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Mi manda Michael Jordan: Kemba Walker e la grande crescita di Charlotte

kemba walker batum

Nel panorama cestistico statunitense, e in particolare in quello collegiale, il mese di marzo è sinonimo di cose incredibili, per non dire folli, che ogni anno accadono puntualmente. Ma nella striscia di sette vittorie consecutive degli Hornets, ancora imbattuti nelle ultime due settimane, il caso c’entra ben poco: questi eccellenti risultati sono il frutto di una squadra che lavora molto bene sotto la guida di coach Steve Clifford e che attualmente rientra tre le dieci migliori della NBA su entrambi i lati del campo. Segno che a Charlotte stanno trovando sempre più un’identità, e di pari passo sta crescendo anche Kemba Walker, leader indiscusso della franchigia.

In primis Michael Jordan, che ricordiamo essere il proprietario degli Hornets, ha creduto fortemente nel prodotto di UConn, che nel 2011 aveva sbalordito un’intera nazione vincendo il titolo NCAA da assoluto protagonista: His Airness non ha mai nascosto una certa predilezione per questo ragazzo, che da quando è approdato nella NBA è cresciuto in maniera esponenziale, tanto da diventare uno dei giocatori più imprevedibili e letali dell’intera lega. La bravura di Charlotte è stata quella di aver saputo aspettare e costruire con pazienza, inserendo i tasselli giusti in un mosaico sempre più interessante.

Sfruttando il fatto di aver giocato sei delle ultime sette partite tra le mura amiche e la rimanente sul campo dei derelitti Sixers (battuti 119-99), gli Hornets hanno vinto gli importanti scontri diretti con Pacers e Pistons e hanno fatto il loro dovere contro squadre dell’Ovest attualmente inferiori (Suns, Pelicans, Timberwolves, Rockets). Se a febbraio la truppa di coach Clifford aveva concesso 100 o più punti solo in tre occasioni su dieci, all’apparenza in questo mese di marzo il dato difensivo potrebbe apparire peggiorato, dato nelle ultime cinque partite gli avversari hanno sempre superato quota 100. Invece semplicemente Charlotte ha iniziato a giocare con un ritmo più alto e con un attacco più incisivo, che ha segnato due volte 108 punti (vs Indiana e Minnesota), mentre nelle restanti sei ne ha sempre realizzati 118+.

Insomma, in questo momento gli Hornets stanno giocando la miglior pallacanestro della loro stagione e sono risaliti fino al quinto posto della Eastern Conference: adesso l’obiettivo è quello di provare a strappare il fattore campo nei playoffs, dato che gli Heat distano solo 0.5 gare e i Celtics 1.5. Tra l’altro, non commettete l’errore di pensare che questa squadra sia un fuoco di paglia o abbia già raggiunto il suo massimo potenziale: l’impressione che dà è quella di un gruppo che ha ancora margini di crescita importanti, ma soprattutto che ha raggiunto un’unione d’intenti e una compattezza tale da renderla estremamente pericolosa.

Ma torniamo al discorso relativo a Kemba Walker, uno a cui Michael Jordan nel corso degli anni ha sempre voluto dare i suoi preziosi consigli: evidentemente His Airness, che “qualcosina” ne capisce di questo sport, ha intravisto fin da subito un potenziale importante in questo ragazzo. Che non solo è estremamente divertente da guardar giocare, ma è anche uno che vuole vincere a tutti i costi e sa come farlo, non avendo alcun timore di prendersi responsabilità importanti: insomma, ha le stimmate del campione. Stanotte ha impartito una dura lezione ai Rockets, realizzando 17 dei suoi 26 punti finali nel secondo tempo e ispirando il parziale di 17-2 nell’ultimo quarto con cui gli Hornets si sono lanciati verso il successo per 125-109. E la squadra di certo non è stata da meno, soprattutto dal punto di vista difensivo, dato che James Harden è stato mandato totalmente fuori giri (2/14 dal campo, 0/5 da tre) e ha chiuso in doppia cifra (12) solo grazie ai liberi (8/9).

Se Walker è indiscutibilmente il leader di questa franchigia, permetteteci di chiudere con una menzione particolare: Nicolas Batum è stato uno dei migliori colpi di mercato dell’ultima offseason NBA. Stiamo parlando di un all-around di altissimo livello, con un quoziente cestistico che molti si sognano: il francese si è subito affermato come un giocatore chiave della squadra, con i suoi 14.5 punti, 6.3 rimbalzi e 5.6 assist di media.