NBA Temi della notte

La lotta Playoffs passa da Tunisia e Porto Rico

Il selvaggio West è ancora lontano dal dare i suoi definitivi verdetti, nonostante manchino appena quattro partite di regular season. Dallas, attualmente, occupa l’ottavo posto con 40-38, davanti a Utah (39-39) e Houston (38-40). Nella notte tra ieri e oggi, i Mavs hanno vinto lo scontro diretto con i Rockets per 88-86 e si sono così portati in vantaggio 2-1 sui rivali. Lunedì notte andranno sul campo dei Jazz e un successo ─ considerando che chi vince ottiene il vantaggio negli scontro diretti ─ significherebbe sostanzialmente qualificazione. Tra le tre squadre, però, il calendario più semplice ce lo ha chi sta in questo momento dietro: Houston affronta quattro avversarie già fuori dalla lotta Playoffs, mentre i Mavs dovranno incontrare Grizzlies (in casa), Clippers (trasferta), Jazz (trasferta) e Spurs (casa). Insomma, l’ultima parola non è ancora stata detta. Carlisle, tuttavia, ha trovato due protagonisti inattesi: il portoricano Barea e il tunisino Mejri, fondamentali per la vittoria sui Rockets.

BAREA ─ È alla decima stagione in NBA, ma tre partite di fila sopra i 20 punti non le aveva mai fatte. Contro Houston (27 punti, 10/16 al tiro e 4/7 da tre, 5 rimbalzi, 8 assist) è arrivato alla quarta. Nel momento più difficile della stagione, quando i Mavs si trovavano fuori dalla zona Playoffs con un record di 35-38, il playmaker si è reso protagonista di una striscia di cinque vittorie consecutive che potrebbe rivelarsi fondamentale. D’altronde, i tifosi dei Mavs se lo ricordano bene, è un giocatore che quando c’è da rispondere presente e alzare il livello delle proprie prestazioni non si tira mai indietro. All’ascesa di Barea è legato il ricordo più dolce nell’intera storia dei Mavs, ovvero il titolo vinto nel 2011 contro i Miami Heat grazie anche alla promozione in quintetto del portoricano. Nelle ultime quattro partite, Barea sta viaggiando a 25.7 punti, 4 rimbalzi e 6 assist di media con il 53.9% dal campo e il 50% dal perimetro. Non per niente, ha vinto per la prima volta in carriera il premio di giocatore della settimana. Considerando l’assenza di Deron Williams e l’impatto sempre alterno di Raymond Felton e Devin Harris, Carlisle ha pescato con Barea un autentico coniglio dal cilindro.

MEJRI ─ Il reparto lunghi dei Mavs manca, con Dirk Nowitzki, Zaza Pachulia e David Lee, di atletismo e mobilità. E se JaVale McGee non è un giocatore particolarmente affidabile, Carlisle ha trovato nel tunisino Salah Mejri un elemento che può garantire minuti di competitività difensiva in aiuto. Il centro nordafricano, che sarà avversario dell’Italia al Preolimpico di luglio, non è un realizzatore e non ha movimenti offensivi di particolare efficacia, ma per una squadra come i Mavericks può risultare fondamentale dalla panchina per la sua velocità, per aiutare nella lotta a rimbalzo e per chiudere la strada alle penetrazioni. Non è un caso che nelle ultime tre gare abbia ricominciato a giocare con costanza e abbia portato sempre a casa almeno 2 stoppate. Nella notte, ne ha regalata una favolosa su un tentativo di layup di James Harden. Se Barea si avvicina pericolosamente ai 30 punti segnati ormai ogni partita, Mejri fornisce un contributo molto più silenzioso, ma comunque importante. I Mavericks, da questo punto di vista, rappresentano una realtà interessantissima: hanno nel roster giocatori di nazioni che solitamente non forniscono alla pallacanestro NBA troppi elementi di grande spessore. Oltre a Mejri e Barea, per esempio, potremmo citare Zaza Pachulia (alla miglior stagione in carriera) dalla Georgia. La cartina del basket NBA, insomma, è in costante aggiornamento.