Magic-Celtics, l’analisi: un piede sulla linea rende vana la rimonta di Afflalo

Sicuramente una partita non tra le più affascinanti: le due squadre hanno smesso di incontrarsi su ben altri palcoscenici dal 2010, quando i Celtics hanno eliminato i Magic dalle finali della Eastern Conference. Alla fine la prova concreta dei lunghi Olynyk e Bass ed un po’ di fortuna hanno permesso alla squadra di Brad Stevens di ottenere la vittoria per 89-91 su un campo che di recente ha visto uscire sconfitte squadre come Nets e Clippers. Ricostruiamo brevemente quello che è successo nel concitato finale: dopo che Jeff Green ha siglato due punti a rimbalzo offensivo e Crawford ha trovato la via del canestro in penetrazione, i Magic si trovano a -6. Afflalo tira da tre e segna col fallo, ma Olynyk estrae il coniglio dal cilindro per rimettere quattro punti tra le due squadre. È sempre Afflalo che realizza, questa volta da due, col fallo, poi tocca a Bass fare 2/2 dalla lunetta. +3 Celtics, 10” alla fine, ed è a questo punto che…

LA GIOCATA DELLA PARTITA – O, sarebbe meglio dire, la non-giocata della partita. Afflalo riceve palla da Vucevic, fa saltare Gerald Wallace sulla finta, palleggia e scaglia il tiro dall’angolo. La palla danza sul ferro, si alza e poi entra. E allora perché non-giocata? Perché la guardia dei Magic ha fatto tutto questo con entrambi i piedi sulla linea del tiro da tre. Se non vogliamo chiamarla non-giocata, possiamo definire l’azione come il canestro per il non-pareggio. I padroni di casa si sono trovati sul -1 a 4.5” dalla fine senza timeout. Dopo l’1/2 di Bradley dalla lunetta, ad Orlando è rimasto solo il tempo per la preghiera, non accolta, di Oladipo da dietro la metà campo.

LE PERCENTUALI DI TIRO – Censurabili, non c’è altro modo di definirle. Il gioco spumeggiante mostrato dai Magic nelle prime cinque partite di questa stagione ha, in questa partita, lasciato per lunghi tratti il posto alla frenesia e alla continua ricerca di un tiro in transizione. Un’idea fatta propria anche da Boston, che ha cercato il più possibile di procurarsi un tiro veloce, soprattutto dal palleggio. Ne è nata una gara di errori, di rimbalzi e di contropiedi. Emblematica la percentuale al tiro della squadra vincitrice: 35.8% sull’elevatissimo numero di 95 tiri tentati. Poco meglio hanno fatto i Magic: 33/83, quasi 40%. Le mani dei tiratori di Orlando, che avevano tirato col 41% complessivo dall’arco nelle prime cinque partite, hanno tradito le attese con un 4/20 totale. Due delle quattro triple sono arrivate, da Nelson e Afflalo, negli ultimi 3’ di gioco. I Celtics si sono fermati a 2/14 dal perimetro.

LE PRESTAZIONI INDIVIDUALI – I Celtics in realtà hanno offerto una discreta prestazione di squadra, per cui non è facile assegnare un ideale premio di MVP. Dovendone scegliere uno, andiamo con Avery Bradley. Al di là delle statistiche (14 punti, 8 rimbalzi e 3 rubate, 5/13 al tiro), il giocatore dei Celtics si è reso protagonista di una decisiva rubata ai danni di Victor Oladipo, con conseguente canestro e fallo, in un momento del quarto quarto in cui i Magic si erano decisamente rifatti vivi. Non è stato dominante come nella gara contro i Clippers Nikola Vucevic: marcato da Faverani è partito con 12 punti nel solo primo quarto, ma alla fine ha chiuso la gara con 14 punti e 13 rimbalzi. L’ovvio migliore in campo per i Magic è stato Arron Afflalo, che ha segnato 9 punti in 1’ 34” nell’incredibile finale di partita e ha portato Orlando a pochi centimetri dal pareggio. Per la guardia di coach Vaughn 23 punti e 5 rimbalzi. Solido, nel finale di terzo periodo, anche il contributo di Jared Sullinger (a fine gara 11 punti, 6 rimbalzi e 4 assist, 2/8 dal campo). Brandon Bass è stato il secondo miglior marcatore della gara con 16 punti.

LE PRESTAZIONI DEI ROOKIE – Non una delle serate migliori per Victor Oladipo da quando è arrivato in NBA. La già citata palla rubatagli da Bradley è il perfetto specchio di tutte le difficoltà che sorgono per lui e per la squadra quando gli viene affidato il compito di portare il pallone. L’ex stella di Indiana ha chiuso la partita con 9 punti (3/12 dal campo), 4 rimbalzi, 3 assist e 3 palle perse. Serata non indimenticabile nemmeno per Vitor Faverani, El Hombre Indestructible, che era stato tra gli assoluti protagonisti delle prime due partite dei Celtics. Il rientro di Sullinger gli ha decisamente tolto spazio, anche se il brasiliano parte comunque in quintetto. La sua è stata una prova da 3 punti, 5 rimbalzi e 1/4 al tiro in 16’. Diverso il discorso per Kelly Olynyk: pur non avendo collezionato cifre incredibili (8 punti, 6 rimbalzi, 4/13 dal campo), il prodotto di Gonzaga ha giocato i minuti in cui si è decisa la gara e ha anche segnato l’importantissimo canestro dell’84-88 a 1’ 19” dal termine dell’incontro. La sua è stata, nel complesso, una prova coraggiosa e sufficiente. Si è visto meno Phil Pressey, che comunque in 15’ ha messo due palle rubate di fianco ad un punto ed un assist.

MVP: Avery Bradley (Boston Celtics) – 14 punti, 8 rimbalzi, 1 assist, 5/13 dal campo, 3 palle rubate
TOP PUNTI: Arron Afflalo (Orlando Magic) 23, Brandon Bass (Boston Celtics) 16, Nikola Vucevic (Orlando Magic) 14, Avery Bradley (Boston Celtics) 14
TOP RIMBALZI:
Nikola Vucevic (Orlando Magic) 13, Andrew Nicholson (Orlando Magic) 11, Kyle O’Quinn (Orlando Magic) 9
TOP ASSIST:
Jameer Nelson (Orlando Magic) 7, Jordan Crawford (Boston Celtics) 5, Jared Sullinger (Boston Celtics) 4