I 5 aspetti che dovete conoscere sulla prestazione da record di LeBron James

La prestazione in quel di Brooklyn, ha fatto saltare alla mente quella notte del 7 giugno 2012, quando il più arrabbiato LeBron James della storia è andato a Boston a salvare la stagione degli Heat con 45 punti e 15 rimbalzi in gara 6 della finale della Eastern Conference. Quello che è successo ieri contro i Nets non è ovviamente paragonabile, perché non stiamo parlando di una gara decisiva, ma comunque è impressionante: è rimasto in campo per quasi 45 minuti ed ha realizzato la bellezza di 49 punti, trascinando Miami al successo per 102-96 ed al 3-1 per la serie, che ormai vede Brooklyn quasi spacciata. Ecco 5 aspetti che dovete conoscere sulla sua prestazione. 

CONSISTENZA – Nelle quattro gare disputate finora contro i Nets, nell’ultimo quarto ha segnato rispettivamente 12, 13, 15 e 9 punti. 

INESORABILITÀ – Stanotte si è preso 12 tiri vicino al ferro. Ne ha mandati a bersaglio 11. Inoltre, si è conquistato 19 tiri liberi, mai così tanto proprio dal 2012, in gara 2 di finale di Conference con i Celtics. “Tanti suoi tiri sono arrivati dal pitturato ed abbiamo cercato di tenerlo fuori – ha dichiarato Jason Kidd – ma è un po’ difficile da fare, quando gioca con questa aggressività”. James non ha praticamente fatto prigionieri ed ha reso impossibile la vita a Paul Pierce, che nel pre-partita aveva detto di essere l’unico in grado di marcarlo. The Truth, ritenta, sarai più fortunato.

RESISTENZA – LeBron ha giocato precisamente 43 minuti e 28 secondi, con la pressione sulle spalle di dover quasi sempre fare tutto da solo, soprattutto nel secondo tempo. All’inizio dell’ultimo quarto Spoelstra gli ha proposto di sedersi e di riposare per qualche minuti, ma la risposta di James è stata secca “no, non posso uscire adesso”. Alla fine della partita ha poi confermato che “volevo rimanere in campo ad ogni costo, sentivo che fosse una partita da dover vincere a tutti i costi per noi”. 

DIFESA – Con 2’30’’ ancora da giocare e la partita ferma sul 94 pari, LeBron ha commesso il suo quinto fallo. Allora Kidd ha provato a sfruttare la situazione, spedendo Joe Johnson in isolamento contro di lui per due volte. James, però, è stato bravissimo ad essere aggressivo, ed al tempo stesso a non eccedere, costringendo la guardia di Brooklyn a due errori pesantissimi dal campo. 

INTELLIGENZA E ALTRUISMO – Questo paragrafo non è dedicato solo a James, ma un po’ a tutti gli Heat. Nell’azione decisiva, Wade ha fatto scorrere diversi secondi, poi ha trovato in area LeBron. Quest’ultimo si è visto raddoppiato ed è stato bravo a scaricare fuori per Chalmers, che ha subito girato il pallone a Bosh: dall’angolo il lungo degli Heat non ha sbagliato ed ha dato i tre punti di vantaggio decisivi alla squadra con meno di un minuto da giocare. Coach Spoelstra a fine partita ha apprezzato molto lo scarico di James: “Ha fatto la cosa giusta passando il pallone fuori. Non credo che sarebbe riuscito ad ottenere un buon tiro dall’area, perché Garnett l’aveva chiuso bene ed era stato raddoppiato. Ma LeBron ha mostrato grande equilibrio e fiducia nei compagni, rendendosi conto di quale fosse la giocata migliore per la squadra. Queste due qualità lo rendono unico nel suo genere”.