Lakers, la peggior stagione di sempre è realtà: ecco perché non faranno peggio nella prossima

I Lakers stanotte hanno perso nel modo che li sta contraddistinguendo da diversi mesi: della difesa neanche l’ombra ed i Rockets non hanno avuto problemi ad imporsi addirittura per 145-130. Ma la cosa peggiore è che con questa sconfitta, nella stessa notte in cui Steve Nash è salito al terzo posto nella classifica dei migliori assistman di tutti i tempi, i gialloviola hanno stabilito la peggior stagione della loro storia da quando si sono trasferiti a Los Angeles. A Minneapolis, ovvero oltre 50 anni fa, riuscirono a fare anche peggio, ma non sono mai andati così male in una regular season da quando sono in California.

Adesso il record dei Lakers è di 25-53 e ogni sconfitta che arriverà da qui al termine della stagione non farà altro che rendere peggiori le cose. I tifosi non vedono l’ora che finisca e soprattutto di poter rimuovere dalla memoria un’annata disastrosa. Kobe Bryant ha giocato solo sei partite, Steve Nash non è stato da meno, rimanendo fermo ai box per gran parte del tempo, trasformando così la stagione in una di transizione e di ricostruzione quasi totale piuttosto che di tentativo per fare i playoffs. E questo non è affatto piaciuto ai fans di una delle franchigie più vincenti e seguite di sempre: basti pensare che in televisione i Lakers hanno perso molto appeal, vedendo crollare gli spettatori del circa 50% rispetto allo scorso anno, che pure è stato tutt’altro che esaltante.

L’audience, però, in questo momento è l’ultima delle preoccupazioni della dirigenza gialloviola. La priorità assoluta ce l’ha Mike D’Antoni: bisogna decidere se tenerlo per la prossima stagione o meno. Anche se il “no interest” di Kobe nel farsi allenare l’anno prossimo dall’ex coach dei Knicks la dice lunga su quale sarà il suo futuro. D’altronde quando una stagione va così, il primo a pagare è sempre l’allenatore, anche se D’Antoni ha colpe fino ad un certo punto: i Lakers non hanno fatto molto per mettergli a disposizione giocatori adatti al suo sistema, ma allo stesso tempo le continue sconfitte con 130 o più punti subiti sono inaccettabili anche per una squadra povera di talento come quella attuale di LA.

Ma cosa saranno i gialloviola nella prossima stagione? Ci sentiamo di dire che è (quasi) impossibile che faranno peggio di quest’anno. Innanzitutto perché Bryant dovrebbe tornare fin da subito in buone condizioni, anche se per forza di cose non sarà più il giocatore dominante del passato: però il suo sconfinato talento e soprattutto il suo carattere forte e competitivo basteranno per garantire ad LA una stagione più dignitosa di quella attuale. Dovrebbe esserci anche Steve Nash per l’ultima volta: ormai il suo declino è acclarato, ma la leadership di un veterano come lui può sempre far comodo.

Il resto del roster, invece, è rappresentato da un grande punto interrogativo: bisogna decidere cosa fare con Pau Gasol e capire chi tenere o meno del roster attuale per plasmare le rotazioni. Con ogni probabilità i Lakers sfrutteranno la free agency per portare a casa almeno un giocatore di un certo livello, ma allo stesso tempo con l’intenzione di salvare un po’ di spazio salariale per poi manovrare nell’estate 2015, quando il mercato dovrebbe offrire qualche stella di alto profilo. Difficile dire adesso se già l’anno prossimo i Lakers saranno in grado di lottare per un posto nei playoffs, probabilmente no, ma possiamo affermare con certezza che non faranno peggio di quest’anno.