I Thunder volano sulle ali di Durant e Westbrook: le 3 chiavi che possono girare la serie verso OKC

Dopo aver perso in malo modo gara 1, nel secondo atto i Thunder non potevano assolutamente permettersi di andare sotto 2-0, sarebbe significato condannarsi all’uscita dai playoffs. E così, trascinati dalle loro due stelle più luminose, sono riusciti ad imporsi per 112-101 ed a riequilibrare la serie sull’1-1. Durant ha festeggiato la nomina ad MVP stagionale con la sua 28esima partita da almeno 30 punti nei playoffs, mentre Westbrook ha ricordato che tutto sommato può fare la differenza anche quando gioca come dice lui. Questi due sono stati semplicemente troppo per i Clippers, che non sono riusciti a contenerli in nessun modo stavolta. A quanto pare ogni tanto due giocatori di assoluto talento con il loro stile di gioco possono battere da soli una squadra piena di opzioni come quella di Doc Rivers.

L’EGOISMO “CERCATO” DI RUSS – KD ha avuto un impatto sul match eccellente, segnando ben 17 punti nel primo quarto, ma anche Westbrook non è stato da meno con 19 punti nei 24’ iniziali, di cui 17 arrivati grazie ad azioni in cui non ha passato la palla prima di tirare. Praticamente i Thunder si sono sforzati di creare le opportunità migliori al loro playmaker, portando ottimi blocchi e dandogli così lo spazio per operare. E Westbrook non ha affatto esitato a prendersi quello che la difesa gli ha concesso, dimostrando ancora una volta di essere uno dei marcatori più dinamici del gioco.

GIOCARE IN DUE NON (SEMPRE) BASTA – Ma non è tutto, perché quando vuole sa essere più di un semplice marcatore: ha cercato i compagni più del solito, che abbia capito che senza il supporting cast non si va da nessuna parte? Perché lui e KD potrebbero pure farne 60 in due tutte le sere, ma se gli altri giocatori non sono abbastanza coinvolti, la sconfitta è comunque assicurata, e gara 1 ne è un chiaro esempio. Stavolta i Thunder hanno avuto un buon contributo da Serge Ibaka e Thabo Sefolosha, che hanno combinato 28 punti, mentre la panchina deve ancora crescere, perché 13 punti non sempre basteranno per battere questi Clippers, a cui tutto sommato sta benissimo l’1-1 per andare a Los Angeles. Insomma, sappiamo che Durant e Westbrook possono fare i fenomeni e segnare caterve di punti tutte le notti, ma i Thunder hanno assolutamente bisogno di avere un contributo maggiore e più costante dagli altri membri della squadra, altrimenti il rischio di non fare neanche la finale di Conference è alto.

L’ENERGIA DIFENSIVA – Ma tralasciamo per un attimo il dato offensivo e concentriamoci su quello difensivo: 101 punti concessi ai Clippers, in una serie come questa, sono davvero un buonissimo dato. La differenza tra gara 1 e 2 non è che OKC ha segnato più punti stanotte rispetto all’altra volta, ma che non ha subito la bellezza di 122 punti. Certo, i Thunder sono stati più efficienti e Durant e Westbrook hanno fatto i marziani, ma è l’energia difensiva che ha fatto la differenza. I Clippers hanno perso il pallone appena 8 volte in gara 1, stanotte il dato è salito a 14, ma soprattutto hanno sofferto la fisicità di OKC: “Possiamo vincere se giochiamo entrambe una buona partita offensiva . ha dichiarato Doc – ma non possiamo se permettiamo loro di far meglio in tutto il resto”. E per tutto il resto Rivers intendeva sicuramente anche i rimbalzi, fondamentale in cui LA si sta facendo massacrare: pur dominando il primo atto, hanno perso la lotta sotto i tabelloni per 47-31, mentre nel secondo il dato è stato di 52-36.

Nel proseguo della serie, i Clippers hanno bisogno di essere più aggressivi, energici e fisici, se vogliono arrivare fino in fondo. Invece i Thunder devono proseguire su questa strada, cercando di coinvolgere e responsabilizzare sempre di più i compagni di squadra: al di là delle prestazioni individuali di Durant e Westbrook, il dato importante è quello degli assist; la miseria di 8 in due in gara 1 e ben 19 in gara 2.