NBA Finals, gara 6: la più incredibile rimonta Heat si conclude con la vittoria all’OT, si va a gara 7!

Questa partita l’hanno vinta gli Spurs, poi gli Heat, poi di nuovo gli Spurs e alla fine di nuovo gli Heat. Dal punto di vista dello spettacolo, era difficile chiedere di meglio a questa gara 6 di una serie finale che sta impressionando per intensità. In casa Heat monumento, naturalmente, a Ray Allen, giocatore che ha segnato il tiro per l’overtime, ma anche a Chris Bosh, decisivo nel servire Ray Allen per quel tiro e poi con due stoppate importanti nel finale del supplementare. Bocciato senza mezzi termini Manu Ginobili. Gli Heat hanno vinto la partita per 103-100 e giocheranno in casa in gara 7 tra due giorni.

LE GIOCATE DELLA PARTITA: Difficile ricostruire la cronologia del concitato finale di quarto quarto. Partiamo dal +3 Heat del 46’: Parker risponde con un impossibile canestro da tre punti cadendo indietro. Il franco-belga ruba palla a Mario Chalmers e si inventa, dopo una meravigliosa virata, il vantaggio Spurs quando la gara entra nell’ultimo minuto. A questo punto LeBron perde palla e Ginobili, lanciato in contropiede, subisce fallo: 2/2. Nell’azione successiva la stella degli Heat butta via di nuovo il pallone, ma questa volta Manu fa solo 1/2; +5 San Antonio. Sembrerebbe finita, anche perché LeBron non prende nemmeno il ferro dall’arco; ma il rimbalzo lungo finisce nelle mani di Mike Miller, che serve subito LeBron: stavolta l’MVP della regular season non sbaglia da tre. Leonard va in lunetta per sigillare la gara, ma è un altro 1/2. Con 7” sul cronometro, gli Heat vanno di nuovo da LeBron, ma il tiro del giocatore è sbagliato; niente paura: rimbalzo offensivo di Bosh e palla rapida nell’angolo per Ray Allen. He Got Game, fuori equilibrio, trova solo la retina per il pareggio. Il tiro finale di Parker non arriva neanche al ferro, è overtime.

IL CONTESTATO FINALE DEL SUPPLEMENTARE: Gli Heat, dopo una sfuriata iniziale dell’ottimo Kawhi Leonard (22 punti e 11 rimbalzi), prendono il comando a 1’ 47” dalla fine con un canestro di James da breve distanza. La difesa di Miami sale di livello e costringe Parker e Leonard a due tiri forzati e poi Manu ad una palla persa. In attacco però non chiude la partita: sbagliano James e Wade. Si arriva a 10” dalla fine con Manu che parte in palleggio e si infila in area in una brutta situazione uno contro tre; Allen gli sporca la palla, ma con qualche contatto di troppo sul braccio. Per gli arbitri non è fallo e Allen può firmare il +3 dalla lunetta. Con 2” da giocare, gli Spurs possono solo affidarsi ad un tiro contestato di Danny Green: Bosh lo stoppa, ma nel farlo invade nettamente il cilindro del tiratore con la gamba sinistra. Anche in questo caso, il fischio non arriva. Due episodi che verranno sicuramente rivisti e commentati nelle 48 ore che ci separano da gara 7.

LA PARTITA IN CHIAROSCURO DI LEBRON: Se avessero vinto nel quarto quarto sarebbe stato merito suo. Se avessero perso, sarebbe stata colpa sua. LeBron, che ha comunque piazzato una tripla-doppia 32 punti, 10 rimbalzi e 11 assist, ha giocato una partita parecchio borderline. In netta difficoltà per tre quarti, ha poi preso in mano la sua squadra nel quarto con una serie di giocate che hanno seriamente portato l’inerzia dalla parte di Miami, prima che Parker provasse a regalare agli Spurs il quinto titolo. Soprattutto una sua stoppata su un dominante Duncan ha riacceso gli entusiasmi di Miami. Poi, nell’ultimo minuto, ha perso due palloni sanguinosissimi e ha sbagliato due triple, ma anche segnato quella del primo avvicinamento. Nel supplementare ha sbagliato tantissimo, ma è di fatto suo il canestro del (decisivo) controsorpasso a 1’ 43” dalla fine. La vittoria lo ha salvato da pesanti critiche che sarebbero sicuramente piovute, ma il contributo del numero 6 è stato comunque fondamentale per forzare gara 7.

IL PRIMO TEMPO FENOMENALE DI DUNCAN: Duncan ha messo i compagni nelle condizioni di strappare un incredibile successo sul campo degli Heat. Il centro degli Spurs ha sostanzialmente tenuto la squadra in piedi nei primi 24 minuti. Poi, quando i suoi compagni avrebbero dovuto raccogliere il testimone e dare alla squadra ospite la spinta definitiva per portare a casa il titolo, il contributo di qualche bianconero è decisamente mancato. Per Duncan si parla di una gara 6 da 30 punti e 17 rimbalzi; nel solo primo tempo aveva accumulato 25 punti (gli Spurs erano a quota 50) e 8 rimbalzi con 11/13 al tiro. Ha fatto di tutto, ma purtroppo i suoi compagni non ha fatto abbastanza.

IL FATTORE GINOBILI: Una delle cose che farà più discutere è la prestazione di Manu. Decisivo in gara 5 per la vittoria Spurs, decisivo al contrario in gara 6 per la vittoria Heat. Nella sua partita ci sono 8 palle perse, di cui due nel finale dell’overtime, e pesa anche oltremodo quel libero sbagliato nell’ultimo minuto del regolamentare: se Manu in quel momento avesse messo sei punti tra le due squadre, l’1/2 successivo di Leonard avrebbe chiuso la partita.  Inoltre, la scelta di buttarsi dentro sul -1 con 8″ da giocare nell’OT non è parsa adatta alla situazione. Per l’argentino 9 punti con 2/5 e solo 3 assist. Se gara 7 dovesse andare agli Heat, Ginobili rischia di dover vivere col rimpianto che, mettendoci qualcosa in più stanotte, avrebbe sicuramente portato il titolo a San Antonio.

TOP PUNTI: James 32, Duncan 30, Leonard 22
TOP RIMBALZI:
 Duncan 17, Leonard 11, Bosh 11
TOP ASSIST:
 James 11, Parker 8, Wade 4
TOP STOPPATE:
 Green 2, Bosh 2, Wade 2
TOP PALLE RUBATE:
 Leonard 3, James 3, Bosh 3, Andersen 3

 

Photo: usatoday.com