I 3 temi dei Playoffs: Lillard come Stockton, D-Will fa il fenomeno, Ellis terrorizza gli Spurs

D-WILL FA IL FENOMENO, SI VA A GARA 7 – Nonostante un piccolo infortunio alla caviglia, una partita da vero leader di Deron Williams ha permesso ai Nets di allungare la serie a gara 7. Brooklyn si è imposta per 97-83, riuscendo a sventare nell’ultimo quarto la rimonta dei Raptors, dopo che è stata avanti oltre le 20 lunghezze nel corso della ripresa. D-Will ha svolto un ruolo fondamentale per permettere ai suoi di scavare subito il solco e poi nell’ultimo quarto ha piazzato un paio di giocate che hanno definitivamente tagliato le gambe agli avversari, chiudendo con 23 punti. Questa è diventata la quarta serie del primo turno che verrà decisa a gara 7: chi passa, se la vedrà in semifinale contro i campioni degli Heat. Se i Nets vogliono tornare dal Canada con la vittoria decisiva, dovranno per forza di cose poter contare nuovamente su un Williams in formato superstar: la sua aggressività offensiva riesce a mettere spesso in difficoltà la difesa dei Raptors e la sua leadership è fondamentale per trascinare il resto della squadra. Toronto ha pagato una serata negativa dal punto di vista offensivo: fatta eccezione per DeMar DeRozan, che ha predicato nel deserto con 28 punti, gli altri hanno tradito le attese, a cominciare da Kyle Lowry, autore di soli 11 punti con 4/16 dal campo dopo averne segnati 36 in gara 5. Toronto non potrà permettersi di concedere un altro inizio lanciato ai Nets, se vuole portare a casa una serie che manca addirittura dalla post-season 2001. 

ELLIS È IL RE DEL QUARTO QUARTO, SI VA A GARA 7 – Il credo di Rick Carlisle continua a funzionare e a terrorizzare i San Antonio Spurs. La ricerca esasperata – ed esasperante per gli Spurs – della transizione da parte dei Mavericks ha permesso a Nowitzki e compagni di allungare il derby texano fino a gara 7. Gli Spurs non sono riusciti ad approfittare della difesa a dir poco approssimativa degli avversari, specie sulle situazioni di pick and roll. Se i Mavs infatti nella propria metà campo hanno concesso la solita buona dose di canestri facili agli Spurs, dall’altra parte hanno sfruttato la buona serata dei tiratori per portare ugualmente a casa la vittoria. Nowitzki, che prima di questa gara aveva 28.9 punti di media nelle partite in cui i Mavs erano a rischio eliminazione, ha segnato con continuità i suoi tiri impossibili dalla media e ha chiuso la partita con 22 punti, 5 rimbalzi e 11/20 dal campo. Il tedesco è stato il leader dei Mavericks per tre quarti, poi ci ha pensato il solito Monta Ellis. Negli ultimi 6’ di gara, ha segnato 12 punti (22 totali), compresa la tripla del sorpasso a metà dell’ultimo periodo. Il finale mozzafiato è diventato una sfida diretta tra Ellis e Tony Parker: nonostante la sconfitta degli Spurs, il francese ha vinto – a livello numerico – il confronto segnando ben 13 dei suoi 22 punti complessivi nell’ultima frazione di gioco. Protagonista anche DeJuan Blair, l’ex di turno che aveva saltato gara 5 per squalifica. Il centro è rimasto in campo per 29 minuti e ha collezionato 10 punti, 4 rubate e ben 14 rimbalzi (5 offensivi). Per chiudere i conti in gara 6, San Antonio avrebbe avuto bisogno di un Ginobili maggiormente incisivo: l’argentino ha segnato solo 6 punti con 1/8 al tiro. Tutto il quintetto degli Spurs è andato in doppia cifra.

IL MONDO AI PIEDI DI LILLARD – “RIP CITY!”: è quello che ha urlato Damian Lillard al microfono dopo aver segnato il pazzesco buzzer beater che ha spedito i Rockets a casa. Inutile dire che il pubblico a quel punto è definitivamente impazzito: Lillard ha permesso a Portland di vincere per 99-98 e di qualificarsi alle semifinali della Western Conference per la prima volta dopo 14 anni. I Blazers non facevano i playoffs dal 2011 e negli ultimi sei viaggi erano sempre stati eliminati al primo turno. Quando Parsons si è ritrovato in maniera roccambolesca il pallone tra le mani dopo l’errore di Harden ed ha appoggiato il 98-96 a 9 decimi di secondo dal termine sembrava fatta per Houston. Ma Lillard non aveva alcuna intenzione di tornare in Texas per gara 7: ha segnato a tempo scaduto ed è diventato il primo giocatore a vincere una serie playoffs con un buzzer beater dai tempi di John Stockton, che con una tripla allo scadere eliminò proprio i Rockets nella finale della Western Conference del 1997.