Impresa Lakers ad Indiana con Kobe a mezzo servizio. 37 di Harden, ok Rockets. Warriors ko

INDIANA PACERS (40-25) – LOS ANGELES LAKERS (35-32) 93-99
Nonostante la slogatura della caviglia non fosse proprio lieve, Kobe Bryant ha stretto i denti ed è partito in quintetto: il dolore, però, era troppo e, pur avendo giocato tutto il primo quarto, non è più rientrato. Senza di lui i Lakers se la sono cavata egregiamente, battendo in trasferta una signora squadra come Indiana per 93-99. Dopo una prima frazione pessima, LA con le seconde linee hanno preso in mano le redini del match, senza praticamente mai lasciarle. Con Kobe fuori dai giochi, la squadra ha giocato molto per Dwight Howard, che ha risposto con 20 punti e 12 rimbalzi. Fondamentale è stato l’apporto della panchina: Steve Blake è stato il mattatore dell’incontro con 18 punti, 7 assist e 6 rimbalzi, mentre Antawn Jamison, dopo un inizio in sordina, ha messo a referto 17 punti. Proprio l’ex lungo dei Cavs è risultato decisivo: dopo il jumper di Hill che è valso l’87-87, Howard ha completato un gioco da tre punti e Jamison ha aperto il fuoco da oltre l’arco, scrivendo 87-94 sul tabellone a 43 secondi dal termine. I Lakers hanno gestito bene gli ultimi possessi ed hanno portato a casa una vittoria fondamentale.

Pacers: George 20 pt e 9 rim, West 8 pt, Hibberts 7 pt e 10 rim, Stephenson 12 pt e 11 rim, Hill 27 pt, Mahinmi 4 pt, Johnson, Augustin 5 pt, Hansbrough 2 pt, Pendergraph 2 pt, Young 6 pt.
Lakers: World Peace 19 pt, Clark 8 pt, Howard 20 pt e 12 rim, Bryant, Nash 15 pt e 9 ass, Jamison 17 pt, Blake 18 pt e 7 ass, Meeks, Sacre 2 pt.

HOUSTON ROCKETS (36-30) – MINNESOTA TIMBERWOLVES (22-41) 108-100
Con un secondo tempo straordinario, i Rockets sono riusciti a rimontare dal -20 e ad imporsi per 108-100, tenendo ancora a distanza i Lakers. Protagonista assoluto del match è stato James Harden, autore di una prestazione a tutto tondo con 37 punti, 8 assist e 7 rimbalzi. Il Barba è stato ben supportato da Jeremy Lin, che ha messo a referto 24 punti e 8 assist. Un ruolo decisivo l’ha svolto anche Greg Smith che, in uscita dalla panchina, ha segnato 10 dei suoi 12 punti nell’ultimo quarto. Ai T-Wolves non è bastato un gran primo tempo ed il solito Ricky Rubio vicino alla tripla-doppia (14 punti, 7 rimbalzi e altrettanti assist).

Rockets: Parsons 14 pt, Motiejunas 4 pt, Asik 6 pt e 11 rim, Harden 37 pt, 8 ass e 7 rim, Lin 24 pt e 8 ass, Smith 12 pt, Beverley, Delfino 9 pt e 10 rim, Garcia, Robinson 2 pt.
Timberwolves: Gelabale 10 pt, Williams 19 pt, Stiemsma 12 pt, Ridnour 10 pt, Rubio 14 pt, 7 rim e 7 ass, Cunningham 6 pt, Shved 8 pt, Barea 19 pt, Johnson 2 pt.

GOLDEN STATE WARRIORS (37-30) – CHICAGO BULLS (36-29) 95-113
Sconfitta che fa malissimo ai Warriors, che ora sentono il fiato sul collo dei Rockets, ad una sola partita di distanza. Dopo un primo quarto equilibrato, i Bulls dominano e chiudono la partita già nel terzo quarto. 95-113 il finale di un match in cui Chicago ha mandato in doppia cifra tutti e 5 i suoi titolari, tra cui Luol Deng (23 punti) e Marco Belinelli, autore di13 punti conditi da 6 assist. Golden State ha pagato la serata no della sua stella, Steph Curry, che non è andato oltre gli 8 punti, mentre non sono bastati i 20 messi a referto da Jarrett Jack. La svolta del match c’è stata quando, a 4’ dall’intervallo, coach Thibodeau ha messo in campo Jimmy Butler, che ha mandato in crisi Jack ed ha ispirato il parziale di 2-12 che è valso il +10. Nel terzo quarto, invece, non c’è stata proprio partita: i Bulls hanno segnato la bellezza di 38 punti, concedendone solo 17, ed hanno scritto con 12’ di anticipo la parola fine sul match.

Warriors: Barnes 12 pt, Lee 15 pt, Bogut 1 pt, Thompson 7 pt, Curry 8 pt, Jack 20 pt, Ezeli 1 pt, Landry 8 pt, Green, Jefferson 7 pt, Biedrins, Bazemore 14 pt, Thomas 2 pt.
Bulls: Deng 23 pt, Boozer 21 pt e 9 rim, Noah 16 pt e 13 rim, Belinelli 13 pt e 6 ass, Robinson 20 pt e 7 ass, Butler 9 pt, Mohammed 4 pt, Teague 4 pt, Cook 3 pt.