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I Raptors hanno trovato la loro bestia nera: che show di Doug McDermott!

Se giocasse sempre contro i Raptors, Doug McDermott farebbe 30 punti a partita. Nel quarto e ultimo confronto stagionale tra le due franchigie, i Bulls si sono confermati la bestia nera di Toronto, imponendosi per 109-107 grazie alla giocata difensiva del rientrante Jimmy Butler su DeMar DeRozan nei secondi finali: 4-0 il bilancio in questa regular season contro i canadesi, addirittura nove i successi consecutivi di Chicago che, nonostante la miriade di infortuni che l’ha colpita, stanotte ha portato a casa una vittoria cruciale per alimentare la corsa playoffs. La truppa di coach Hoiberg occupa infatti l’ottavo posto della Eastern Conference ed è chiamata a vincere più partite possibili da qui alla fine, se non vuole mancare l’appuntamento con la post-season.

Ma dicevamo del prodotto di Creighton: lo scorso 19 febbraio ha firmato un career-high di 30 punti con 14/17 dal campo contro i Raptors; stanotte è stato altrettanto strepitoso con 29 punti (9/11 al tiro, 4/5 da oltre l’arco), tra l’altro in Canada, dove non è facile per nessuno andare a giocare. Se i Bulls sono stati in grado di portare a casa una preziosissima vittoria, lo devono anche a McDermott, che nel primo tempo ha scavato il solco a suon di canestri, realizzando 24 dei suoi 29 punti finali con un pazzesco 7/7 dal campo. Nella ripresa i Raptors hanno poi iniziato a difendere forte su di lui e a toglierlo un po’ dai giochi, ma d’altronde Doug non deve essere il “go-to-guy” di questi Bulls, bensì uno di quei giocatori affidabili che danno un solido contributo quando chiamati in causa.

Quella di stanotte potrà sicuramente essere una bella iniezione di fiducia per McDermott, che non appena è entrato in ritmo ha giocato con sempre più personalità e senza paura di prendersi iniziative e tiri nelle sue corde, facendo brillare gli occhi con il suo talento offensivo davvero importante. Dopo un ottimo mese di febbraio, in cui è andato in doppia cifra in 9 delle 12 partite disputate, viaggiando con 14.4 punti e percentuali di assoluto rispetto (51.6% dal campo, 40.8% da tre, 91.3% dalla lunetta), a marzo il suo rendimento è un po’ calato, ma di certo il momento negativo della squadra non lo ha aiutato.

Attualmente, il principale problema di questo ragazzo è che se non è in serata al tiro, tende ad aiutare poco la squadra in altri aspetto del gioco: allo stesso tempo, però, la consapevolezza di avere mezzi importanti per fare bene anche nella NBA sta maturando sempre di più all’interno di McDermott, che in certi momenti appare molto più a suo agio con questa nuova realtà. Di certo i Bulls si augurano che mentalmente i 29 punti segnati contro i Raptors lo aiutino a crescere ancora, perché la squadra ha bisogno del contributo di tutti per acciuffare la post-season nonostante gli infortuni.