I 3 temi dei playoffs: l’ispirazione dei Clippers, il record di OT ad OKC. Washington fa paura

CHICAGO, FINE DELLA CORSA. WASHINGTON FA PAURA – Dopo l’ennesimo miracolo nella regular season, a sorpresa finisce già la corsa dei Bulls in questi playoffs. Sono la seconda squadra eliminata dopo i Bobcats, nessuno se lo sarebbe mai aspettato, probabilmente perché in pochissimi sapevano che i Wizards fossero così competitivi e completi. Non solo hanno un background esplosivo ed in grado di fare qualsiasi cosa, ma attorno hanno anche tanti giocatori solidi e di esperienza, come Ariza, Nene e Gortat, che hanno svolto un ruolo fondamentale nel compiere quella che per Washington è una vera e propria impresa. Questa, infatti, è solo la terza volta dagli anni ’70 che la squadra della capitale passa il primo turno dei playoffs. Stanotte i Wizards sono stati spietati ed hanno chiuso la serie sul 4-1, imponendosi per 75-69. Ovviamente è stata una partita poco spettacolare, caratterizzata da grande intensità ed energia: tutti aspetti in cui i Bulls eccellono, eppure Wall e compagni sono riusciti a tener loro testa ed a batterli. Dopo essere stata sotto di 9 nell’ultimo quarto, Chicago ha rimontato fino a quando Taj Gibson non si è fatto male alla caviglia nel tentativo di stoppare un layup di Wall: è stato portato fuori dal campo e non è più tornato. Sotto di 3 a 2 minuti dal termine, i Bulls hanno pagato carissimo i tre rimbalzi offensivi concessi agli avversari, che hanno perso più di 60 secondi sul cronometro, dopodiché né Boozer né Butler sono riusciti ad andare a bersaglio, permettendo ai Wizards di chiudere il match con un libero di Beal e l’ennesimo rimbalzo offensivo di Nene. Adesso Washington incontrerà la vincente della serie tra Indiana e Atlanta ed è già un traguardo molto importante: questa franchigia mancava dal 2008 nei playoffs e non vincevano una serie dal 2005, proprio contro Chicago, che in quell’occasione fu battuta in sei gare. Da quando ha perso le Finals del 1979 contro Seattle, per la squadra della capitale i playoffs sono stati spesso una maledizione: quella di stanotte è solo la terza serie vinta negli ultimi 35 anni. In questo primo turno contro i Bulls hanno dimostrato di essere una squadra matura, determinata, ma allo stesso tempo imprevedibile, in grado di accendersi e far soffrire qualunque avversario. A questo punto i Wizards possono sognare la finale di Conference contro gli Heat: sia Indiana che Atlanta appaiono assolutamente alla portata di Wall e compagni. 

L’ISPIRAZIONE DEI CLIPPERS – La vittoria dei Clippers in gara 5 era a dir poco scontata, dopo tutto quello che è successo nelle recenti ore, con l’espulsione a vita dalla NBA del proprietario Donald Sterling. In uno Staples Center particolarmente coinvolto emotivamente, la truppa di coach Rivers si è imposta per 113-103, tornando nuovamente al comando della serie. In particolare, DeAndre Jordan ha vissuto una serata speciale: ha segnato 25 punti, strappato 18 rimbalzi e rifilato 4 stoppate in 38 minuti. Ma non solo, quando i Warriors lo hanno mandato sistematicamente in lunetta, ha risposto con 4/6. Tutto questo, dopo non aver fatto nemmeno un canestro nella brutta sconfitta subita in gara 4. Due notti dopo aver lasciato i Warriors tirare con il 55.4% dal campo, stavolta li hanno tenuti al 47%, ma soprattutto hanno ingabbiato Steph Curry, che si è fermato a 17 punti con 10 tiri ed a ben 8 palle perse. Stranamente, Golden State ha vinto sia la lotta a rimbalzo (42-41) che nel pitturato (50 punti contro 40), ma nei momenti cruciali ha gestito male i possessi e di certo non ha aiutato il dato dei tiri liberi (19 contro i 41 degli avversari). E poi dopo tutto quello che avevano passato in questi giorni, i Clippers avevano una carica emozionale troppo forte per essere arrestati. 

ALTRO SUPPLEMENTARE AD OKC – La pazza serie tra i Thunder e i Grizzlies è già entrata nel libro dei record: nessuna serie al meglio delle 7, nella storia della NBA, aveva avuto quattro gare terminate al supplementare. In questo caso si tratta di quattro pareggi consecutivi dopo i 48 minuti dei regolamentari. I Grizzlies avevano dominato i primi due quarti e mezzo di partita, mostrando una fluidità offensiva che non aveva di certo contraddistinto la squadra di Joerger nelle precedenti quattro partite. L’orgoglio dei Thunder è sbucato nel momento di maggiore difficoltà, quando i Grizzlies hanno toccato il +20 al 33’: un parziale 27-6 per i padroni di casa ha rimesso tutto in discussione. La mossa caratteristica della rimonta Thunder, la tripla col fallo, è arrivata da Caron Butler. Nell’ultima azione dei Grizzlies, Conley si è fatto rubare palla da Westbrook, che ha schiacciato per il 90-90. L’OT è iniziato con due triple consecutive di Mike Miller (21 punti, 5/8 dall’arco) e ha avuto un finale strabiliante. Durant è andato in lunetta sul -2 a 25” dalla fine: dopo aver segnato il primo, è stato interrotto dall’arbitro Joey Crawford. Alla ripresa, ha sbagliato il secondo tentativo. I Thunder, con 2.9” da giocare, erano sempre a -1: il ferro ha sputato la tripla di Durant e Ibaka ha segnato in tap-in. Il canestro di Ibaka, però, è arrivato dopo il suono della sirena. Durant (26 punti, 8 rimbalzi, 10/24 al tiro) e Westbrook (30 punti, 10 rimbalzi, 13 assist, 10/31 dal campo) hanno litigato coi ferri anche in questa partita. Nelle ultime tre uscite, hanno collezionato un poco lusinghiero 50/153 al tiro. I Grizzlies sperano di chiudere la serie in gara 6 al FedExForum.

A cura di Filippo Antonelli e Gabriele Galluccio