NBA Temi della notte

History in the making: ecco perché Steph Curry è di un altro pianeta

Dopo averlo visto segnare “solo” 50 punti nelle precedenti tre partite, magari qualcuno avrà pensato che Steph Curry stesse iniziando ad avere un calo fisiologico. E invece l’MVP in carica stanotte ha risposto con l’ennesima prestazione storica della sua carriera: ha segnato 51 punti con 11 triple, 7 delle quali realizzate nel solo primo quarto, chiuso a quota 25. La stella dei Warriors ha così trascinato i suoi al successo per 134-121 sui Wizards, sfoderando tutto il suo repertorio e facendo cadere ancora una volta la NBA ai suoi piedi. Andiamo a vedere tutti i numeri più importanti da conoscere riguardo alla sua ultima spettacolare prova.

Come detto, Curry ha iniziato la partita realizzando 25 punti nel primo quarto: nella storia della NBA, solo Deron Williams era riuscito prima di lui a segnare almeno sette triple nel quarto iniziale di una partita. Tra l’altro, questa è stata la terza volta in carriera in cui Steph ha fatto registrare almeno 35 punti all’intervallo: nessuno negli ultimi 10 anni ha fatto meglio di lui in questo senso.

Ma come ha fatto l’MVP in carica a segnare così tanto (51) in così poco tempo (36’)? Diciamo che la (non) difesa dei Wizards gli ha teso una grossa mano, dato che 12 dei suoi 28 tiri non sono stati contestati, e di questi Steph ne ha sbagliati solo 2. Inoltre, ha segnato 14 dei 28 punti dei Warriors in transizione e ha fatto almeno un canestro contro sei diversi difensori. Della serie: “Provate a fermarmi con chi volete, tanto è inutile”.

In questo preciso momento della regular season, Curry ha già a referto 1.402 punti, 301 assist e 102 recuperi: se dovesse riuscire a segnare almeno 98 punti nelle prossime tre partite, diventerebbe il secondo giocatore nella storia della NBA ad arrivare alla pausa dell’All-Star Game con 1.500 punti, 300 assist e 100 recuperi. Ovviamente il primo è stato Michael Jordan, che ha realizzato una simile impresa per ben tre stagioni consecutive (dal 1987 al 1990).

Ma non è tutto, perché Steph è perfettamente in linea per triturare il suo stesso record di triple in una stagione, a dimostrazione del fatto che quando si parla di questo fondamentale del gioco, non c’è stato, non c’è e difficilmente ci sarà uno migliore di lui: è già a quota 232, a -56 dal primato che ha stabilito nella scorsa stagione. Se dovesse continuare a segnare da oltre l’arco con queste medie, potrebbe chiudere quasi alla soglia delle 400 triple stagionali. Ah, tra l’altro ha già eclissato il record di uno come Ray Allen, che alla pausa dell’All-Star Game nel 2006 era arrivato con 172 canestri da tre, 60 in meno di quelli attualmente segnati da Curry, che ha ancora tre partite per aumentare il divario.