Mercato NBA – Gordon Hayward ai Celtics!

Ci sono volute ore di attesa, per capire la decisione di Gordon Hayward, sicuramente il più atteso tra tutti i free agent rimasti. La scelta era ridotta a tre opzioni: i Miami Heat, i Boston Celtics e, ovviamente, i suoi Utah Jazz.

Già ieri sera le voci che davano il giocatore dei Jazz accasato alla corte del suo ex coach a Butler (Brad Stevens) erano insistenti e comunicate da Chris Mannix di The Vertical. Tuttavia, Hayward avrebbe smentito immediatamente e la notizia che avrebbe annunciato il nuovo team nella nottata del 4 luglio era sfumata, rimandata di un giorno. Lo stesso agente del giocatore (Mark Barlenstein) aveva comunicato che “Gordon non ha ancora preso una decisione”. Ma poche ore dopo, la conferma: Hayward è diventato un giocatore dei Boston Celtics, firmando un quadriennale da 126 milioni di dollari.

LA CLASSICA LETTERA – Su Players Tribune non è mancata la solita lettera del giocatore, che ha annunciato: “Coach, è ora di finire quel lavoro che abbiamo lasciato in sospeso qualche anno fa: vincere un titolo”. Il riferimento, ovvio, è legato alle due finali NCAA perse nel 2009 e nel 2010. Un simpatico tweet postato in mattinata recitava: “Se la nuova tendenza è far giocare i free agent con i loro coach di college, dovrebbero offrire 200 milioni a John Calipari (coach di Kentucky, da cui vengono molti degli attuali All – Star, da John Wall a Anthony Davis e DeMarcus Cousins, ndr)”. La classica lettera di ringraziamento a una franchigia con la quale, in sette anni, ha raggiunto la postseason solo due volte, e alla seconda battendo i Clippers e venendo stracciata da Golden State con un cappotto.

I MOTIVI DELLA SCELTA – A monte dei soldi e della possibilità di giocare con coach Stevens, ci sono sicuramente altre ragioni che hanno spinto Hayward ad abbandonare il progetto di Utah per volare all’altra Conference. Punto uno: il progetto di Utah stava crollando. Il motivo principale per cui è cambiata la squadra ha il nome e il cognome di George Hill, che nel tardo pomeriggio di ieri si è accasato a Sacramento per i prossimi tre anni. Aggiungiamo che Utah non avrebbe potuto, con molte probabilità, ripetere la fantasmagorica stagione 2016 – 2017. Delle otto andate ai playoff a Ovest, Oklahoma City si è decisamente rinforzata con l’arrivo di Paul George (e dalla panchina del factotum Patrick Patterson), mentre Houston consolida la sua terza posizione, addirittura superando (almeno sulla carta) gli Spurs, fino ad ora gli sconfitti di questo mercato. Gli avversari del primo turno, i Clippers, si sono indeboliti, ma la prepotente ribalta di Sacramento (che ha aggiunto, oltre a Hill, anche Zach Randolph per dare esperienza dalla panchina) potrebbe portare una nuova spasimante a un posto nelle otto. Quindi, è più facile andare in alto nei playoff in una Eastern Conference terribilmente indebolita dall’ultima sessione di mercato, dove dietro a Cleveland (che di fatto ha aggiunto solo Calderon dalla panchina) solo Toronto si è mostrata al medesimo livello della primavera appena trascorsa.

LA SITUAZIONE A BOSTON – I Celtics sono riusciti, finalmente, ad aggiungere quel free agent al quale spasimavano da diverso tempo. Saltato l’assalto a Paul George e Jimmy Butler via trade e sfumate le opzioni Griffin e Gallinari, Boston piazza un buon colpo. Forse IL colpo. Hayward è un fantastico tiratore, sia dalla media che dall’arco, e la sua capacità di penetrare in area lo rende un’arma in più per i Celtics, che possono scaricare molto del peso offensivo che gravava su Isaiah Thomas. Inoltre, hanno la certezza di avere il ragazzo dell’Indiana per quattro anni, cosa che con George (tentato di giocare ai Lakers) non era certa al 100%. I prossimi movimenti di mercato definiranno come mettere in pari il cap per la firma del neo arrivato. Si parlava di una cessione di Marcus Smart o di Avery Bradley, mentre la qualifying offer estesa a Olynik è stata ritirata, rendendo il canadese UFA. Potrebbe tornare a Boston a cifre più contenute? Può essere, ma non metteteci la mano sul fuoco: prestazioni come la gara 7 contro Washington da 27 punti in 26 minuti si alternano ad altre di grande incostanza. Amir Johnson ha già lasciato il Massachusetts per i Philadelphia 76ers, Tyler Zeller è stato tagliato e restano sul mercato Gerald Green e Jonas Jerebko, free agent che difficilmente saeanno confermati. Ancora un colpo, a Boston, se lo aspettano in tanti…

LA SITUAZIONE A MIAMI – Gli Heat sono in rebuilding, ma non sono messi così male. Nella notte hanno tagliato ufficialmente il contratto di Chris Bosh e Pat Riley ha annunciato che la maglia del numero 1 verrà ritirata. A livello salariale, l’addio (e ritiro) del due volte campione con Miami porta Miami a liberare oltre 50 milioni sul cap, che verranno usati per confermare chi deve essere confermato e per far arrivare chi deve arrivare. Spieghiamoci meglio: Miami ha forte desiderio di trattenere due dei suoi uomini migliori nella passata stagione, ovvero James Johnson e Dion Waiters. I due sono stati autori della magica rimonta nelle ultime partite che li aveva quasi portati a sfiorare i playoff. Soprattutto Waiters è una priorità: ha mostrato etica e dedizione, ha perso peso e si è messo a lucido per diventare il giocatore chiave della nuova Miami. Mentre Miami attendeva Hayward, lui parlava con i Lakers: ora, le ragioni anche monetarie per tornare ci sono. Nel ruolo di ala piccola, Miami potrebbe tentare l’assalto a uno scorer: magari Rudy Gay, corteggiato dai Thunder (che gli hanno preferito Patterson) e dai Clippers (che hanno puntato, ovviamente, sul nostro Gallo). Insomma, lo scopo è rinforzare il reparto di ala piccola e il backcourt, alla luce del fatto che il frontcourt di Miami è ben nutrito con Whiteside e Adebayo. Ci sarebbe anche da cedere Josh McRoberts…

LA SITUAZIONE A UTAH – Utah, dopo il fantastico mercato dell’anno scorso, esce con le ossa rotte. Perdere Hayward e Hill è una grossa batosta e, nel caso del secondo, l’arrivo di Ricky Rubio potrebbe non essere sufficiente a colmare la perdita, viste soprattutto le percentuali al tiro. Rubio è un buonissimo difensore, ma il 30% da tre contro il 40% di Hill lascia abbastanza spiazzati. Di sicuro, è stato bene confermare Joe Ingles, che prenderà verosimilmente le chiavi della squadra in mano. In cabina di regia ci sarebbe da confermare Shelvin Mack, così come Jeff Whitey è UFA. Ma come detto è difficile, visti i giganteschi passi avanti di questa Western Conference, tornare in semifinale. O addirittura alla postseason.

LA SITUAZIONE GENERALE – Il terremoto Hayward apre le porte a tutti i free agent che attendevano la sua scelta. Gallinari doveva essere uno di quelli, ma alla fine ha preferito giocare d’anticipo. Con questo movimento, Cleveland sarà sicuramente chiamata a fare passi avanti nella gestione del team (a cominciare dal trovare un nuovo GM) e in tanti, sia ad Est che ad Ovest, si muoveranno incessantemente. Volevamo un mercato scoppiettante? Quest’anno ci è stato dato.