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Milwaukee Bucks – Cosa è cambiato, rispetto all’anno scorso?

Oct 10, 2015; Milwaukee, WI, USA; Milwaukee Bucks center Greg Monroe (15) talks with forward Giannis Antetokounmpo (34) during the second quarter against the Detroit Pistons at BMO Harris Bradley Center. Mandatory Credit: Jeff Hanisch-USA TODAY Sports
Oct 10, 2015; Milwaukee, WI, USA; Milwaukee Bucks center Greg Monroe (15) talks with forward Giannis Antetokounmpo (34) during the second quarter against the Detroit Pistons at BMO Harris Bradley Center. Mandatory Credit: Jeff Hanisch-USA TODAY Sports

Che cosa sta succedendo ai Milwaukee Bucks? Non dovevano essere una delle forze della Eastern Conference, soprattutto alla luce dei nuovi acquisti estivi? Il tabellone ci mostra una squadra che ha attualmente un record di 9 vinte e 13 perse, e che sembra faccia molta fatica a ingranare la marcia.

Partiamo ad analizzare un punto cruciale: la offseason, secondo me una delle più interessanti dell’intero mercato estivo NBA. Il rinnovo di John Henson è stato caro (70 milioni in 5 anni), ma è il centro del futuro. Anche se le cifre non lo aiutano (6.5 PPG a 14.8 minuti di impiego. È arrivato Greivis Vasquez, che sano potrà essere un fantastico sostegno dalla panchina, come lo era stato a Toronto. Anche se prima dell’infortunio alla caviglia, il venezuelano viaggiava a 7 punti a partita, seconda peggior performance dal suo anno da rookie, con il 34% dal campo che è il suo peggior dato in NBA. Si aggiungono 4 assist. Ma soprattutto, spicca su tutti Greg Monroe. L’ex Georgetown sta confermando di essere stato uno dei top colpi della free agency e prosegue quanto di buono fatto ai Pistons. È protagonista di una stagione da 15.7 punti e 9.8 APG, valori pressoché costanti nei suoi ultimi cinque anni di NBA. Ma le perdite, a Milwaukee, ci sono state. E anche di un certo peso. Perché l’assenza di Jared Dudley è più notevole di quello che in realtà può sembrare. I suoi 23.8 minuti a partita sono stati cruciali per la crescita dei giovani Bucks. Altro tassello importante del roster della passata stagione, perduto in estate, è Zaza Pachulia. Il georgiano aveva un PER di 15.7, nella top 5 del team. Soprattutto, erano 6.8 RPG assicurati e tanta grinta. Cosa che, oggi, ai Dallas Mavericks sta tornando utilissima…

La responsabilità, a parere personale, va cercata non tanto in quanto fatto questa estate, ma a ridosso della deadline, quindi a febbraio 2015. Perché se andiamo a vedere i risultati del team del Wisconsin, vediamo due facce della stessa medaglia. Potremmo dire A.B. (Avanti Brandon) e D.B. (Dopo Brandon). Inutile raccontarsi storie: i Bucks di Brandon Knight erano sicuramente una squadra più dinamica e veloce. La sua cessione è avvenuta per motivi puramente economici, ma il team ne ha risentito subito. Dopo la deadline, infatti, il record dei Bucks è stato di 11 – 18, contro il 30 – 23 precedenti al 20 febbraio. I playoff a Milwaukee li hanno fatti perché avevano ormai ipotecato il sesto posto a Est, viste le stagioni di Pistons, Hornets e Pacers e visto che Celtics e Nets hanno fatto tutto di rincorsa. E, brutto da dire, le due vittorie in postseason sono state più incidenti di percorso dei Bulls, più che meriti del team di coach Kidd.

Milwaukee si sta trovando molte aspettative addosso, soprattutto perché è la squadra di Giannis. E Antetokoumpo, inutile negarlo, è atletico, carismatico e talentuoso, ma non può vincere da solo. Nella partita contro gli Spurs, Carter – Williams ha registrato 4 punti e 4 assist, nella vittoria contro i Nuggets 12 + 9. Al momento le sue prestazioni sono estremamente altalenanti e la vittoria sui Nuggets è stata messa in evidenza soprattutto per la costanza di Monroe e di Khris Middleton, altra pietra fondiaria del progetto Bucks. Perché anche Henson, dopo aver strappato l’assegno del contratto, ha ridotto a 1.3 le stoppate per partita e a 6 i punti a partita. Per analizzare completamente la situazione, possiamo dire che anche a Phoenix non è che si vinca moltissimo. Ma Knight sta comunque viaggiando a cifre notevoli, registrando anche qualche tripla doppia, e in secundis Phoenix ha finora affrontato un calendario molto più duro e contro squadre della Western Conference. Che, anche se il record delle franchigie indica per ora una certa parità con l’East, non si può negare che sia molto più competitiva. Cifre, quelle del “Cavaliere”, che se tornassero a Milwaukee renderebbero davvero il team uno dei più interessanti dell’intera NBA.

In tutto questo, merita un’analisi accurata l’apporto di Jabari Parker. 24.4 minuti a 10.1 punti. Rispetto alle 26 partite dell’anno scorso, prima di rompersi il crociato, ci sono due minuti e altrettanti punti in meno e tiri tentati (da 12 a 10). Ma si è visto un ragazzo con un atletismo devastante, capacità di tiro (il 48.9% quest’anno, il 49% l’anno scorso) e abilità dal palleggio. Allo scorso Draft, c’era il dubbio chi tra Andrew Wiggins o lui fosse il miglior rookie. Il dubbio ce lo siamo tolti vedendo giocare l’ala dei Timberwolves, ma guardate che anche questo qui non scherza. Non a caso, era assieme a Antetokoumpo sui cartelloni di preview della stagione. Sopra i due, capeggiava la scritta “The Future”.

Analizziamo ora le statistiche: Milwaukee realizza 95.4 punti a partita, penultima nell’intera Lega davanti solo ai Sixers. Mentre erano 97.8 l’anno scorso, alla 22ma posizione. 101.6 punti concessi agli avversari, alla 17ma posizione; l’anno scorso, erano ottavi, concedendone 97.4. Sono ultimi per rimbalzi catturati con 40 rimbalzi, erano 24mi l’anno scorso con 42.1. Quello che non è cambiato è il numero di assist: da 23.6 a 23, ma sono risaliti dalla 7ma alla 6° posizione.

Che cosa si può fare, per risalire la china? Andare sul mercato. Serve innanzitutto un’ala di esperienza, che permetta anche a Kidd di aprire il campo e a fare da chioccia per i giovanotti. A seguire, un altro centro: l’assenza di Pachulia si fa sentire, e con il calo di Henson appare chiara tale esigenza. Infine, un playmaker. Perché Carter – Williams, diciamocelo chiaro, è ancora troppo acerbo. Sicuramente, avrebbero speso di più e rischiato di arrivare a superare il cap, ma almeno avrebbero avuto un Brandon Knight in più …

Già lo stress è tanto, come prova anche l’espulsione di Jason Kidd nella partita contro i Suns. E le prossime partite sono abbastanza impegnative: l’unica eccezione è con i Lakers, ma nel pacchetto ci sono anche due con i Clippers, trasferta a Toronto, due con gli Warriors. Coach Kidd ha dichiarato di “avere visto i Bucks crescere, recentemente”. Speriamo che le sue percezioni siano giuste.