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Il riscatto dei Cavaliers, il Re e una gigantesca difesa di squadra: le chiavi di gara 3

Serviva uno scatto d’orgoglio e di energia ai Cleveland Cavaliers alla Quicken Loans Arena in Gara 3 per riaprire la serie e dare un segnale ai Golden State Warriors, a tratti dominanti nei primi due capitoli di questa saga. Senza Kevin Love, fermato ai box dalla botta alla testa subita a rimbalzo in Gara 2, i Cavs hanno disputato una delle loro partite migliori in stagione sia dal punto di vista offensivo che dal punto di vista difensivo. In attacco il quintetto base ha saputo punire ogni accorgimento fatto da Steve Kerr grazie alla ritrovata verve di un aggressivo Irving e grazie ai jumper di LeBron James (molto altalenanti finora nei Playoffs) oltre che alle triple di Smith e ai rimbalzi di Thompson, in difesa invece l’aggressività e i cambi sistematici hanno tolto comode linee di passaggio agli Warriors oltre che molta lucidità nelle scelte. Per la terza partita consecutiva, inoltre, gli Splash Brothers non sono riusciti a venire a capo degli assetti difensivi che coach Lue ha organizzato contro di loro.

JAMES E IRVING, LE STELLE AL POTERE ─ Per vincere Gara 3 serviva una reazione da parte di tutta la squadra ma a doversela caricare sulle spalle dovevano essere obbligatoriamente LeBron James e Kyrie Irving. LeBron ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei migliori giocatori della storia di questo gioco dominando la partita sui due lati del campo e guidando con una leadership pazzesca i suoi compagni in ogni momento della partita, Irving dal canto suo è riuscito ad aggredire la partita con maggior profitto e a segnare sia da lontano che in avvicinamento mettendo molto rapidamente 19 punti nel primo tempo. LeBron è stato anche in grado di segnare i jumper da fuori che tanto gli sono mancati in questi Playoffs, se torna a metterli con continuità la difesa degli Warriors avrà giganteschi problemi. James e Irving hanno inoltre fatto la giocata simbolo di Gara 3 con un alley-oop strepitoso che ha fatto diventare la Quicken Loans Arena una bolgia infernale.

LA DIFESA DEI CAVALIERS ─ Aggressività, presenza a rimbalzo, cambi sistematici sui blocchi e raddoppi continui. La difesa dei Cavs ha tolto anche l’aria all’attacco più forte dell’intera NBA e ha praticamente neutralizzato gli Splash Brothers. Non conta tanto il dato dei punti subiti ma soprattutto la difficoltà con cui gli Warriors sono riusciti a creare buoni tiri e la rapidità dei close out della difesa sui tiratori avversari. Difendendo in maniera così aggressiva, seguendo il modello di Oklahoma City nel turno precedente, i Cavaliers potranno togliersi delle belle soddisfazioni in questa serie.

SPLASH BROTHERS CERCASI ─ Sembra incredibile da credere dopo una stagione letteralmente dominata ma dopo le prime 3 Gare delle NBA Finals Curry e Thompson combinano per meno di 30 punti di media a partita con percentuali dal campo lontanissime dal 50%. La difesa dei Cavaliers li sta rendendo quasi totalmente inoffensivi e il loro linguaggio del corpo non è stato finora aggressivo quanto una NBA Finals meriterebbe. La cosa che stupisce di più è che entrambi, anche in questa partita, hanno solo realizzato canestri di “striscia” non riuscendo poi a trovare continuità nel resto dell’incontro. La serie con OKC, però, insegna che possono svegliarsi da un momento all’altro e quando lo fanno poi difficilmente la loro squadra viene sconfitta.