July Madness: quando la Summer League sembra il Torneo NCAA

Qualche volta anche una partita di Summer League sa essere elettrizzante. D’altronde è sempre pallacanestro, uno degli sport più imprevedibili ed emozionanti di tutti.

Nella giornata di ieri gli Hornets ed i Mavericks hanno dato vita ad un incontro in pieno stile Torneo NCAA. Dopo un primo tempo letteralmente dominato da Charlotte, che ha chiuso all’intervallo avanti di 17 lunghezze (53-36), Dallas è andata vicina ad una rimonta di tutto rispetto: prima di farsi buttare fuori per doppio tecnico, Ivan Johnson ha suonato la carica e Gael Mekel ha infilato un paio di canestri pesanti per portare i suoi a -9 con tutto l’ultimo quarto da giocare. Gli Hornets sembravano comunque in controllo, ma a quel punto i Mavericks hanno scaricato una pioggia di triple grazie alle quali hanno impattato l’incontro sul 77-77 a 3’19’’ dal termine.

Negli ultimi minuti si è segnato praticamente solo dalla lunetta, con Dallas che ha completato la rimonta ed ha messo la freccia, portandosi avanti sull’81-79: con soli 8 secondi da giocare, a rubare la scena a tutti è stato un perfetto sconosciuto ai più, tale Roberto Nelson, che ha infilato una pazzesca tripla allo scadere che ha dato la vittoria a Charlotte. Insomma, questa partita è stata in pieno stile March Madness: dominio iniziale da parte di una squadra, grande rimonta dell’altra e finale thriller con il buzzer beater sulla sirena a fare da classica ciliegina sulla torta.

Prodotto di Oregon State, Nelson nell’ultima stagione da senior in NCAA ha mostrato di essere un ottimo scorer, mettendo a referto 20.7 punti di media a partita, conditi da 3.4 rimbalzi e 3.6 assist. Robert quasi sicuramente non giocherà mai al piano di sopra: finita la Summer League, potremo vederlo giocare in Lega Gold con la Pallacanestro Trapani. Insomma, prima di iniziare la sua avventura tra i professionisti in Europa, Nelson ha voluto lasciare il suo marchio sulla Summer League: piuttosto che prendersi un tiro apparentemente impossibile, avrebbe potuto servire un compagno smarcato, ma chi fa il passaggio decisivo non viene mai ricordato.