Las Vegas SL, day 5: McDermott e Warren da urlo, Napier avvilente, Exum sottotono

TOP 

DOUG MCDERMOTT, BULLS
E’ vero, le prestazioni nelle Summer League sono da prendere con i guanti, ma qualche dubbio sulla sua adattabilità nella NBA lo sta fugando eccome. Chi vi scrive ha sempre sostenuto che McDermott, oltre ad essere un talento offensivo completo e clamoroso come pochi altri, è uno che la pallacanestro la capisce e la legge prima degli altri, per questo non avrebbe avuto problemi a ritagliarsi spazio al piano di sopra. Dopo i 31 messi a segno all’esordio contro i Nuggets, il prodotto di Creighton stanotte ne ha messi 20 con 4/7 da oltre l’arco, conditi da 5 rimbalzi e 6 assist. Insomma, una prestazione totale, in cui ha dimostrato che ha una rara capacità di leggere le difese mentre è in movimento. E poi come esce lui dai blocchi…

T.J. WARREN, SUNS
Fare 28 punti senza un singolo canestro da oltre l’arco è merce rarissima nella NBA di oggi. Il rookie dei Suns è riuscito in tale impresa, attirando su di sé l’attenzione che merita: stiamo parlando di un’ala piccola da 24.9 punti di media a NC State, con un assurdo 58% da due. E su questa strada sta proseguendo anche a Las Vegas, dove nei 63 minuti disputati finora ha realizzato 23 canestri, tutti da due punti. T.J. non si è limitato ai 28 punti, ma ha anche afferrato 11 rimbalzi, coronando così una delle prestazioni più impressionanti di questa Summer League. Anche se non dovesse riuscire a sviluppare un tiro dalla lunga distanza affidabile, Warren rimane un giocatore offensivamente devastante e sicuramente problematico, dato che può cambiare ritmo in qualsiasi momento. E poi con tutto lo spazio che creano i tiratori dei Suns, uno come lui che si butta dentro ci vuole eccome. 

OTTO PORTER E GLEN RICE JR., WIZARDS
Questi due ragazzi stanno letteralmente terrorizzando gli altri avversari della Summer League: stanotte grazie all’85-83 con cui si sono imposti sugli Heat, i Wizards hanno centrato la terza vittoria consecutiva a Las Vegas. Rice ha giocato l’ennesima partita da MVP dell’evento, mettendo a referto 24 punti con soli 14 tiri, 7 rimbalzi e 4 assist. Volendo trovare una nota negativa, le sue 6 palle perse ed i 7 falli personali in 33’ non sono una bellissima notizia, ma ciò non toglie che stiamo parlando di un giocatore che sta viaggiando con 22.7 punti di media. Ancora positivo la terza scelta del Draft 2013, che si è presentato a queste SL come oggetto misterioso e si sta rivelando un giocatore di ottime prospettive. Ieri contro Miami ha messo a referto altri 19 punti e la speranza dei Wizards è di uscire da Las Vegas con due giocatori da rotazione in più. 

FLOP 

SHABAZZ NAPIER, HEAT
Il fatto che abbia sbagliato la tripla della vittoria contro i Wizards al momento è l’ultimo dei problemi degli Heat. Mentre il suo PER ad Orlando è stato il decimo peggiore nella storia della competizione, a Las Vegas le cose per Napier non sono di certo migliorare, anzi. Nella giornata di ieri ha realizzato solo 2 dei 16, SEDICI, tiri presi dal campo, di cui 1/8 da tre punti. In più, ha perso 4 palloni in 28’. Insomma, è stato assolutamente deludente e a questo punto non è così remota la possibilità che Miami lo spedisca in D-League, dato che avrà sempre Mario Chalmers e Norris Cole in cabina di regia. 

DANTE EXUM, JAZZ
Probabilmente ieri l’australiano ha sofferto il fatto di giocare un’altra partita a distanza ravvicinata, cosa a cui non è molto abituato. Il suo livello di aggressività in attacco non è stato lo stesso delle partite precedenti, non riuscendo a creare gioco né per sé né per gli altri. La quinta scelta assoluta dell’ultimo Draft ha messo a referto 6 punti e 3 assist, ma ha anche compiuto 4 turnovers. Ciò non cancella quanto di buono fatto vedere in precedenza: probabilmente, a soli 19 anni, la sua prima stagione nella NBA sarà piena di alti e bassi, dovuti alla scarsa conoscenza del gioco oltreoceano ed a fisico/resistenza da migliorare. 

SHABAZZ MUHAMMAD, TIMBERWOLVES
Giornata da dimenticare per Shabazz, che ha sbagliato 12 dei suoi 15 tiri dal campo, confermando tutto il suo egoismo. A questo punto viene da chiedersi se questo giocatore, capace finora di bullarsi solo di difensori più piccoli di lui, abbia il talento e soprattutto la mentalità per ritagliarsi un ruolo nella NBA. L’unica nota “positiva” è la seguente: dopo tre partite, è riuscito finalmente a mettere a referto 1 assist…