Il dominio dei Wizards mette a nudo la disfunzionalità ed il nuovo spettro dei Pacers

Se avete rinunciato a capire come funzionino i Pacers, sappiate che non siete i soli. Sopra 3-1 e con la possibilità di chiudere la serie davanti al suo pubblico, Indiana è completamente crollata, perdendo per 102-79. Risultato pesantissimo, ma sorprendente fino ad un certo punto, viste le motivazioni ed il valore dei Wizards e soprattutto i costanti alti e bassi che stanno caratterizzando la post-season dei Pacers. Prendiamo ad esempio Paul George: era reduce da un career-high di 39 punti, stanotte è stato quasi completamente eclissato. Così come Roy Hibbert, che veniva da tre prove positive, una addirittura decisiva, salvo poi tornare su standard bassissimi. 

IL DOMINIO DI WASHINGTON – Al di là di quelle che sono le disfunzioni mentali dei Pacers, bisogna dare credito ai Wizards per aver controllato la partita dal primo all’ultimo minuto in maniera impeccabile. Washington ha tirato con il 50% dal campo, ha stretto le maglie in difesa, tenendo George a soli 15 punti con ben 15 tiri e Hibbert al nulla o quasi. Ma soprattutto ha avuto finalmente il migliore John Wall, che ha trascinato i suoi al successo con 27 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Un capitolo a parte, invece, meriterebbe Marcin Gortat: semplicemente clamoroso sotto i tabelloni, ha completamente spazzato via gli avversari con 31 punti e 16 rimbalzi. Ma non è tutto, perché ha tirato con 13/15 dal campo, diventando il secondo giocatore dopo Dwight Howard nelle ultime 30 post-season a far registrare almeno 30+15+80% dal campo in una singola partita. Grazie al contributo del polacco, i Wizards hanno letteralmente cancellato i Pacers sotto i tabelloni, facendo registrare un dato incredibile: hanno preso 39 rimbalzi in più degli avversari. Adesso Washington ed i suoi giovani terribili torneranno nella capitale per giocarsi gara 6 con tutta la fiducia del mondo e senza la pressione di dover vincere, che sarà tutta sulle spalle dei Pacers. 

UN NUOVO SPETTRO – Indiana farà il viaggio cercando di trovare delle risposte riguardanti la sua identità. Nel secondo tempo le facce dei giocatori più importanti in panchina erano davvero sconsolate, come se si chiedessero come fosse possibile che stesse riaccadendo quello che pensavano di essersi appena lasciati alle spalle. Al momento i Pacers sono del tutto imprevedibili: tre vittorie consecutive avrebbero dato fiducia e consapevolezza a chiunque, ma non a loro.A questo punto quello che dobbiam fare è smetterla di prevedere come giocherà in futuro questa squadra, tenendo bene a mente che non ritornerà mai, almeno per quest’anno, quella dominante ammirata ad inizio stagione. Ogni volta che George ha vissuto una gran serata o Hibbert ha svolto bene il proprio compito, abbiamo subito iniziato a pensare che Indiana stesse tornando ai fasti iniziali. In realtà il nuovo spettro delle performance di Indiana ha delle estremità del tutto differenti a quelle di qualche mese fa: si passa da “assolutamente orribile” a “decente o quasi”. Questa è ormai la pallacanestro che gioca Indiana, non sembra più esserci spazio per quella affidabile, buona e soprattutto costante che aveva mostrato fino a gennaio. 

LE NUOVE ASPETTATIVE – Quello che abbiamo imparato in questi playoffs è che i Pacers possono essere abbastanza pessimi da perdere con chiunque, ma allo stesso tempo decenti per avere la meglio di squadre come Hawks e Wizards (quest’ultimi sono un’ottima squadra, ma non ancora da finale di Conference). Ma l’Indiana attuale non ha alcune speranza di competere con Miami. Questo perché gli Heat hanno ormai trovato da diverse stagioni la quadratura del cerchio ed hanno anche motivazioni importanti per centrare uno storico threepeat. Quindi nel caso in cui i Pacers dovessero resistere al ritorno dei Wizards e raggiungere così la finale, non aspettatevi molto da loro. Poi la palla è pur sempre rotonda e Indiana è comunque la squadra più lunatica e disfunzionale della NBA, quindi improvvisamente potrebbero essere sconvolte le carte in tavola. Ma al momento sembra veramente molto difficile.