Le 6 statistiche da conoscere sul trionfo degli Spurs sui Thunder in gara 2

Un massacro del genere in una partita così importante non è un qualcosa a cui si assiste tutti i giorni. Stavolta i Thunder sono durati un quarto e mezzo, salvo poi crollare inesorabilmente sotto i colpi dell’armata texana, troppo completa, troppo solida, semplicemente troppo forte per questa versione mutilata di OKC. 112-77 il finale di un match completamente senza storia, che ha visto gli Spurs chiudere i conti già a cavallo tra il secondo ed il terzo quarto, permettendo alle sue stelle di godersi il garbage time dalla panchina nell’ultimo. Ecco le sei statistiche più importanti di questa gara 2.

17: come i minuti iniziali in cui i Thunder sono riusciti a rimanere competivi, conducendo addirittura per 36-35. Poi gli Spurs si sono infiammati, in particolare grazie alle triple di Danny Green e Manu Ginobili, ed il duo Parker-Duncan è definitivamente salito in cattedra per spedire OKC a -14 (58-44) all’intervallo, ovvero con un parziale di 23-8 in soli 7 minuti. 

112: come i punti finali degli Spurs, che ne hanno segnati più di 30 in un quarto per due volte, servendo 27 assist su 41 canestri realizzati, mandando 5 uomini in doppia cifra e 10 con almeno un canestro, il che è impressionante se si considera che nessuno dei texani ha giocato più di 28 minuti. Insomma, la macchina perfetta di San Antonio è pienamente in funzione. 

77: come i punti concessi ai Thunder, che hanno sbattuto la testa più e più volte contro la solida difesa degli Spurs. OKC ne aveva segnati 36 dopo 17 minuti, salvo poi infilarne solo 41 nei restanti 31’. Durant e Westbrook hanno combinato 30 punti con un pessimo 13/40 (in particolare Russell s’è preso 24 tiri, molti dei quali senza senso alcuno). La difesa di San Antonio ha contestato quasi il 70% degli 88 tiri tentati da OKC, segno di un sistema difensivo che ha funzionato in maniera eccellente. 

4 maggio: la data della svolta per gli Spurs, che dopo aver vinto gara 7 con i Mavericks si sono completamente sbloccati ed hanno mostrato una pallacanestro travolgente e divertente, ma allo stesso tempo molto solida ed efficace. Non a caso da allora la truppa di Popovich ha un record impressionante di 7-1 (unica sconfitta arrivata a serie ormai conclusa con i Blazers), con uno scarto medio di 17.8 punti rifilati agli avversari e tirando con il 51% dal campo. 

2-0: è il vantaggio attuale degli Spurs nella serie con i Thunder. Insomma, il fattore campo è stato difeso nel migliore dei modi. Ma c’è un precedente che non deve far dormire sogni tranquilli ai texani: nella finale di Conference del 2012, OKC era andata sotto 2-0 ed è poi riuscita a rimontare ed a vincere la serie. Anche se stavolta mancano Harden ed Ibaka e gli Spurs sono davvero in missione. 

7: come le triple realizzate da Danny Green, che quando sente odore di Finals inizia ad esaltarsi ed a mandare a bersaglio tutto quello che gli passa per le mani. Stanotte si è scaldato proprio nel momento giusto, permettendo a San Antonio di trasformare con le sue bombe una partita combattuta in una ampiamente segnata nel giro di pochi minuti.