 punti e ne ha subiti ben 53 da parte degli Spurs, che non solo hanno rimontato e ribaltato il risultato, ma hanno anche preso in mano totalmente l’inerzia della partita. 

47 – Come i punti messi a referto dalla panchina di San Antonio, che anche in questa gara 5 si è confermata fattore fondamentale. Quella di Miami, invece, si è fermata a 24, molti dei quali arrivati però in pieno garbage time. Le seconde linee dei texani hanno battuto quelle avversarie in ogni incontro di queste Finals, e lo hanno fatto con uno scarto medio di 15.8 punti. 

0 – Come i canestri segnati nel primo tempo da Tony Parker, top scorer degli Spurs nel corso della regular season. Nonostante ciò, San Antonio è andata al riposo avanti di 7, a testimonianza del fatto che la profondità di questa squadra riesce spesso e volentieri a sopperire anche ad eventuali serate no delle stelle. Il francese si è poi ripreso alla grande nel secondo tempo, giusto in tempo per scrivere la parola fine sulla partita: ha infilato 7 dei suoi ultimi 11 tiri ed ha firmato 16 punti. 

32 – Come i punti realizzati dai titolari degli Heat, fatta eccezione per LeBron James, che ne ha messi 31 di suo. Wade, Bosh e Allen non sono mai riusciti ad entrare veramente nella partita, rendendo vano il massimo sforzo iniziale del loro leader: in tre hanno combinato 11/34 dal campo (32.3%), 5 assist (gli stessi smazzati solo da LeBron) e 7 palle perse. Insomma, James è stato lasciato in tutto e per tutto solo sull’isola e neanche lui nel secondo tempo è riuscito ad opporsi all’uragano Spurs. Questa sconfitta sa tanto di fine dei Big Three di Miami.