L’arte del professore Boris: come Diaw ha reso gli Spurs ancora più forti

Se gli Spurs sono migliorati rispetto alla scorsa stagione, non è per via di alcune mosse della offseason. Patty Mills ha preso il posto di Gary Neal, Manu Ginobili è arrivato ai playoffs in buone condizioni e con la voglia di spaccare il mondo, Kawhi Leonard è diventato ancora più forte e continuo, Danny Green è ormai un giocatore pienamente consapevole dei suoi mezzi. Ma il miglioramento più grande è rappresentato da Boris Diaw.

Sì, proprio il francese, proprio “cicciobello”, preso costantemente in giro per la sua forma fisica non proprio da giocatore professionista, è diventato uno dei fattori più determinanti di questi Spurs. Nel successo per 112-107 che ha consentito ai texani di superare i Thunder e di approdare alle Finals per il secondo anno consecutivo, c’è tanto di Diaw: è stato il più costante dei suoi, oltre che il migliore marcatore con 26 punti, frutto di un ottimo 8/14 dal campo.

Boris emana un fascino irresistibile, è impossibile guardarlo giocare e non essere stupiti ed allo stesso tempo estasiati da quello che riesce a fare su un campo di pallacanestro. Sta lì sornione, non è uno di quelli che corre continuamente tutto il campo, eppure in certi momenti è in grado di fare giocate di una rapidità sconcertante per uno che al posto degli addominali ha un po’ di pancetta post-pranzo di Natale. A volte può essere esasperantemente timido, riluttante nel tirare, penetrare o fare qualsiasi cosa che richieda un minimo di fiducia.

Poi, non appena il difensore abbassa la guardia, inizia la magia: bombardamenti da oltre l’arco, penetrazioni vincenti fatte con una tecnica ed una rapidità sconcertanti, giocate irreali sotto pressione. E’ un giocatore che praticamente può interpretare 5 ruoli, ma spesso e volentieri in questi Spurs fa il playmaker aggiunto grazie alle sue mani fatate ed al suo quoziente cestistico fuori dal comune.

Il disagio di Boris nel provare a fare canestro è forse il suo maggior punto di forza. In campo si avverte la sua riluttanza nel tirare, non è programmato per quello, bensì per far segnare gli altri. Ma quando il momento è cruciale, riesce sempre a fare la cosa giusta: stanotte si è reinventato in una sorta di versione lebroniana, eseguendo una varietà di giochi impressionante, tra triple, layup acrobatici, lavoro sporco sotto canestro, ribaltamenti dal post-basso poetici, assist dal post-alto perfetti.

La difesa avverte un disagio enorme nel difendere su Diaw, non sa mai cosa deve aspettarsi da lui: se viene battezzato per non lasciare l’area scoperta, lui spara da tre con il 40%; se gioca in post con uno più piccolo di lui, lo scolarizza con i suoi movimenti; se viene raddoppiato, riesce sempre a trovare il compagno smarcato. Insomma, quando prende consapevolezza di tutto il suo potenziale, può risultare veramente immarcabile, oltre che l’arma in più degli Spurs. Nelle due gare decisive, Boris è andato a nozze con gli accoppiamenti dei Thunder: adesso Miami rappresenta una nuova sfida, nuovi match-up, ma appare ormai chiaro che a Parker, Ginobili, Leonard e Duncan bisogna aggiungere anche Diaw, tra i giocatori che possono essere decisivi in qualsiasi momento.