Hibbert e quel 20+9 che mancava da febbraio… Roy è l’ultima speranza dei Pacers?

Doveva succedere prima o poi. Dopo essere stato (giustamente) massacrato dalla stampa, rimproverato dai compagni di squadra e dall’allenatore, al punto più basso della sua carriera è riuscito a sfoderare finalmente una prestazione importante. Una rondine non fa primavera, ma i segnali emersi da gara 2 della serie tra Pacers e Wizards potrebbero essere decisivi per il cammino nei playoffs di Indiana. Stanotte Roy Hibbert è stato continuamente cercato dai compagni e lui ha risposto con un season-high di 28 punti, a cui ha abbinato anche 9 rimbalzi: non realizzava una prestazione da almeno 20+9 dal 27 febbraio contro i Bucks (24+12 allora). Già nel primo tempo si vedeva che qualcosa stava cambiando nella mente del centro dei Pacers: ha segnato più punti in 11 minuti (13) che in tutte e quattro le partite perse in questa post-season dalla squadra (12). Ma non è tutto, perché all’intervallo aveva già 15 punti: non ne segnava così tanti dal 31 marzo, più o meno da un’eternità…

La performance finalmente di alto profilo da parte di Hibbert non poteva arrivare in un momento migliore per Indiana, che avevano un disperato bisogno di vincere la seconda gara tra le mura amiche: una sconfitta avrebbe permesso agli avversari di andare sullo 0-2 e di mettere già un piede in finale di Conference. In una serata in cui Paul George ha segnato solo 11 punti con 5/13 dal campo, Hibbert è salito in cattedra al momento giusto, riuscendo a lasciarsi alle spalle lo 0 nella casella dei punti fatto registrare in gara 1.

Questa vittoria almeno per qualche ora permette di sedare gli attacchi di panico che ormai sono diventati la routine in casa Pacers: Roy era diventato il bersaglio facile di una squadra in piena crisi di identità, lontana parente di quella che ha dominato la NBA nella prima parte della regular season. Negli ultimi mesi Indiana è diventata una squadra che lotta costantemente con se stessa, prima che con gli avversari. Qualcosa si è rotto all’interno dello spogliatoio e non è difficile adesso individuare il motivo: la trade che ha portato Evan Turner ad Indiana in cambio di Danny Granger, giocatore alla frutta ma comunque uomo spogliatoio fondamentale, è stata mal digerita da diversi giocatori, in particolare da George. Nessuno aveva nulla contro la guardia dei Sixers, ma Granger faceva parte della squadra da tantissimo tempo, l’aveva seguita nell’evoluzione in contender, era diventato un punto fermo fuori dal campo.

Da non sottovalutare anche la firma di Andrew Bynum, che sembra aver influito in maniera importante sulla crisi di gioco e di fiducia di Hibbert: quella dell’ex centro Lakers è stata una scommessa che purtroppo per Bird non ha affatto pagato e che potrebbe costare più dei soldi investiti. Fateci caso, il tilt di Roy è iniziato quando Bynum è approdato ad Indiana, come se la sua presenza gli abbia tolto fiducia. D’altronde non sarebbe una novità, dato che dal 2011 in poi le squadre che ha firmato Bynum hanno sempre avuto problemi di spogliatoio. Ovviamente non si possono dare tutte le colpe ad Andrew per la crisi di Hibbert, ma se le esperienze con Lakers, Sixers e Cavaliers vogliono dire qualcosa…

Roy è diventato solo la punta dell’iceberg: anche altri giocatori hanno avuto e stanno avendo prestazioni poco continue. Di George abbiamo già parlato, ma stanotte nonostante il successo Stephenson ha iniziato con 0/9 dal campo, mentre la panchina ha contribuito con soli 12 punti. Improvvisamente, Hibbert non è solo un giocatore che sta cercando di riprendersi da un momento difficile, ma sembra essere la miglior speranza di sopravvivere ad una serie contro dei Wizards giovani ed affamati di vittorie. Se John Wall non fosse venuto meno nei momenti decisivi, con alcune giocate sbagliate che hanno favorito Indiana, forse neanche i 28 punti di Roy sarebbero bastati per evitare lo 0-2.

Ma quello che conta è i Pacers hanno riequilibrato la serie ed ora devono cercare di andare a vincerne almeno una a Washington: se Hibbert dovesse dare continuità alla bella prova di gara 2, le possibilità di fare il colpo esterno aumenterebbero. Anche se Indiana ha ancora un problema importante a rimbalzo: nel secondo atto ha comunque perso il confronto per 43-38, mentre nel primo atto il bilancio è stato di 53-36. Quest’ultimo dato è inaccettabile per qualsiasi squadra, figuriamoci su una che ha costruito le sue ambizioni su una fortissima identità difensiva. Una grossa mano in questo senso dovrà darla Hibbert: probabilmente non segnerà nuovamente 28 punti o magari non supererà neanche i 20 per il resto della serie e dei playoffs, ma deve continuare sulla strada tracciata ieri a livello di energia, intensità e mentalità, se vuole essere di grande aiuto per i Pacers. La serie è sull’1-1, c’è ancora tanto da giocare, qualche segnale positivo da gara 2 è arrivato. Indiana non deve farsi prendere dal panico.