I 4 temi dei playoffs: la legge dell’on the road, l’umiliazione dei Pacers, l’importanza di Manu

LA LEGGE DELL’ON THE ROAD – Questa stagione ci sta regalando dei playoffs pazzi ed imprevedibili come poche volte nella storia della NBA. Stanotte non ha fatto eccezione ad Indianapolis, con i Pacers che hanno perso con una squadra lontana dal 50% di vittorie e adesso sono sotto 3-2 nella serie. Gli Heat hanno completato lo sweep ai danni dei Bobcats, gli Spurs sono riusciti a tenere a bada i Mavericks e ancora una volta hanno vinto le tre squadre in trasferta, aumentando il record in loro favore (19-14) in questo primo round. 

ED È SWEEP – L’unico quarto che Miami ha vinto è stato il terzo, ma è stato ampiamente sufficiente per ottenere la vittoria e chiudere per 4-0 la serie del primo turno. LeBron James è stato dominante in quei 12 minuti, segnando 9 dei suoi 31 punti e smazzando 6 dei suoi 9 assist finali. Non a caso gli Heat hanno vinto il confronto nel quarto per 32-17, scavando il solco decisivo. Bene anche gli altri due membri dei Big Three, che hanno combinato 32 punti con 12/32 dal campo. In particolare, Dwyane Wade ha dimostrato di essere in buone condizioni e di star migliorando partita dopo partita: ormai anche i muri sanno che quando il gioco si farà più duro, molte delle fortune degli Heat dipenderanno da lui. Va fatto comunque un applauso ai Bobcats, che senza il miglior giocatore (Al Jefferson out per la fascite plantare) hanno tenuto botta finché hanno potuto, grazie ad uno strepitoso Kemba Walker, autore di 29 punti (11/15 dal campo), 5 assist e 5 rimbalzi. La sua passione e la sua energia sono stati sufficienti per permettere alla sua squadra di tenersi a contatto, ma a Charlotte è mancato semplicemente il talento e l’esperienza per minacciare davvero gli Heat nel corso della serie. Ora Miami attende il vincitore della serie tra Brooklyn e Toronto, sapendo che in ogni caso la sfida sarà intrisa di storia. Ci potrebbe essere la sfida tra i Raptors e l’ex Chris Bosh, oppure quella tra Ray Allen e Pierce-Garnett, che insieme hanno fatto la storia ai Celtics. 

L’UMILIAZIONE CASALINGA DEI PACERS – Le cose vanno sempre peggio per i Pacers, che adesso sono sotto 3-2 nella serie con una testa di serie n.8, che in stagione ha vinto sole 38 partite. Eppure gli Hawks stanno interpretando benissimo la sfida: in particolare, stanotte hanno massacrato i padroni di casa nel secondo quarto, in cui hanno costruito un vantaggio decisivo di oltre 20 punti. Eroe della notte Mike Scott, che in quella frazione ha segnato la bellezza di 17 punti in 10 minuti, grazie all’eccezionale 5/5 da oltre l’arco. La sua mano caldissima e l’energia portata da altri panchinari come Lou Williams e Shelvin Mack hanno decisamente fatto la differenza, con Indiana che non è mai più riuscita a rientrare in panchina, nonostante giocasse in casa. Tra l’altro stanotte Roy Hibbert ha toccato il punto più basso del suo crollo totale negli ultimi mesi: ha giocato solo 12 minuti, nonostante sia partito in quintetto, ed ha chiuso con 0 punti e 0 rimbalzi, ovvero il nulla assoluto. I Pacers devono fare assolutamente qualche aggiustamento, soprattutto dal punto di vista difensivo, se vorranno mantenere in vita la loro stagione, che rischia di finire già giovedì sera. Per iniziare Hibbert non dovrebbe proprio più mettere piede in campo, dato che i lunghi mobili ed atletici degli Hawks hanno vita troppo facile contro di lui. Per gli Hawks c’è poco da dire, nel senso che devono continuare a giocare in questo modo e con la mentalità di chi non ha nulla da perdere. 

L’IMPORTANZA DI MANU – Qualcuno nutriva dubbi sul fatto che gli Spurs avrebbero reagito dopo l’incredibile buzzer beater di Vince Carter che li aveva costretti alla sconfitta? San Antonio stanotte è partita fortissima, piazzando un parziale di 32-13 nel secondo quarto che è bastato per ottenere il successo. Va dato grande merito comunque ai Mavericks di non aver mai mollato sotto nemmeno di 20 punti, anzi all’inizio della ripresa hanno subito iniziato la rimonta con 12 punti di DeJuan Blair, che però si è fatto buttare fuori poco dopo per una brutta reazione su Splitter. Un paio di canestri importanti di Ellis e Nowitzki hanno spaventato gli Spurs, che però nel finale non hanno tremato ed hanno chiuso i conti con i liberi di Ginobili per il 2-2 nella serie. Adesso l’obiettivo della truppa di coach Pop è prendere il controllo della serie in gara 5, sfruttando il fattore campo, e per farlo potrebbe aumentare il minutaggio di Manu, che sta giocando divinamente, a discapito di un Danny Green in difficoltà. Basti pensare che l’offensive rating di SAS quando Ginobili è in campo è di 117.6 per 100 possessi, mentre senza è di 69.7 per 100 possessi. Insomma, c’è una differenza abissale di 48 punti, e per questo gli Spurs hanno assoluta necessità di averlo in campo il più possibile.