L’ultima impresa degli Spurs, Thunder a casa: tutti i numeri da conoscere su gara 6

Quando i Thunder hanno furiosamente iniziato a rimontare nel finale dell’ultimo quarto, più di qualcuno deve aver pensato “oh no, ci risiamo, finisce come quella maledetta gara 6 dell’anno scorso”. No, non questa volta, non contro questi Spurs, che senza Tony Parker hanno giocato una seconda parte dell’incontro maestosa, lasciando venir fuori tutto il loro stile di gioco che è l’essenza della pallacanestro. I Thunder hanno provato a resistere con la forza della disperazione, ma nell’overtime non c’è stato scampo: Spurs troppo più forti e organizzati, oltre che vogliosi alla morte di andarsi a prendere la rivincita in finale contro Miami. Andiamo a vedere tutti i numeri da conoscere su gara 6 che ha permesso a San Antonio di tornare alle Finals per il secondo anno consecutivo.

8 – come il numero di volte in cui Kevin Durant e Russell Westbrook hanno realizzato 30 o più punti a testa nella stessa partita di playoffs. L’MVP ne ha infilati 31, mentre il suo playmaker 34 (17/18 dalla lunetta) con 8 assist, 7 rimbalzi e 6 recuperi, ma stavolta il successo non è arrivato. Sarà perché questo alla fin dei conti è pur sempre un gioco di squadra…

42 – come i punti nel primo tempo realizzati dagli Spurs, mai così pochi nei primi 24’ minuti in questi playoffs. 

22 – come i punti realizzati dai texani dalle seconde opportunità, molte delle quali garantite da Kawhi Leonard, strepitoso a rimbalzo offensivo. I Thunder, invece, ne hanno prodotti solo 8 in questa situazione. 

1:25 – come il tempo che rimaneva alla fine del terzo quarto quando Derek Fisher ha segnato i primi punti della panchina di Oklahoma, che ha praticamente giocato solo in 4. 

46 – a proposito di seconde linee, quelle degli Spurs hanno giocato un ruolo decisivo nel successo. La panchina dei texani ha prodotto ben 46 punti in più rispetto a quella dei padroni di casa (51-5). 

95% – come la percentuale dei 107 punti segnati dai Thunder, proveniente da soli 4 giocatori. Westbrook, Durant, Ibaka e Jackson ne hanno infatti infilati 102 con 33/74 al tiro, mentre dall’altro lato gli Spurs hanno mandato a referto ben 10 giocatori. 

17 – in molti si aspettavano un crollo di San Antonio, dopo la notizia che Tony Parker non avrebbe giocato il secondo tempo. Ed invece gli Spurs hanno rifilato ben 17 punti di margine agli avversari nel terzo quarto, inventando nel finale un paio di giocate a dir poco pazzesche, come la tripla dall’angolo di Diaw ed il gioco da 4 punti di Green. I texani hanno così rimontato dal -7 dell’intervallo e si sono portati avanti addirittura di 10 lunghezze. 

9.1% – come la percentuale dal campo di OKC nell’overtime. Solo uno degli 11 tiri di squadra non è stato preso da KD o Westbrook, con l’MVP in particolare che non è riuscito a far canestro quando più contava. Quando due giocatori sono costretti a trascinare l’intera squadra per 48 minuti, è naturale che arrivino all’overtime poco lucidi. 

14 – come i turnover commessi dagli Spurs in tutta la partita. Gli stessi che dall’altro lato hanno accumulato solo Westbrook e Durant. 

21 – come il numero di maglia di Tim Duncan, che a 38 anni la spiega ancora pure negli overtime di una decisiva gara di playoffs. Nelle ultime due partite della serie è salito decisamente in cattedra, ma soprattutto in gara 6 ha risposto presente nei momenti decisivi, con una doppia-doppia da 19 punti (7 consecutivi nell’OT) e 15 rimbalzi. 

6 – come le apparizioni alle Finals degli Spurs nell’era Duncan-Popovich. Per ora i titoli sono 4, ma San Antonio muore dalla voglia di vincerne un altro dopo la beffa dell’anno scorso.