Kevin Durant e quel momento eroico che serve ad OKC per evitare l’eliminazione

Il fattore campo continua ad essere decisivo in questa Finale della Western Conference. All’AT&T Center, gli Spurs hanno sfoderato una prestazione da Spurs, annichilendo gli avversari: 117-89 il finale di gara 5, una partita a senso unico che i texani hanno interpretato praticamente alla perfezione, riprendendo il vantaggio nella serie (3-2) e portandosi ad una sola vittoria dalle Finals. E adesso cosa dobbiamo aspettarci da gara 6? Vedremo i Thunder mantenere il trend che vede la squadra in casa sempre vincente? Riusciranno ad evitare ancora una volta l’eliminazione e ad allungare la serie all’ultimo atto? Cosa farà Kevin Durant? Salirà in cattedra come ha fatto Paul George per i Pacers in gara 5 contro gli Heat, quando ha segnato 21 punti nel solo ultimo quarto ed ha evitato di andare a casa per almeno altre 48 ore? 

Per il momento possiamo rispondere solo all’ultima domanda. Innanzitutto bisogna premettere che ogni serie è diversa ed è quindi difficile, se non impossibile fare un confronto. Questo perché tutto va valutato a seconda del contesto e delle situazioni che nascono all’interno della serie e della partita stessa. Ad Indiana in gara 5 abbiamo visto un George che, agevolato dai problemi di falli di LeBron James, ha trascinato soprattutto con la forza della disperazione la sua squadra la successo. Per quanto riguarda Durant, di uguale c’è solo il fatto che una sconfitta significherebbe la fine della sua stagione, ma i compagni di squadra sono diversi, così come gli schemi e le circostanze, quindi sarebbe ingiusto aspettarsi a tutti i costi una partita da 40 punti da parte sua. 

Kevin ha dimostrato più e più volte tra regular season e playoffs di essere uno dei migliori giocatori della lega, ma bisogna considerare che adesso si trova contro una squadra con un sistema consolidato ed efficace e che può vantare uno dei difensori individuali più difficili da affrontare, ovvero Kawhi Leonard. In questa Finale di Conference, l’MVP sta viaggiando con 24.8 punti (47.6% dal campo), 6.4 rimbalzi e 3.4 assist: numeri di assoluto rispetto, soprattutto se si considera l’avversario che ha di fronte. Ma allo stesso tempo bisogna notare che in questa serie ancora non c’è stato un vero momento in cui Durant è stato l’assoluto protagonista e trascinatore dei Thunder. Serge Ibaka ne ha avuto uno, mentre sulle due vittorie c’è forte il marchio di Russell Westbrook. Insomma, guardando alle cinque partite disputate finora, Durant ha giocato su ottimi livelli, ma non si ha la sensazione che sia stato dominante. 

I precedenti fanno ben sperare OKC: ha segnato complessivamente 69 punti con 41 tiri nelle due partite che hanno permesso ai suoi di rimontare dal 3-2 e di battere i Grizzlies al primo turno, poi ne ha sparati 39 con 16 rimbalzi e 5 assist nella gara che ha eliminato i Clippers in semifinale. E adesso cosa bisogna aspettarsi da lui in gara 6? i suoi compagni hanno bisogno che torni ad essere quella forza della natura inarrestabile che si è vista nel corso della stagione e nei momenti cruciali di questi playoffs. Ma la sensazione è che da solo non basterà per forzare gara 7 e poi andare alle Finals: i Thunder hanno anche bisogno che Westbrook si esprima su altissimi livelli, che i role player diano un solido contributo e che la difesa sia più aggressiva ed intensa per evitare che gli Spurs impongano il loro gioco. 

Stanotte abbiamo imparato che la Finale della Western Conference non avrà lo stesso esito di quella del 2012, quando i Thunder persero le prime due partite e poi vinsero le successive quattro. Questo perché gli Spurs in gara 5 si sono ripresi alla grande, dominando su entrambi i lati del campo. Adesso più che mai OKC ha bisogno che Kevin Durant faccia sua la serie, altrimenti i sogni di gloria potrebbero svanire presto.