Le SL di Bruno Caboclo: ecco cosa abbiamo imparato sul misterioso brasiliano

La Summer League di Bruno Caboclo non è stata strabiliante, ma è stata costante, sia nei pregi che nei difetti. Anzi, è andata anche meglio di quelle che erano le aspettative dello staff e del front office dei Raptors, che si sono trovati davanti un ragazzo di 18 anni che, per quanto giovanissimo e con una marea di lavoro da fare, ha lasciato intravedere un talento e soprattutto una personalità importante.

Innanzitutto, diciamo che la misteriosa prima scelta di Toronto non sembra essere destinata ad essere un bust clamoroso, come alcuni subito hanno proclamato la notte del Draft. Nelle quattro partite disputate a Las Vegas, Caboclo è sempre andato in doppia cifra, chiudendo con una media di 11.8 punti. Stanotte contro i Clippers ha disputato una buona partita, fatta di 10 punti, 7 rimbalzi, 2 recuperi ed 1 stoppata. Il brasiliano ha mostrato mezzi atletici importanti ed istinti giusti che fanno credere che possa diventare un giocatore importante con il tempo: ovviamente deve ancora prendere confidenza con la pallacanestro a stelle e strisce e deve mettere su massa muscolare per poter reggere l’urto con i veri giocatori della NBA, ma la sua immensa apertura alare gli ha permesso di far vedere cose importanti nella metà campo difensiva, arrivando a sporcare tanti palloni, soprattutto sulle linee di passaggio.

In attacco ha mostrato una certa propensione al tiro da tre punti, soprattutto dagli angoli, ma può tranquillamente essere più che uno specialista da oltre l’arco: può diventare un giocatore devastante quando attacca il ferro, a patto che migliori il controllo del corpo e soprattutto, come detto in precedenza, acquisti peso e massa muscolare per poter competere. Ma ciò che fa ben sperare i Raptors è soprattutto l’atteggiamento e la personalità mostrata da Caboclo in queste Summer League: nonostante la giovanissima età, non ha mostrato alcun timore nel mettersi in gioco, coach Casey si è detto molto contento di lui per l’etica del lavoro, per la grande voglia di migliorarsi giorno dopo giorno e per il grande spirito competitivo che lo anima. Il brasiliano sembra uno che non si accontenta di giocare bene, vuole vincere ed è disposto a tutto per affermarsi.

Se dopo queste Summer League Caboclo è un po’ meno sconosciuto, c’è da dire che per i Raptors non è mai stato un enigma: era nel radar di Ujiri da oltre un anno, ovvero da quando si è conquistato il premio di MVP al Basketball Without Borders, dopodiché l’interesse nei suoi confronti è cresciuto dopo che il gm di Toronto lo ha vinto giocare in un torneo under 22 in Brasile, in cui Caboclo ha trascinato la sua squadra di 18enni ad un passo dalla finale. Osservandolo tirare sia in allenamento che in partita, è facile comprendere perché i Raptors abbiano voluto puntare forte su di lui, utilizzando la 20esima chiamata del Draft: ha una rapidità ed una fluidità nel tirare che non è comune ad uno della sua stazza (oltre 2 metri di altezza e apertura alare di 230 e passa centimetri). Stazza che può consentirgli di diventare un giocatore importante anche dal punto di vista difensivo, dove per ora l’istinto gli basta già per infastidire il diretto marcatore e per sporcare le linee di passaggio.

Per il momento una delle difficoltà maggiori riscontrate da Caboclo è quella della lingua: non conosce l’inglese e per ora si esprime in portoghese, necessitando così del traduttore. Una volta che questa barriera linguistica verrà abbattuta, sulla carta il suo potenziale appare quasi illimitato. Per il momento il brasiliano è destinato ad un ruolo molto marginale, dato che i Raptors puntano apertamente ad una stagione vincente: questo per lui è solo un bene, perché avrà tutto il tempo per crescere e migliorare senza pressioni. L’unica cosa che Toronto gli chiederà, sarà il massimo impegno ed il duro lavoro: ma per quello che si è visto finora di lui, da questo punto di vista Caboclo rappresenta una garanzia.