I 6 temi della notte NBA: Johnson è sempre clutch, rinasce Shumpert. Che sistema Portland!

WARRIORS STREGATI PER GLI HEAT – Una volta realizzato che i Warriors sono andati a vincere a Miami per 123-114, non ci può essere domanda più banale di “chi è stato il migliore in campo”? Ma ovviamente Steph Curry! La stella di Golden State ha sfoderato una prova impressionante da 36 punti (8 triple) e 12 assist, ricacciando indietro gli Heat ogni volta che hanno provato ad avvicinarsi. Da segnalare anche la prestazione sopra le righe di David Lee, che è stato fondamentale con 32 punti e 14 rimbalzi. Insomma, i Warriors non sono solo gli “Splash Brother”, ma hanno anche un asse play-pivot che ha dimostrato di poter funzionare alla grande anche contro i campioni in carica. Golden State sembra averci preso gusto ad andare a vincere sul campo degli Heat: quest’ultimi, infatti, dall’inizio della stagione hanno perso solo 2 partite in casa contro le squadre dell’Ovest, entrambe contro i Warriors.

JOHNSON È SEMPRE CLUTCH – I Nets non hanno vinto molte partite in questa stagione, ma quando riescono ad arrivare al finale punto a punto ed a mettere la palla nelle mani di Johnson, alla fine una chance di vittoria ce l’hanno sempre. Il pazzesco buzzer-beater segnato stanotte da Joe nonostante l’opposizione di Ibaka, è valso un’inattesa vittoria sul campo dei Thunder per 95-93. Lo scorso 15 novembre la guardia di Brooklyn pure aveva segnato un jumper allo scadere, grazie al quale i Nets sono riusciti ad avere la meglio dei Suns all’overtime. Johnson è sempre stato apprezzato per le sue qualità da “clutch player”, qualità che non ha perso nonostante la sua squadra finora sia stata una delle più grosse delusioni stagionali.

PORTLAND: IL SISTEMA PERFETTO. ALTRO RECORD DI TRIPLE – Stanotte i Blazers hanno messo in piedi l’ennesimo clinic stagionale sul tiro da tre punti. Nella vittoria per 134-104 contro i Bobcats, Portland ha scritto un po’ di storia: non solo ha eguagliato il record di franchigia con 21 triple a bersaglio, ma è anche diventata la prima squadra nella storia con almeno 20 canestri da oltre l’arco segnati in due partite della stessa stagione. Ben 6 giocatori hanno messo a referto almeno 2 bombe: magari i Blazers non avranno dei tiratori famosi, come quelli di Golden State, ma possono fare centro con chiunque, perché l’abilità del singolo conta fino ad un certo punto, è il sistema di squadra che fa la differenza.

LA RINASCITA DI SHUMPERT – Pochi giocatori hanno avuto un finale di 2013 più difficile di quello di Iman Shumpert. Voci di scambio a gogo, i problemi dentro e fuori dal campo con i Knicks, il tutto corredato da una media di soli 5.1 punti e 31.4% dal campo nel mese di dicembre. Ma, come si suol dire, anno nuovo vita nuova. Stagnotte Shumpert ha segnato un career-high di 27 punti nella vittoria dei Knicks per 105-101 sul campo degli Spurs. Più che i punti finali, a fare la differenza è stato il tap-in a 24’’ dalla fine, grazie al quale New York ha ottenuto una vittoria improbabile alla vigilia, provando così a rimettersi in carreggiata.

IL PEGGIO DELL’OVEST È COMUNQUE MEGLIO DEL PEGGIO DELL’EST – E’ ormai appurato che generalmente la Western Conference è nettamente superiore all’Eastern, ma stanotte abbiamo scoperto che la peggiore squadra ad Ovest può battere tranquillamente la peggiore dell’Est. I Jazz si sono imposti sui Bucks per 96-87, dopo aver condotto in più di una circostanza con un vantaggio superiore alla doppia cifra. A guidare Utah alla vittoria ci hanno pensato Gordon Hayward (22 punti) e Derrick Favors (21 punti e 11 rimbalzi). Con quella di stanotte, i Jazz hanno conquistato cinque delle loro sei vittorie contro una squadra dell’Est, mentre solo una delle sette dei Bucks è arrivata contro un team dell’Ovest (i Lakers, il 31 dicembre).

I GRIZZLIES POSSONO ANCORA IMPORRE IL LORO GIOCO – L’unico modo che avevano i Grizzlies (13-17) per battere i Suns (19-11) era giocare ad un ritmo controllato, perché Phoenix se riesce a correre è letale. “E’ difficile giocare alla loro velocità – aveva dichiarato Mike Conley alla vigilia – giocano in una maniera che è totalmente differente dalla nostra”. Nonostante il pessimismo, a spuntarla è stata proprio Memphis, che è riuscita ad imporre il proprio gioco lento e metodico, tenendo così i Suns a soli 91 punti, ben 12 in meno di quelli che segnano in media. Stanotte abbiamo imparato che, per lo stile di gioco che hanno i Suns, non ci poteva essere squadra peggiore dei Grizzlies da incontrare.