Knicks, panchinare JR è la soluzione? Le chiavi della vittoria contro gli Heat

La stagione di JR Smith ha preso una piega abbastanza inaspettata quando stanotte coach Mike Woodson ha deciso di panchinarlo per tutti i 48 minuti del match, vinto dai Knicks per 102-92 sugli Heat. Con Smith seduto comodamente in panca, i suoi compagni di squadra hanno giocato forse la loro miglior prestazione stagionale contro i campioni in carica della NBA. Carmelo Anthony come al solito ha fatto tutto il possibile, mettendo a referto 29 punti (12/24 dal campo), 8 rimbalzi, 5 assist e 2 recuperi, ma la notizia è che stavolta non è stato abbandonato solo sull’isola. Anzi, Iman Shumpert è tornato ad essere produttivo con 12 punti, 9 rimbalzi e 3 assist, mentre Raymond Felton ha smazzato la bellezza di 14 assist, suo miglior dato negli ultimi tre anni. Ma non è finita qui, perché persino il duo di lunghi formato da Andrea Bargnani e Amar’e Stoudemire ha svolto un ruolo importante, combinando 33 punti e 16 rimbalzi.

Al di là dei singoli, è stato l’intero sistema Knicks a funzionare: New York ha giocato in maniera decisamente più controllata del solito, hanno mosso la palla abbastanza fluidamente e soprattutto con continuità, anche nell’ultimo quarto, dove di solito la squadra dà la palla a Melo e tanti saluti. Stanotte si è vista all’opera una squadra vera, la vittoria è frutto solo del collettivo. Mike Woodson è finalmente riuscito a trarre il meglio dalla sua squadra, che guarda caso ha giocato bene proprio quando Smith è rimasto inchiodato in panchina. Il coach di NY aveva offerto tante, forse anche troppe possibilità a JR, cercando sempre di responsabilizzarlo e non punendolo con la panchina nemmeno quando è costato la vittoria contro i Rockets, con un tiro senza senso negli ultimi secondi finali. Nonostante il suo gioco di livello più che scadente e le tante bizzarrie, forse nessun allenatore ha mai sostenuto Smith come Woodson ha fatto: basti pensare che prima di stanotte era il secondo giocatore della squadra per minuti, ma la multa di 50mila dollari per aver tentato di sciogliere i lacci delle scarpe di un avversario per due volte consecutive ha fatto aprire gli occhi a Woodson, che ha messo JR sulla graticola.

Con Smith in panchina, il coach ha dato alcuni dei suoi minuti ad Iman Shumpert, che infatti ha giocato un career-high di 43 minuti contro gli Heat. Invece la sua assenza non è combaciata con un minutaggio superiore per il rookie Tim Hardaway Jr, che ha giocato solo 14’, addirittura 4’ sotto la sua media stagionale. Comunque il figlio d’arte non ha fatto mancare il suo solito contributo. Questo perché Woodson ha puntato soprattutto sul quintetto grande con Bargnani e Stoudemire in campo: il Mago, Amar’e e Melo hanno giocato insieme per 21 minuti, che sono stati anche i più produttivi per i Knicks, visto che hanno rifilato 15 punti di margine a Miami. E’ stata praticamente la prima volta in tutta la stagione che questo trio ha reso bene, dato che in 147 minuti totali è stato battuto di 16.4 punti per 100 possessi in questa stagione.

Al termine del match, coach Woodson si è rifiutato di parlare di Smith, mentre Anthony ha detto che si aspetta di vederlo in campo nella prossima partita dei Knicks: “Mentalmente sta bene, o almeno dovrebbe esserlo. Ho bisogno di lui sabato a Philadelphia”. Ma Smith ha gettato ombre sul suo futuro: “Prima ero sicuro che fosse con New York. A questo punto, onestamente proprio non lo so”. JR probabilmente tornerà in campo presto, forse già dalla prossima sfida con i Sixers, anche se stanotte i Knicks hanno avuto la dimostrazione che possono essere una squadra decisamente migliore senza di lui. Ma New York non ottenere niente di utile da una sua trade e non può nemmeno rilasciarlo, quindi si trova bloccata in questo rapporto difficile. Ma almeno Woodson pare aver deciso di non tollerare più il suo scarso rendimento e le sue bravate, anche perché in questo momento i Knicks, alla terza vittoria in fila, hanno bisogno di garanzie per rimettersi definitivamente in corsa per i playoffs.