LA è dei Clippers: Lakers umiliati e Kobe si mette le mani in faccia…

Clippers, non chiamateli più eterni sfigati o secondi. Stanotte hanno letteralmente spazzato via i cugini dei Lakers con il punteggio di 123-87, dimostrando che da diverse stagioni a questa parte Los Angeles è loro. Lo scarto di 36 punti è il più grande mai subito dai gialloviola nella storia di questa rivalità. Nonostante l’assenza pesantissima di Chris Paul, i Clippers hanno dominato l’incontro con una semplicità sconvolgente, segnando addirittura 43 punti nel solo primo quarto e scavando un solco che è poi diventato sempre più pesante per i gialloviola.

Ovviamente questo massacro è stato molto doloroso per i tifosi, per i giocatori, ma soprattutto per Kobe Bryant, seduto mestamente in panchina e costretto a guardare lo scempio dei Lakers in campo senza poter fare niente. La partita di stanotte sarà stata come minimo una pugnalata al cuore per il #24, che purtroppo per lui non è sfuggito alle telecamere mentre si metteva le mani in faccia per mostrare tutto il suo disappunto e la vergogna per la sconfitta contro i rivali.

La stagione 2013-14 è stata per ora la più frustrante della carriera per Kobe, che a 35 anni aveva lavorato tanto per recuperare dalla rottura del tendine d’Achille. Poi, però, dopo essere tornato l’8 dicembre ed aver disputato 6 partite, è tornato ad infortunarsi seriamente: frattura del piatto tibiale e altri due mesi di stop. Nonostante una seconda battuta d’arresto fosse devastante dal punto di vista mentale, Bryant ha subito cercato di mostrare il suo coraggio, twittando “#BrokenNotBeaten”.

Ma nel frattempo i suoi Lakers stanno naufragando: adesso le sconfitte sono 10 nelle ultime 11 partite e di sicuro per uno competitivo come lui stare seduto in panchina mentre la sua squadra viene annientata da quella che per anni ed anni è stata conosciuta solo come l’altra squadra di Los Angeles deve fare molto male.