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Le due facce di Chris Paul contro Miami e il finale da grande giocatore

Venerdì contro Orlando aveva perso così tanti palloni che ad un certo punto aveva chiesto lui stesso di essere panchinato, ma ciò non gli aveva poi impedito di essere il migliore dei suoi e di trascinarli ad un facile successo sui Magic. Domenica a Miami le cose non sembravano girargli molto bene, dato che aveva sbagliato tutti i primi nove tiri tentati dal campo. È in tali momenti che si vede la differenza tra i buoni giocatori ed i grandi giocatori: Chris Paul appartiene sicuramente alla seconda categoria, la sua carriera (seppur finora senza anelli) parla da sola, ma comunque stanotte ne ha dato un’ulteriore conferma.

Il playmaker dei Clippers ha tirato con 0/7 nel primo quarto, il suo peggiore di sempre dal punto di vista delle percentuali dal campo, e solo dopo aver sbagliato altre due conclusioni ha iniziato a far canestro. Al momento giusto, però, è salito in cattedra e non ce n’è più stato per nessuno: con gli Heat, trascinati da un sontuoso Chris Bosh, che premevano per completare la rimonta e mettere la freccia, Paul ha segnato due triple fondamentali ed ha poi servito un lob al bacio per la schiacciata di DeAndre Jordan, scrivendo sostanzialmente la parola fine sul match.

CP3 ha segnato solo 8 dei suoi 23 tiri: 15 in una sola partita non li sbagliava più o meno da un’eternità, ovvero dal 2011. Ma nonostante ciò, nel momento in cui si decideva la partita ha spedito sul fondo della retina quelli più importanti, chiudendo così con 22 punti e 7 assist nel successo per 100-93 sul campo degli Heat. C’è da dire che stavolta non solo Paul, ma tutta LA ha faticato parecchio nelle fasi iniziali dell’incontro: i Clippers hanno sbagliato 14 conclusioni consecutive, hanno limitato i danni con la second unit, nel terzo quarto hanno difeso molto bene (tenendo Miami a 4/20 dal campo) e poi nell’ultimo si sono affidati a CP3, che l’ha risolta.

Per la truppa di coach Rivers si tratta della 17esima vittoria nelle 21 partite disputate senza Blake Griffin, ma è soprattutto il 17esimo successo in trasferta: solo i Warriors ne hanno ottenuti di più.