NBA Temi della notte

La classe di rookie va in paradiso: le ultime grandi prove di Turner e Jokic

Due giocatori diametralmente opposti, che hanno in comune il fatto di aver dato un’importante dimostrazione di poter stare, e bene, su un parquet della NBA nel corso della notte. Stiamo parlando di Myles Turner e Nikola Jokic, due rookie che hanno intrapreso un percorso di crescita esponenziale, grazie al quale stanno iniziando ad essere sempre più importanti per l’economia del gioco delle rispettive squadre. Stanotte Turner non ha avuto alcun timore di affrontare i Big Three dei Cavaliers, ed ha offerto una prova di grande ardore e intensità, oltre che di spiccate capacità tecniche.

Myles, infatti, ha firmato la sua prima doppia-doppia in carriera, mettendo a referto 14 punti, 10 rimbalzi e 4 stoppate, una delle quali assolutamente incredibile, dato che è arrivata su LeBron James che andava come un treno verso il canestro. Il rookie dei Pacers è ormai diventato un elemento indispensabile, anche perché la svolta che ha dato alla sua stagione dopo aver recuperato da un infortunio è stata netta: prima del 17 gennaio, Turner non aveva mai tentato 10 o più tiri dal campo, nelle ultime sei partite si è preso 11 conclusioni di media. In tale arco di tempo, ovviamente tutti i suoi numeri sono lievitati: da 15 è passato a 27 minuti di utilizzo, mettendo a referto 19.7 punti (con il 62% dal campo), 6.2 rimbalzi e 2.5 stoppate. Anche contro una squadra del calibro di Cleveland, Myles non ha mostrato alcun timore reverenziale, ha svolto un ruolo importante dal punto di vista difensivo e ha segnato un paio di canestri di talento puro. L’impressione è che questo ragazzo abbia tutte le carte in regola per diventare un 5 atipico per caratteristiche offensive, ma allo stesso tempo in grado di essere l’ancora difensiva della squadra. Senza dimenticare che tra l’altro ha appena 19 anni: di tempo per migliorare ne ha eccome…

Se Turner ha giocato una grande partita, quella di Nikola Jokic allora dobbiamo per forza di cose definirla magnifica. Questo ragazzo serbo in teoria sarebbe un lungo, in realtà è un favoloso giocatore di pallacanestro a 360 gradi: mani morbide, grandi capacità di passaggio, quoziente cestistico ben al di sopra della media. Tutto ciò si è tradotto in una meravigliosa prestazione da 27 punti e 14 rimbalzi (entrambi career-high), conditi da 4 assist: stanotte Jokic è stato il vero fulcro del gioco dei Nuggets e c’è la sua inconfondibile firma nel successo per 112-93 che ha interrotto la striscia di 11 vittorie consecutive dei Raptors.

Scelto con la n.41 nel Draft 2014, ma entrato a far parte della NBA solo quest’anno, il serbo è a tutti gli effetti un rookie che sta impressionando tutti, a partire dal suo allenatore, Mike Malone, che al termine del match di stanotte lo ha definito un “talento speciale, quando ha la palla tra le mani mi sento tranquillo al 100%”. Che sarebbe stata una notte da ricordare, lo si è capito fin dalle battute iniziali, dato che Jokic ha segnato tutti i primi 11 punti dei Nuggets e non si è più fermato. Probabilmente nessuno si aspettava che potesse avere un impatto del genere al primo anno nella NBA, ma la piega che ha preso la stagione di Denver ha spinto coach Malone a dargli più fiducia, che Nikola dal canto suo sta ripagando alla grande, mostrando di essere un giocatore su cui vale assolutamente la pena puntare per il futuro.