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I Lakers e il più grande upset nella storia della regular season NBA

Nel suo solito, magistrale commento tecnico del match tra Lakers e Warriors, Flavio Tranquillo ha saputo fotografare in poche parole quello che è accaduto allo Staples Center. Il suo pensiero è stato più o meno questo: il gioco della pallacanestro ha delle regole precise, e se tu non le rispetti sa essere molto dispettoso. Non basta semplicemente scendere in campo fisicamente, ma bisogna farlo anche mentalmente. E ieri sera i Warriors con la testa sono rimasti negli spogliatoi, forse pensando che il fatto di avere un record infinitamente migliore degli avversari bastasse per portare a casa il successo.

E dire che nel primo quarto Curry sembrava essere abbastanza ispirato, raggiungendo subito la doppia cifra. Ma Golden State ha insolitamente sbagliato tanti buoni tiri e così Los Angeles è rimasta in partita, ha preso sempre più fiducia in attacco e piano piano ha iniziato anche a difendere per davvero, guidata dal carisma di Kobe Bryant, dal genio di Marcelinho Huertas e dall’elettrizzante duo formato da Jordan Clarkson e D’Angelo Russell. I quali hanno combinato la bellezza di 46 punti con 7/13 da oltre l’arco, oscurando i ben più noti “Splash Brothers”, che sono incappati nella peggior serata al tiro da tre da quando sono insieme: Steph Curry e Klay Thompson hanno infatti tirato complessivamente con 1/18 dalla lunga distanza, chiudendo con 13/40 dal campo. In particolare, il #30 ha segnato una sola delle dieci triple tentate.

La colpa della sconfitta, però, non può essere addossata alle principali stelle dei Warriors, perché è stata tutta la squadra a venir meno mentalmente e a livello di intensità. L’attacco di Golden State ha mosso molto meno del solito il pallone, risultando spesso superficiale: non a caso Curry e Thompson sono stati poco innescati nelle loro situazioni ideali, vedendosi costretti a prendersi 17 conclusioni non precedute da un passaggio; di queste, ne hanno realizzate 0.

Magari qualcuno potrebbe non essere d’accordo, ma statisticamente quello andato in scena allo Staples Center è stato il più grande upset nella storia della regular season NBA. Prima dell’incontro di ieri sera, i Lakers avevano un record di 12-51, contro lo storico 55-5 dei Warriors: non era mai capitato che una squadra con una percentuale di vittorie così bassa riuscisse a batterne una che viaggia sopra al 90% di successi. Nonostante la sorprendente sconfitta, Golden State è comunque in piena corsa per stabilire il miglior record di sempre: dopo 61 partite, è 55-6 ed  ha quindi una vittoria in più rispetto ai Bulls (54-7) del 1995-96. Tra l’altro, anche Chicago perse la 61esima gara, rimediando addirittura un -32 contro i New York Knicks.