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NBA DUELS – Mudiay contro Lawson, presente e passato dei Nuggets a confronto

Una rondine non fa primavera. Soprattutto nella NBA. Ma la partita di ieri sera, tra Denver Nuggets e Houston Rockets al Toyota Center serviva a lanciare una serie di spunti particolari, a noi cari anche e soprattutto per la presenza di Danilo Gallinari a pieno regime sul campo, dopo gli Europei, e all’esordoo in panchina di Mike Malone. Ma la copertina della sfida era un’altra. Ty Lawson contro Emmanuel Mudiay.

Le vicende che hanno legato l’ex point guard di Denver partono, infatti, sin dalla notte del Draft. Appena la scelta proveniente da Guangdong si è messa il cappellino della franchigia del Colorado, la reazione del nostro è stata quella di raggiungere coach Karl a Sacramento o, comunque, di lasciare al più presto Denver. L’arresto per guida in stato di ebrezza, il richiamo dei Lakers prima e di altri poi, e i pettegolezzi hanno fatto il resto. Per un pugno di noccioline, Lawson è stato ceduto ai Rockets. Questo voleva dire solo una cosa: Mudiay sarebbe stato il play titolare.

Il congolese parte alla grandissima, con un passaggio nel primo quarto per far volare Faried alla schiacciata e una tripla da smarcato solo rete dopo passaggio di Gallinari. Lawson risponde a tutta velocità superando il rivale, penetrando e solo all’ultimo scaricando l’assist per la schiacciata di Cedric Maxwell e con la tripla altrettanto smarcata. Sul successivo errore di Harden, però, Mudiay raccoglie il rimbalzo e lancia il contropiede per i compagni. Il secondo quarto la tripla del Gallo per il 48–41 Denver è favorito proprio dal passaggio del nuovo play, marcato dall’ex stella. L’affondo di Emmanuel, che scarta dal palleggio Capela, entra nell’area affollata come la Milano–Meda all’ora di punta e tira con esitazione segnando, è quello che però fa vincere la sfida, al novellino e a Denver per il 105–85.

Passiamo ora ai numeri. Mudiay 37’, Lawson 36’ sul campo. 17 punti per il primo, con 6/13 dal campo, 3/5 da tre e 2/4 ai liberi, con 5 rimbalzi tutti difensivi. L’ex North Carolina risponde con 12 punti, con 3/10 dal campo, 2/3 da tre punti e 4/6 ai liberi, cui si aggiungono quattro rimbalzi, tutti difensivi. La differenza però non la fanno le palle perse (11 a 3 per il pivellino), né il plus/minus (+13 per uno, -14 per l’altro, anche se il suo compagno di squadra Harden aveva -20 e tutto il quintetto Rockets era in negativo, ndr). A parere, sono gli assist che contano. 6 per Lawson, 9 per il suo avversario.

A opinione personale, sul piano dello scontro diretto la vince Mudiay. Ma troppi fattori condizionano questa partita, anche per quanto concerne il duello: la sospensione di Howard, che ha alleggerito il quintetto Rockets; la serata storta al tiro per la stessa Houston, la maggior reattività dei Nuggets. Certo c’è da dire che era la prima per entrambi (con la nuova maglia per il buon Ty, nella NBA in assoluto per Emmanuel) e che entrambi hanno dato il loro massimo. Denver non farà la post season, Houston invece eccome. Ma se le premesse sono queste, allora Emmanuel Mudiay e i Nuggets possono solo vedere un futuro roseo.

photo by: bsndenver.com