NBA Free Agency 2017 – Le pagelle della Eastern Conference

  1. BOSTON CELTICS – Alla fine ce l’hanno fatta. A vuoto George, a vuoto Butler, a segno Hayward. Il giocatore che i Celtics speravano di aggiungere a roster è finalmente arrivato, e con esso una serie di sacrifici. Primi fra tutti Zeller e Olynyk. Jerebko pure, che è volato a Salt Lake City. Per assorbire il max contract dell’ex Butler la perdita, però, è stata grossa: Avery Bradley (free agent il prossimo luglio) ha lasciato la squadra, ceduto ai Pistons in cambio di Marcus Morris, che va a riempire il buco lasciato dai partenti Jerebko e Olynyk. Per Brad Stevens i ruoli attuali nel basket sono “un portatore di palla, un’ala e un big”. Sui primi due non ci sono problemi, per il terzo si parlava addirittura di Marc Gasol (intanto, Aron Baynes sarà il cambio di Horford, sperando torni quello degli Spurs campioni 2014…). Non al livello di Cleveland, ma ci siamo alzati molto. Il Draft è andato bene, ed è arrivata una ventata di Europa con Theis e Zizic. Però, salvo colpi di scena (ammesso che Marcus Smart non sia ceduto e non diventi la SG titolare a fianco a Thomas), la perdita di Bradley potrebbe essere estremamente pesante per Boston. Da risolvere anche la faccenda Crowder, che vedrà inevitabilmente il suo fatturato e il suo minutaggio calare. VOTO: 8.5

 

  1. DETROIT PISTONS – La free agency è stata abbastanza scarna, salvo per Galloway da Sacramento, ma l’arrivo dal Draft di Luke Kennard è molto bene. Interessantissimo scambio con Boston che porta Aver Bradley a Motown e Marcus Morris in Massachusetts; i verdi dovevano liberare spazio per l’arrivo di Gordon Hayward e in Michigan trovano un giocatore duro e in crescita che fa al caso e allo stile di Van Gundy. Molto bene, alla luce del fatto che Kentavious Caldwell – Pope e la sua altalenanza non sono stati rinnovati, al contrario di Reggie Bullock che sembra essere un elemento importante della nuova Detroit. Aron Baynes non tornerà, e a Detroit non lo rimpiangeranno di certo: sboccerà quindi Boban Marjanovic come cambio di Drummond? VOTO: 7.5

 

  1. MIAMI HEAT – Perso Hayward, la priorità di Pat Riley era riconfermare il nucleo dell’anno scorso, che fece 30 – 11 nella seconda parte di stagione. Oltre, ovviamente, a risolvere con Bosh. Punto realizzato, e Chris si prepara alla pensione, omaggiato dal team della Florida e vedendo il proprio numero 1 affisso sul soffitto della American Airlines Arena. Punto rinnovi: Waiters rimane, James Johnson faraonicamente pagato, ma se continua ad essere quello di questa primavera ci sono buone basi per sperare. Arriva anche Olynyk, dopo la rinuncia dei Celtics a renderlo UFA, e per fargli spazio Josh McRoberts vola a Dallas. I playoff non sono un miraggio e non sfuggiranno come in questo aprile. Interessante l’arrivo di Adebayo come cambio per Whiteside, alla luce dell’addio di Willie Reed. VOTO: 7.5

  1. PHILADELPHIA 76ERS – Molto bravi. Un draft eccelso, e un team che aveva bisogno di una shooting guard titolare di rilievo e con esperienza. L’aggiunta di Redick cade a fagiolo in questo e Amir Johnson partirà dalla panchina come cambio per Saric: buon investimento. Hanno inoltre confermato Covington: Trust the process. VOTO: 7.5

  1. CHARLOTTE HORNETS – Buon mercato di rinforzo. Arriva Howard come centro (l’anno scorso l’addio di Jefferson era pesato e non era stato colmato a dovere), Carter – Williams è invece chiamato al riscatto dopo le ultime annate come cambio di Walker, Malik Monk arriva dal Draft come guardia di riserva di Kidd – Gilchrist. L’atletismo in Carolina non manca, ma solo il campo dirà quanto ne è valsa la pena puntare su questi rinforzi. VOTO: 7

 

  1. WASHINGTON WIZARDS – Un buonissimo mercato di rinforzo. L’unico obiettivo era rifirmare Porter, e così è stato. Il suo rinnovo costa però la prima gita sopra luxury tax nella storia degli Wizards, e questo non è bene. Al netto di tutto, perdere Bogdanovic per Mike Scott non è un affaraccio, mentre è un guadagno aggiunto l’arrivo di Tim Frazier (che a New Orleans ha fatto benissimo). Anche Jodie Meeks, se sano, può aiutare. VOTO: 7

 

  1. BROOKLYN NETS – Sean Marks prosegue il suo buon lavoro da GM. Cede (finalmente) l’ultimo contratto pesante della gestione Prokorov (Brook Lopez) e ottiene un centro russo da rinnovare in doti cestistiche (Mozgov) e un’ipoteca per il futuro (Russell). Adesso sarebbe potuto arrivare Otto Porter. Pareggiato da Washington, si era delineata un’offerta pronta per Caldwell – Pope nel ruolo di guardia ma i Lakers sono stati più convincenti. Come ala, intanto, è arrivato praticamente gratis DeMarre Carroll (due scelte e Justin Hamilton), che a Toronto non è mai sbocciato e che a Brooklyn può dare un buon contributo, specie difensivo, se Kenny Atkins lo riporta ai tempi di Atlanta. Vedremo se il gioco vale la candela, ma a Brooklyn è iniziato, ufficialmente, un nuovo punto del rebuilding. Il tanking quest’anno non si farà e ci sono tutte le carte per arrivare al margine della griglia playoff, se non all’ottavo posto: l’aggiunta di Allen Crabbe potrebbe essere preziosa per allargare il campo. VOTO: 6.5

 

  1. TORONTO RAPTORS – Ibaka e Lowry (priorità) sono tornati. L’addio di Tucker può non contare, dato che non ha mantenuto le aspettative. Ma quello di Patrick Patterson potrebbe essere più pesante, per i canadesi. Per pareggiare i due importanti rinnovi, inoltre, è stato sacrificato Carroll, che in Canada non ha reso e che, con la sua assenza, ha portato i Raptors a cercare rinforzi nel ruolo di ala. Arriva CJ Miles ad allargare il campo in cambio di Joseph, ma può non essere sufficiente: perdere Carroll, la prima scelta al Draft 2018 e una seconda per Justin Hamilton (poi tagliato) è un salasso, a meno che i Raptors non abbiano qualche idea per ricoprire il ruolo. VOTO: 6

 

  1. INDIANA PACERS – Cocciante cantava “Era già tutto previsto”. Ma prendere, al posto del tuo All – Star, Oladipo e Sabonis e nemmeno una scelta era forse troppo poco. Indiana è dichiaratamente in rebuilding: parte da Lance Stephenson e Myles Turner e piano piano cederà i giocatori che l’hanno scorso le avevano fatto ricevere lodi per l’ottima offseason. Teague è già partito (a rimpiazzarlo, il figliol prodigo Darren Collison, in Indiana nel 2010 – 2012), Ellis è stato tagliato e rimpiazzato da Bojan Bogdanovic. Si parte dai giovani (e l’arrivo di Cory Joseph dai Raptors ne è la conferma), e forse è meglio così, che l’anno prossimo ripartire senza avere niente in mano. VOTO: 5.5

  1. ATLANTA HAWKS – Una pugnalata. Il team che l’anno scorso arrivò ai playoff e perse contro Washington ha deciso di puntare su Millsap come uomo del futuro. Non è bastato però mandare via l’ingombrante Howard e portare uno scorer come Belinelli, che conosce il sistema di Budenholzer per i suoi trascorsi da Spur. Millsap va a Denver e in arrivo in Georgia ecco Diamond Stone (Crawford tagliato) e la preziosa prima scelta al Draft 2018. Le chiavi restano in mano a Schroeder, ma l’aspetto generale del team è desolante. Il rinnovo di Mike Muscala è forse esagerato, e l’addio di Tim Hardaway che vola ai Knicks non è dei migliori… Buonissima invece la firma di Dewayne Dedmon, per dare fin da subito energia sotto canestro. VOTO: 5

 

  1. NEW YORK KNICKS – Via Jackson, e con lui Derrick Rose. Nessun top free agent si è ancora accasato (Jrue Holiday ai Pelicans, il fratello Justin non rinnovato che va ai Bulls, Simmons a Orlando) e l’arrivo di Nkitilina dal Draft sembra uno dei pochi raggi di luce, al momento, dei Knicks. A meno che Tim Hardaway, appena tornato, non mostri le buone cose che lo hanno reso importante nel sistema Hawks.. La cosa più importante era trovare un GM: Scott Perry, ex vice dei Kings, arriva a New York con la promessa di James Dolan di non intervenire nelle operazioni di mercato (sarà vero?). Da chiarire ancora la faccenda Carmelo Anthony: dopo la disponibilità del giocatore a rinunciare alla no – trade clause per accasarsi a Houston, il nuovo GM ha fatto retromarcia per capire che ruolo potrebbe avere Melo nella nuova New York. VOTO: 5

 

  1. CLEVELAND CAVALIERS – Situazione spinosissima in Ohio. Vogliono costruire un team per battere gli Warriors, ma hanno due problemi fondamentali: sono enormemente sopra la luxury tax (47 milioni di dollari) e sono stati senza GM per buona parte del mese, dopo l’addio di Griffin e il no di Chauncey Billups. Problema poi risolto con l’arrivo al comando di Kobe Altman, ex assistant GM proprio di Cleveland. Sono arrivati prima Calderon e Jeff Green (facile l’addio quindi a Deron e Derrick Williams) ed è stato confermato Korver (troppo caro per tre anni a 22 milioni), ma il vero colpo è stato l’arrivo di Derrick Rose in cabina di regia: se sano, Rose può fare bene. Il problema è che LeBron James, per quest’estate, sta zitto e non interviene in free agency. E questa superiorità del Re in campo, da gioco e dirigenziale, sembra aver stufato Irving che ha chiesto la cessione. A Cleveland non è tutto oro quello che luccica, e per Irving, la cui situazione abbassa molto i voti, conviene muoversi presto. VOTO: 4.5

 

  1. ORLANDO MAGIC – Mercato di pulizia di roster. E’ stato tagliato CJ Watson e al suo posto è arrivato Shelvin Mack da Utah. Jeff Green non è stato confermato, idem Jodie Meeks. Ma la lavagna che era accidentalmente finita su Twitter aveva mostrato come possibili prede Iguodala, Saric e Livingstone. Invece, abbiamo solo gli arrivi del sopradetto Mack, di Canaan, di Iwundu dal Draft e di Jonathon Simmons con un triennale, oltre al ritorno in Florida di Afflalo. Più che altro, il backcourt è intasato (SEI SG: Afflalo, Simmons, Hezonja, Iwundu, Georges – Hunt e ovviamente Evan Fournier) e per fortuna è stato firmato Spieghts per uscire dalla panchina come cambio di Aaron Gordon. Orlando è ancora un cantiere aperto, vedremo movimenti coinvolgere una delle tante guardie. VOTO: 4.5

 

  1. CHICAGO BULLS – Altro team in rebuilding. Via Butler (!!!) per Markannen (OK…), Dunn (?) e LaVine mezzo rotto (???). Con Payne mai sbocciato. Mirotic doveva andarsene e invece hanno esteso la qualyfing offer anche a lui, senza essere però ancora rinnovato. Rondo tagliato (OK) e Canaan pure (???). E Wade chiederà il buyout o farà da chioccia? Tante, troppe domande in Illinois. In tutto questo, è arrivato Justin Holiday (???). VOTO: 4
  2. MILWAUKEE BUCKS – Nessun cambiamento nel team, salvo avere ancora UFA Beasley e Terry, ormai prossimo al ritiro. VOTO: SENZA VALUTAZIONE