I 3 temi dei Playoffs: Pacers camaleontici, finalmente il vero Durant. Tutti a gara 7!

PACERS CAMALEONTICI – I Pacers hanno cambiato praticamente il loro modo di essere, puntando su uno stile differente per sopravvivere a questo primo round di playoffs. E stanotte hanno scoperto di poter sempre contare su David West, un giocatore non fenomenale, ma fondamentale per allungare la serie a gara 7: è stato lui il protagonista nel parziale di 16-4 che ha permesso ad Indiana di recuperare e di imporsi per 95-88. Sotto 3-2 nella serie dopo aver perso per la seconda volta tra le mura amiche, i Pacers sembravano ormai avvicinarsi all’eliminazione quando, a 3 minuti dalla fine, gli Hawks erano in controllo per 84-79. Ma West non era d’accordo: ha segnato 4 punti in fila, ha forzato un turnover di vitale importanza ed ha infilato altri due canestri nell’ultimo minuto, chiudendo con 24 punti. I Pacers hanno puntato su un quintetto più piccolo del solito per abbinarsi meglio con Atlanta. Roy Hibbert è comunque partito titolare, ma ha giocato solo 12 minuti: Ian Mahinmi è stato in campo il doppio del tempo, dando ad Indiana maggiore mobilità, mentre CJ Watson e Chris Copeland hanno avuto minuti importanti. E la cosa ha funzionato, dato che Atlanta ha tirato con 9/35 da oltre l’arco. Anche se c’è da dire che forse gli Hawks hanno anche pagato il fatto di aver giocato la partita casalinga di playoffs più importante degli ultimi 30 anni per loro, e sembrava comunque quasi fatta quando Teague ha infilato il jumper del +5 a 3’ dal termine. 

SE C’È IL VERO KD, È UN’ALTRA STORIA! – Per la prima volta in questa serie, il vantaggio accumulato da una delle due squadre ha retto fino al termine dell’incontro: in gara 1 i Grizzlies, prima di crollare nel quarto periodo, avevano trovato il -2 dopo essere stati sotto di 22 punti; in gara 3 i Thunder avevano forzato l’overtime partendo da -18 ad inizio quarto quarto; i Grizzlies avevano rimontato 12 punti nell’ultima frazione di gioco di gara 4; i Thunder erano sotto di 20 nel terzo quarto di gara 5, terminata al supplementare. Per evitare l’eliminazione, OKC ha maturato un vantaggio di 15 punti nel primo tempo e non ha mai rischiato di subire il rientro dei padroni di casa. Il ritmo elevato con cui i Thunder sono riusciti a giocare – per la prima volta da gara 1 – ha fatto la differenza. Durant ha trovato buoni tiri ad inizio gara e si è messo subito in ritmo: la sua prova convincente da 36 punti, 10 rimbalzi e 11/23 al tiro ha messo a tacere le critiche che gli sono piovute addosso anche dai media di Oklahoma City. The Oklahoman, quotidiano cittadino, lo aveva infatti definito Mr. Unreliable. I Grizzlies sono preoccupati, più che dal risultato, dalle condizioni di Mike Conley, uscito dalla partita per un problema al solito tendine del ginocchio. La prestazione convincente dei Thunder, infatti, può essere in parte considerata fisiologica per un motivo ben preciso: era impensabile che la squadra di Joerger riuscisse a limitare Durant per così tanto tempo. La serie è tutt’altro che chiusa e c’è un altro fattore da analizzare: forse per la prima volta da gara 1, la pressione torna interamente sulle spalle dei Thunder, che adesso sono strafavoriti per il passaggio del turno. Una possibile arma a disposizione di Joerger per tentare l’impresa? James Johnson, che aveva giocato solo 10 minuti complessivi in questa serie. La gara ormai era sfuggita di mano ai padroni di casa, ma in ogni caso Johnson con il suo ingresso ha aggiunto atletismo e la possibilità per Memphis di avere un uomo in grado di attaccare partendo dal perimetro. In 18 minuti ha messo assieme 15 punti e 5 rimbalzi.

I WARRIORS NON MOLLANO, SI VA A GARA 7 – Dopo un primo turno pieno di “distrazioni” esterne, in gara 6 si è tornato a parlare solo ed esclusivamente di pallacanestro. Steph Curry ha firmato 24 punti e 9 assist ed ha guidato i Warriors al successo per 100-99 sui Clippers, allungando così la serie a gara 7. Stavolta Golden State è stata bravissima a limitare i due lunghi avversari, che tanti danni avevano fatto nelle partite precedenti: Blake Griffin (17 punti e 9 rimbalzi) e DeAndre Jordan (9 punti e 19 rimbalzi) sono stati meno incisivi del solito, anche dopo che l’ottimo Jermaine O’Neal è uscito nel secondo tempo per una distorsione. In una gara non bella, con entrambe le squadre che hanno tirato con meno del 40% dal campo, il gioco è stato caratterizzato più da falli fisici che da grandi giocate. Dopo essere stati in sostanziale equilibrio praticamente per tutta la partita, i Warriors hanno provato a dare una svolta all’incontro: Iguodala ha segnato la tripla del 96-89, Griffin è uscito per sei falli ed a 2’31’’ dalla fine il pubblico ha iniziato a far festa. Ma i Clippers non si sono arresi, sono rientrati con la bomba di Crawford ed i layup di Barnes. Entrambe le squadre a quel punto hanno avuto paura di perdere, commettendo diversi errori: poi Barnes ha indovinato la tripla del -1 ad 1 secondo dalla fine, ma ormai era troppo tardi. Anche se Curry ha sbagliato entrambi i liberi a disposizione, LA non ha avuto il tempo per tentare il tiro della vittoria. E così si deciderà tutto a gara 7: per i Clippers appuntamento con la storia per il momento rimandato, dato che stanno cercando di vincere la terza serie di playoffs della loro storia negli ultimi 33 anni. 

A cura di Filippo Antonelli e Gabriele Galluccio