Las Vegas SL, day 1: Wiggins e Parker all’esordio, gioventù Knicks. Orrendo Vonleh!

RISULTATI DELLA SUMMER LEAGUE DI LAS VEGAS, GIORNO 1
New York Knicks vs Dallas Mavericks 74-64 – Tim Hardaway Jr. 25 punti
Toronto Raptors vs Los Angeles Lakers 88-78 – Jordan Clarkson e John Shurna 21 punti
Cleveland Cavaliers vs Milwaukee Bucks 70-68 – Andrew Wiggins 18 punti
Sacramento Kings vs San Antonio Spurs 69-85 – Quincy Acy e Austin Daye 14 punti
Golden State Warriors vs Charlotte Hornets 70-58 – Mickey McConnell 19 punti
NBA D-League vs New Orleans Pelicans 81-83 – Russ Smith 20 punti

TOP

I GIOVANI DEI KNICKS
Chi lo ha detto che New York in questo momento è solo un ammasso di giocatori mediocri e con contratti dannosi? I tifosi dei Knicks hanno qualche motivo per sorridere, dato che nel primo giorno della Summer League di Las Vegas i loro migliori prospetti si sono messi in grande mostra. Tim Hardaway Jr. ha confermato, ove mai ce ne fosse bisogno dopo la sua stagione da rookie, di essere uno scorer pazzesco: ha infilato la bellezza di 25 punti con soli 15 tiri. Molto solida anche la prova di Cole Aldrich, che ha sfiorato la doppia-doppia con 9 punti e 15 impressionanti rimbalzi, curiosamente proprio lo stesso giorno in cui la franchigia lo ha ri-firmato con un nuovo contratto. Il rookie Cleanthony Early ha avuto subito un buon impatto, infilando 13 punti con 3/4 da oltre l’arco, mentre il playmaker sophomore Shane Larkin si è fatto apprezzare per l’energia e la visione di gioco: ha infilato 10 punti, ma soprattutto ha messo a referto 5 assist e 4 recuperi. 

JORDAN CLARKSON, LAKERS
Di certo un esordio positivo alla Summer League non può valergli già l’etichetta di steal del Draft (è stato scelto con la 46), ma di sicuro se Clarkson è questo, potrà conquistarsela senza problemi. Nel primo giorno di Las Vegas è stato uno dei giocatori che meglio ha figurato: contro i Mavericks ha giocato una partita a tutto tondo, mettendo a referto 21 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi in 36 minuti. Vedendolo giocare, viene quasi da pensare che i Lakers abbiano fatto un grosso errore a firmare un giocatore immensamente sopravvalutato come Jeremy Lin nel suo ruolo. Con il regista di origini taiwanesi che va molto a corrente alternata e con Steve Nash che ormai non ha più nulla da dare alla NBA, per l’anno prossimo il motto è #ClarksonInCampo. 

ANDREW WIGGINS (CAVS) & JABARI PARKER (BUCKS)
Esordi positivi per le prime due scelte del Draft 2014, che hanno subito dato un assaggio importante del loro talento. Nel giorno in cui LeBron James ha annunciato il ritorno a Cleveland, Wiggins ha voluto mandare un segnale: ha messo in mostra grande atletismo, difesa, gioco in transizione ed ha realizzato 18 punti. L’unico neo è stato sicuramente il tiro da tre punti: 1/8 non è affatto un bel dato, ma avrà tempo per migliorare nella selezione dei tiri. Per quanto riguarda Parker, c’è un motivo se è ritenuto di gran lunga il prospetto più pronto per la NBA. Jabari ha disputato una partita molto solida per Milwaukee, sfiorando la doppia-doppia: 17 punti e 9 rimbalzi. Ma non è tutto perché, anche se ha messo a referto un solo assist, ha mosso molto bene la palla nell’attacco dei Bucks, facendo intravedere di poter essere un importante facilitatore. 

FLOP

NOAH VONLEH, HORNETS
Non proprio l’esordio che Charlotte sperava di vedere dal suo presunto gioiellino pescato nell’ultimo Draft. Vonleh ha litigato per tutta la partita con il canestro, non riuscendo ad infilare nemmeno un punto. Il suo tabellino è impietoso: 0/13 dal campo, 0/4 da oltre l’arco, addirittura 0/2 dalla lunetta. Volendo vedere il lato positivo, di sicuro nella seconda partita non potrà fare peggio, il fondo l’ha già toccato. 

RICKY LEDO, MAVERICKS
Continua l’esperimento di Dallas, che sta tentando di trasformare Ledo (oltre 2 metri) da guardia tiratrice ad ala piccola. Contro i Knicks si è intravisto qualche segnale positivo, ma sono di più le note negative: ha sì segnato 14 punti, ma con percentuali assolutamente da rivedere (4/14 dal campo, 1/4 da tre, 5/9 dalla lunetta). Inoltre, ha perso la bellezza di 6 palloni e si è preso anche due stoppate, a fronte di 5 rimbalzi e 2 assist. Ha anche chiuso con -11 di valutazione in 34’. 

BEN MCLEMORE, KINGS
Un anno dopo, per McLemore le Summer League continuano ad essere indigeste. La sua prestazione nella netta sconfitta contro gli Spurs non è stato affatto convincente, nonostante gli 11 punti realizzati. Questo perché ha tirato con un pessimo 2/8 dal campo, ma soprattutto non ha smazzato nessun assist ed ha perso addirittura 8 palloni: nessuno ha fatto peggio di lui in quanto a turnovers.