NBA, clamoroso: è caccia a Paul George!

Paul George ai Lakers. Uno scenario che sembra appartenere al fantabasket ma che, invece, a partire dal 2018 potrebbe diventare realtà, se non prima.
Già ci avevano provato i Celtics alla deadline di febbraio: sul piatto, due prime scelte. Ma le due parti non erano convinte, e così la fumata per vedere George in biancoverde si è rivelata essere nera.
In teoria, non dovevano esserci problemi per rendere i Pacers competitivi, unica richiesta che PG13 aveva fatto al team che lo scelse al Draft sette anni fa. Ma la realtà è un’altra: Indiana è un castello di carte destinato a cadere, e il cappotto subito dai Cavaliers di quella che doveva essere la sua avversaria in Finale di Conference lo dimostra. Larry Bird, subito dopo, si dimette dalla carica di presidente. George, però, mostra di voler rimanere ai Pacers. Unica alternativa proposta sono i Lakers, squadra nella quale lui (di Los Angeles) vorrebbe giocare. Ieri, la svolta: George dichiara a Indiana che non intende rinnovare il contratto, alla luce di vari fattori:

1. le dimissioni di Bird. George non reputa più i Pacers di tornare ai fasti precedenti il suo infortunio, senza il suo uomo più carismatico.
2. la mancata inclusione in uno dei tre quintetti All – Star 2017. Questo vuol dire perdere 50 milioni di dollari di max contract con i Pacers (da oltre 200 milioni a 150);
3. i Pacers non sembrano in grado di garantirgli la vittoria del titolo a breve, con un roster ricco di pesanti contratti (Thad Young e Monta Ellis a 12 e 11 milioni, Al Jefferson a 9) per l’anno prossimo, con Nate McMillan che non ha saputo replicare la leadership di Frank Vogel, l’uomo che ha lanciato George a essere un All – Star. Oltre al fatto che Monta Ellis, già in difficoltà con l’inserimento di Teague la passata estate, è stato sospeso dalla NBA per cinque partite per uso di marijuana.

Detto ciò, Paul George cambierà squadra la prossima estate. A meno che i Pacers, come stanno facendo, non riescano a imbastire una trade per ricevere qualcosa in cambio. Ma a chi può interessare Paul George?

Cleveland Cavaliers: questa voce circolava già negli ultimi giorni delle Finals. L’aggiunta di Kevin Durant ha reso inevitabilmente pericolosi gli Warriors con il loro gioco teso ad aprire il campo e Cleveland non ha saputo rispondere adeguatamente. Chi ci potrebbe rimettere è Cleveland: Indiana vorrebbe delle prime scelte e uno starter, e in Ohio l’unico indirizzato a cambiare aria sembra essere Kevin Love. Ma a che rischio, se George decidesse di non rinnovare, cosa plausibile?
Los Angeles Lakers: lo abbiamo detto prima. Sono la squadra di casa (e del cuore) del nostro, che non ha nascosto negli ultimi mesi di volersi accasare ai gialloviola (alla deadline ha dichiarato che, anche ceduto a Boston, avrebbe firmato solo per Pacers e Lakers). Sono una squadra che, con l’arrivo di Magic Johnson come presidente e Rob Pelinka (e, quindi, Kobe Bryant) come GM, è pronta a fare importanti cambiamenti a roster pur di tornare a vincere. Magic ha detto che ci vorranno anni per tornare all’eccellenza, ma mettere a segno questo colpo può accelerare il rebuilding.

Detto fatto i Lakers diventano i principali indiziati ad arrivare all’ala dei Pacers. Ma quali offerte possono presentare sul piatto? E i Pacers potrebbero accettarle?

1. Paul George a LAL/Luol Deng a IND: scambio scarno, ma a livello di salari quadra. Deng, pur in fase calante, può essere un buonissimo giocatore come riserva, e se i Pacers potessero salire al Draft avrebbero di che guadagnare, prendendo l’ala del futuro. Inoltre, Magic riuscirebbe a completare la missione di scaricare il suo pesante contratto, un ostacolo al rebuilding Lakers. Certo è un assett pesante, ma inserendo un altro team che prenderebbe il contratto del sudanese, le cose potrebbero diventare più facili.

2. Paul George, Lance Stephenson a LAL/Luol Deng, Corey Brewer a IND: Lance Stephenson a Los Angeles, dopo le buone cose mostrate a Indiana, può tornare a essere importante spalla per George. In un team come LA, inoltre, sarebbe il giocatore difensivo di cui coach Walton può avere bisogno.

3. Paul George a LAL/ Jordan Clarckson e Nick Young a IND: buona controparte per i Pacers, con una giovane guardia in rapida ascesa e un veterano in cerca di riscatto, che i Lakers non vogliono più tenere e che molto probabilmente eserciterà la sua team option per la stagione 2017/2018.

Anche se i Pacers vorrebbero cederlo, ai Lakers non converrebbe inserire Monta Ellis nel pacchetto: già si è visto Ellis in difficoltà giocando con un’altra guardia (Jennings e Teague insegnano) e metterlo a fianco di D’Angelo Russell non sarebbe la cosa migliore. C’è da dire una cosa: Magic ha specificato che l’unico incedibile ad LA è Brandon Ingram. Quindi…

4. Paul George e Monta Ellis a LAL/Luol Deng, D’Angelo Russell a IND: George è contento, Ellis trova il modo di giocare playmaker con Jordan Clarckson spostato, a questo punto, a 2. Indiana ha un’ala (che potrebbe scaricare a un altro team la notte del Draft) e un playmaker di polizza: Russell giocherebbe in un team tutto suo o diventare la spalla di Jeff Teague. Ma questo, appunto, dipende da Teague e se accetterà di prolungare il contratto con Indiana. D’Angelo Russell, nonostante l’enorme talento, ancora non ha la maturità necessaria per giocare titolare e Indiana sarebbe una fantastica occasione per lui.

 

Chi guadagnerebbe dall’arrivo di Paul George, in ogni caso, sarebbe Brandon Ingram: coach Walton continuerà a farlo partire dalla panchina e a farlo maturare partita dopo partita.

L’arrivo di George sarebbe un guadagno enorme per Los Angeles, perché (ammesso che i Clippers tornino assieme e tutti rinnovino) ci sarebbe maggiore competitività, magari tornando a sperare nei playoff. Solo il tempo ce lo dirà (Ramona Shelbourne di ESPN ha riportato che i Lakers per ora non vogliono sacrificare nessuno del loro roster, aspettando Luglio 2018 per firmarlo senza sacrifici), ma intanto iniziamo a fare il conto alla rovescia: a partire da ora, Paul George potrebbe indossare una nuova casacca in ogni momento. E la NBA potrebbe cambiare ancora leggermente gli scenari, dopo la passata estate.